Stimolazione sensoriale

4 consigli per insegnare ai bimbi a riconoscere i colori

Di Sara De Giorgi
coloribimba
08 Aprile 2019
Far apprendere ai bimbi più piccoli tutti i colori principali è utile per stimolare la sensorialità e la creatività. Abbiamo intervistato l'illustratrice Allegra Agliardi, che ha realizzato il libro "Di tutti i colori", un divertente testo con immagini e filastrocche che insegna e mostra ai bimbi piccolissimi i colori e che stimola apprendimento e fantasia.
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Far vedere ai bimbi tutti i colori "artificiali" o esistenti in natura. Cosa c'è di più bello ed educativo? Per la stimolazione dei sensi, è opportuno mostrare ai piccolissimi tutti i colori principali, al fine di fare apprendere loro le differenze e le sfumature. Abbiamo intervistato l'illustratrice Allegra Agliardi, che ha realizzato il libro Di tutti i colori (Terre di Mezzo Editore), un testo con immagini e filastrocche che insegna e mostra ai bimbi piccolissimi i colori e che stimola la loro creatività. L'autrice ci ha raccontato com'è nata l'idea del libro, che ha già avuto successo a livello internazionale, e ci ha spiegato qual è il suo messaggio sui colori e perché sono così importanti.

 

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1. Zero stress. «Non stressatevi e non stressate i bimbi con i colori perché ci mettono tanto a impararli. Io avevo paura, per esempio, che mio figlio fosse daltonico. I bimbi arrivano fino a 3 anni senza saperli riconoscere. Poi ho capito che alcuni bimbi riconoscono determinati colori, mentre altri no. Perciò non forziamoli, ma manteniamo in loro vivo il piacere dei colori».

 

2. Esperienze sensoriali con i colori. «Fate immergere ai bimbi le mani nella farina della polenta, nella pittura, nella terra marrone. La capacità di nominare i colori viene pian piano e dopo». Allegra spiega che si possono fare piccoli esperimenti con i piccoli, come, ad esempio, offrire loro foglie arancioni con sfumature diverse e fare osservare le differenze, presentando quest'operazione come gioco».

 

3. Far ragionare i bimbi sui colori. «Si può ragionare, con il bimbo, su quali colori preferisce e sulle emozioni o sensazioni che prova guardandoli. Possiamo chiedergli, per esempio, "Quale verde ti piace? Cosa provi guardandolo?". Una volta avvenuta l'immersione nel mondo dei colori, occorre solo andare avanti e giocare».

Allegra sottolinea che è meglio non preoccuparsi se ai bimbi non interessano ancora i colori, è normale: c'è chi è affascinato da subito e chi, invece, ci arriva dopo.

 

4. Colori neutri nell'arredamento. «A mio parere, il colore influenza molto. Parlando, ad esempio, di arredamento, opteri per un colore neutro, ad esempio, per mobili e pareti, in modo che si possa sempre re-inventare lo spazio. Con una stanza neutra di giorno si possono collocare oggetti rossi o di altri colori più accesi, mentre di notte è possibile adoperare invece colori che inducono al rilassamento, come il verde o l'azzurro».

 

"Di tutti i colori",

un testo sui colori

 

«Il libro è nato dal piacere del colore e dalle mie memorie d'infanzia. Anche le filastrocche che sono presenti nel testo derivano da miei ricordi: io le collego al colore. Tutti noi, infatti, abbiamo memorie molto vivide e sensoriali dell'infanzia in cui il colore si associa alla sensazione tattile, all'odore, al vissuto».

 

«Ciò ha fatto scaturire in me un insieme di associazioni, da cui è nata l'idea del libro e di inserire, al suo interno, un buco che attraversa le pagine di cartone e di fare sentire ai piccoli lettori il colore come materia. Infatti, nel mio testo, ogni colore ha una sua texture, una sua "macchia". Mi ero accorta che altri libri per bimbi avevano colori standard e piatti: quindi ho desiderato raccontare il colore come qualcosa di vivo, di ludico, di piacevole, ossia una scoperta».

 

«Dopo avere avuto l'idea del progetto del libro, ho trovato un editore inglese, la Tate, che mi ha chiesto di sviluppare il progetto con un taglio più internazionale. Abbiamo lavorato poi sulla scelta dei soggetti. In seguito, c'è stata la stesura dei testi, una loro rielaborazione e successivamente una mia rilettura».

 

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Colori per la stimolazione sensoriale dei piccolissimi

 

Allegra Agliardi ha spiegato di aver voluto raccontare, con questo testo, le varie sensazioni procurate dai colori e, insieme a ciò, anche il piacere delle piccole cose. «Nella realizzazione del libro non ho avuto finalità didattiche intenzionali, ma, ovviamente, queste sono intrinseche. Il colore oggi non è a portata di mano per chi vive in città: si perde così la sensorialità e quindi il mio libro, in questo periodo storico, assume maggiore valore».

 

«Il mondo contemporaneo è bombardato da colori fortissimi, invece occorre attualmente riportare i bimbi a cose che per la nostra generazione erano ovvie, ma che si stanno perdendo, per esempio alla natura, che offre molti colori. Il colore è lo spunto per esplorare, per curiosare, per essere attivi».

 

Allegra ha spiegato che il tema dei colori non è affrontato nel libro secondo la canonica classificazione in primari e secondari e ha detto di aver preferito il "filo rosso" dell'esperienza, scegliendo quattro colori: i gialli, i blu, i rossi, i verdi.

 

«Alla fine ho favorito l'esperienza e quindi un legame con le sensazioni dirette: il verde è fresco, il rosso è gioioso, il blu è profondità, il giallo è luce. Far percepire la personalità di questi colori: questa è stata la mia intenzione».

 

La struttura del libro

 

«Il libro è diviso in quattro macroaree, cioè quattro classi di colori. In seguito, sono andata avanti a rimandi di sensazioni. Il testo è molto ritmato: c'è, nella prima pagina, una prima frase con un foro nel cartone, nella pagina successiva il foro diviene invece qualcos'altro, e via dicendo».

 

«C'è poi sempre una texture del colore. Il colore cambia in base alle immagini e alle pagine ed evoca sensazioni differenti, fisiche, sensoriali. Vi sono disegni molto diversi: si passa dalla pietra dello smeraldo liscia, al gelato freddo, al guscio della tartaruga, al mare, all'aria. L'oggetto guardato cambia consistenza e dimensione.  Il "buco", al centro delle pagine, può rappresentare tutto: è una sorta di varco spazio temporale. Anche le filastrocche sono state scritte da me: i contenuti sono legati ai disegni».

 

 

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