MUSICA

Come scegliere lo strumento musicale giusto per il proprio bambino

Di Alice Dutto
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24 Settembre 2018
Assecondate le loro preferenze e fate mente locale rispetto ai pro e contro di ogni strumento. Suonare è una delle attività più importanti per i bambini per il loro sviluppo cognitivo e creativo. Ecco come procedere alla scelta con i consigli della direttrice del Conservatorio di Milano
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Tra i primi corsi che vengono proposti ai neo-genitori per il loro bebè ci sono quelli di propedeutica musicale. «Avvicinarsi fin da subito al ritmo e all'armonia è sicuramente positivo: ci sono i bambini che lo fanno spontaneamente; se i genitori si accorgono che il loro piccolo ha un interesse nei confronti della materia è bene assecondarli» spiega Cristina Frosini, direttore del Conservatorio di Milano.
 

1. Fategli frequentare un corso propedeutico


Si può iniziare fin da quando i bimbi sono molto piccoli, verso i due o tre anni. Tantissimi sono i percorsi a disposizione dei genitori, tra i più famosi ci sono: il metodo Suzuki, che si fonda sull'apprendimento per imitazione; lo Yamaha, che educa i bambini al riconoscimento immediato dei suoni e delle parole attraverso l'ascolto; e il metodo Gordon, che si basa sull'apprendimento naturale della musica. «Anche al Conservatorio abbiamo corsi pre-accademici per bambini dai quattro, cinque anni, i nostri percorsi però hanno un'impostazione più tradizionale e meno ludica».
 

 

 

2. Affidatevi al giudizio degli insegnanti


L'importante è evitare di fare pressioni o di porre eccessive aspettative sul bambino. «Lasciate che si divertano e sperimentino la musica. Saranno poi gli stessi insegnanti ad accorgersi di quali sono gli interessi, le qualità musicali e fisiche del bambino, indirizzandolo verso uno strumento piuttosto che un altro».

 

 

3. Assecondate l'inclinazione del vostro bambino

 

Sicuramente, un aspetto importante da considerare per la scelta dello strumento è l'interesse del bambino: «Alcuni si mettono a battere le mani su una pentola, o si esercitano con una tastierina che trovano in casa. Il consiglio è quello di offrire loro prove di ascolto e l'opportunità di testare strumenti diversi in modo da vedere quale predilige» consiglia la direttrice del Conservatorio di Milano.
 

4. Considerate le sue caratteristiche fisiche


Una volta le caratteristiche fisiche del musicista incidevano molto sulla scelta dello strumento da suonare: il violoncello e l'oboe potevano essere suonati solo da chi aveva mani grandi, così come solo alle persone che avevano labbra forti si consigliava di suonare gli strumenti a fiato.

 

«Oggi si è un po' più flessibili: ad esempio, esistono grandi pianisti dalle mani piccole. Tuttavia, certe caratteristiche fisiche possono facilitare l'uso di uno strumento piuttosto che un altro. La volontà e l'impegno del bambino sono comunque gli elementi principali per il suo successo».
 

4. Valutate la predisposizione del bambino


Il talento non è tutto nella musica: «Per imparare a suonare uno strumento è necessario studiare con impegno, disciplina e costanza. Per questo osservo che i bambini che frequentano il conservatorio sono più maturi e responsabili». Cercate quindi di capire se vostro figlio è predisposto allo studio e alla disciplina, oppure ha solo voglia di giocare. A seconda della sua attitudine potete scegliere strumenti più o meno semplici da suonare.

 

 

5. Valutate i pro e i contro dei singoli strumenti

 

 

 

 

Pianoforte


Oggi tutti i bambini vogliono iniziare dal pianoforte. «Questo perché è lo strumento più conosciuto, che in genere viene proposto dai genitori. Poi, al pari della chitarra, è uno strumento immediato: si ottiene un suono semplicemente schiacciando un tasto. In realtà, è molto difficile da suonare e che suonano in molti. Quindi c'è tanta concorrenza e gli sbocchi professionali sono minori se paragonati a quelli di chi suona strumenti meno conosciuti».

 

 

 

 

 

 

Violino


«Rispetto al pianoforte è uno strumento più complesso da suonare all'inizio, perché meno immediato. Per ottenere un suono, infatti, c'è bisogno di studiare e imparare la corretta impostazione delle mani: ecco perché è fondamentale essere affiancati fin da subito da un insegnante in modo da evitare errori difficili da correggere». Essendo piccolo, il violino si può suonare ovunque, una caratteristica che può essere molto importante per chi si annoia a stare nello stesso posto «e poi produce suoni meravigliosi, che incantano chiunque sia in ascolto».

 

 

La chitarra


Nonostante sembri molto facile da suonare, «Saperlo fare bene implica uno studio intenso. È meno di moda rispetto a un tempo, ma rimane uno strumento molto amato perché può essere utilizzato per suonare in gruppo anche la musica contemporanea».

 

 

 

 

Il flauto

 

 

 

È lo strumento a fiato che per primo viene proposto a scuola ai bambini. Si può utilizzare fin da quando sono molto piccoli e si può suonare ovunque. «Come tutti gli strumenti a fiato è utile per allenare il respiro, ma anche per imparare a rilassare i muscoli del viso e aumentare le possibilità di movimento della bocca con effetti positivi per i bambini che hanno problemi respiratori o difficoltà di linguaggio».