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Bambini e competenze musicali: come la musica agevola il movimento e la percezione

di Giorgio Crico - 07.05.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La musica agevola movimento e percezione dei bambini sin dalla tenera età. Cosa sono le competenze musicali e come si acquisiscono?

In questo articolo

Come la musica agevola movimento e percezione dei bambini

Il rapporto tra musica e bambini è piuttosto stretto, nell'immaginario comune. Accanto ai sempre più diffusi studi sull'importanza di ascoltare musica in gravidanza e all'ormai celeberrimo "effetto Mozart", torna frequentemente d'attualità anche il dibattito sull'insegnamento della musica nelle nostre scuole. Proprio l'insegnamento della musica in tenera età può aiutare i bambini a sviluppare, accrescere e affinare tante competenze diverse, che vanno dalla percezione alla coordinazione motoria e al movimento più in generale. Caterina Marino e Martina Turconi, ricercatrici del centro per la ricerca scientifica Babylab (DPSS) dell'Università di Padova, ci spiegano come.

Sincronizzazione tra movimenti e musica

Quando i bambini imparano a sincronizzare i loro movimenti con la musica?

"Immaginiamo un'attività che può sembrare intuitiva e senza sforzo - premettono le ricercatrici -: battere le mani a tempo con una canzone! Questa semplice azione richiede una complessa integrazione di abilità percettive e sensomotorie. Nello specifico, implica la capacità di percepire la musica, di formare un modello interno della sua struttura ritmica e di integrarlo a una risposta motoria sincronizzata. La sincronizzazione richiede, quindi, una maturità percettiva e motoria che è osservabile a partire dai 18 mesi e che raggiunge una consistenza verso i 3-4 anni. Questo perché lo sviluppo motorio richiede tempo e presenta grandi differenze individuali. Come gruppo di ricerca del BabyLab stiamo cercando di studiare questo fenomeno nei bambini tra i 5 e i 12 mesi. A questa età, i bambini sono in grado di produrre movimenti ritmici spontanei (del corpo) in risposta alla musica, ma questi non sono ancora sincronizzati. Il nostro obiettivo, infatti, non è solo di determinare precisamente quando la sincronizzazione avvenga, ma di comprendere meglio tutti i processi maturazionali che portano i bambini ad acquisire questa capacità". 

Musica e coordinazione motoria

Come la musica aiuta nella coordinazione motoria?

"Dal punto di vista evolutivo, il collegamento tra la ritmicità e il movimento si stabilisce molto precocemente - rispondono le esperte -.

Il substrato necessario allo sviluppo delle competenze ritmiche e musicali è attivo già prima della nascita. Durante la gravidanza, i bambini percepiscono informazioni ritmiche non solo attraverso le orecchie, ma anche tramite il corpo producendo risposte motorie (come movimenti degli arti e della testa) che diventano gradualmente più complesse. Il ritmo produce movimento e il movimento è influenzato dal ritmo. Già dalla prima infanzia, la percezione ritmica favorisce forme di movimento spontaneo: i bambini molto piccoli rispondono alla musica con ampi movimenti del corpo che nel corso dello sviluppo si sincronizzano gradualmente al ritmo musicale. Inoltre, le attività musicali sperimentate durante la prima infanzia sono spesso accompagnate da un gesto corporeo (come battere, premere, soffiare, ecc.). In questo modo l'esperienza musicale supporta le capacità motorie, cinestetiche e di manipolazione contribuendo al miglioramento delle abilità generali di sincronizzazione sensomotoria".  

La musica culturale

Cos'è la musica culturale e che impatto ha sulla percezione e sviluppo delle competenze musicali dei bambini?

"Alla nascita, i bambini sono degli ascoltatori universali capaci di imparare qualsiasi lingua del mondo. Entro la fine del primo anno di vita, però, si specializzano per i suoni della loro madrelingua, sintonizzandosi con il modello sonoro della lingua di esposizione. Un meccanismo simile avviene per la musica, in un fenomeno chiamato restringimento percettivo musico-culturale - aggiungono Marino e Turconi -. La musica appartiene a tutte le culture del mondo e come per le lingue, anche la sua struttura ha caratteristiche peculiari. Il sistema armonico-tonale e i metri musicali possono variare da cultura a cultura: ad esempio, la struttura metrica della musica italiana è diversa da quella dei paesi balcanici. L'esposizione alla musica culturale modella in maniera implicita l'apprendimento delle sue caratteristiche specifiche. Questo permette di specializzarsi nei pattern metrici che sono usati più frequentemente nel nostro sistema musicale.

Questo processo, a sua volta, ha un impatto sulle abilità di percezione del suono e sulla maturazione delle competenze musicali. È molto importante quindi che ai bambini venga data la possibilità di sperimentare questa ricchezza, cercando di non limitarsi ai sistemi musicali presenti nella nostra cultura ma spaziando il più possibile tra tutte le proposte esistenti".

Le competenze dei genitori

In che modo le competenze dei genitori incidono su quelle dei figli, a livello di sincronizzazione?

"Gli esseri umani sono biologicamente predisposti a delle interazioni coordinate e sincronizzate. I precursori della "sincronia" sono osservabili già nelle prime ore dopo la nascita - chiariscono le due ricercatrici -. Nel corso dello sviluppo, i genitori forniscono costantemente ai bambini degli stimoli strutturati in maniera temporale come la parola, il tatto, e le espressioni facciali. Da questi, il bambino apprende gradualmente ad anticipare e predire il momento in cui si verificherà l'evento successivo: capacità alla base della sincronizzazione motoria. Nel nostro studio stiamo esplorando un fenomeno molto più complesso, ovvero se il livello di sincronizzazione musicale dei genitori ha una relazione con l'esordio della sincronizzazione dei loro bambini. Questo ci permetterà di capire meglio quali sono i fattori che supportano lo sviluppo di questa abilità. Lo studio è in corso, ma è importante sottolineare che questa capacità dell'adulto non è strettamente correlata allo studio musicale propriamente detto. Anche i genitori "non-musicisti" possono avere una buona capacità di sincronizzazione. Un fattore cruciale è invece la condivisione dell'attività musicale con i bambini. Infatti, nello studio, proponiamo ai genitori due osservazioni, una iniziale e la seconda dopo un mese di esperienza musicale che il genitore e il bambino/a condividono a casa".

Esercizi e consigli

Ci sono esercizi, consigli per migliorare le competenze musicali dei bambini?

"Il nostro compito da ricercatori non è quello di consigliare esercizi, ma di condividere osservazioni e risultati basati su dati scientifici e applicabili alla vita quotidiana - concludono le esperte di BabyLab -.

Sottolineiamo che ogni famiglia è diversa e capace di trovare gli strumenti adatti alle proprie esigenze. Quello che ci sentiamo di consigliare è di provare a fornire ai bambini un'esperienza musicale ampia e variegata; non limitarsi alle canzoni per bambini ma variare generi e metri musicali spaziando tra le diverse culture e sistemi musicali, perché la complessità in questo caso rappresenta una ricchezza. In secondo luogo, privilegiare attività condivise perché l'esperienza musicale diventa molto più significativa se vissuta insieme ai genitori o alle figure di riferimento. In ultimo, dare la possibilità ai bambini di esplorare la musicalità con tutto il corpo e con tutti i sensi, per esempio associando l'esperienza musicale con giochi di sensibilità tattile, di motricità fine e di espressività corporea generale".

Le intervistate

Caterina Marino e Martina Turconi sono ricercatrici del centro per la ricerca scientifica Babylab (DPSS) dell'Università di Padova e questo progetto è svolto in collaborazione con la professoressa Judit Gervain. Le borse di ricerca che sostengono questo progetto sono: MSCA Seal of Excellence@UNIPD 2022 "RITMO" ed ERC BabyRhythm. 

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