SPECIALE
Neonati e bambini: come dormire bene

Home Bambino

Cosa fare se il bambino si scopre di notte

di Mariella Laurenza - 25.03.2022 - Scrivici

il-bambino-si-scopre-di-notte
Fonte: Shutterstock
I bimbi si muovono molto durante il sonno e spesso si scoprono. Cosa fare allora se il bambino si scopre di notte? E come possiamo capire se ha freddo oppure no?

Alzi la mano chi non si sveglia almeno una volta durante la notte per controllare che i bimbi siano ben coperti e non abbiano appallottolato le lenzuola ai piedi del letto. Il fatto che i bambini si scoprano nel sonno è una delle piccole preoccupazioni che affliggono la nottata dei genitori: come comportarsi se il bambino si scopre di notte? Ecco i consigli di una neonatologa e di una puericultrice.

In questo articolo

Se il bambino si scopre di notte

La conseguenza più comune se il bambino si scopre la notte è il rischio che il piccolino si raffreddi. Inoltre, se il bambino si muove molto nel sonno, può rimanere avvolto nelle lenzuola o nella copertina e questo può rappresentare un pericolo da non sottovalutare.

Quando il bambino si scopre di notte, l'istinto materno porta automaticamente a coprire il piccolo, senza magari prima verificare se lui sia tranquillo nel suo riposo. La cosa giusta da fare è appoggiare le mani sulla nuca o sul collo del bambino per valutare la temperatura corporea. Se queste zone sono calde vuol dire che il bambino sta mantenendo costante il proprio calore e quindi non è necessario ricoprirlo.

È bene sapere che toccare mani e piedi non è un metodo affidabile per capire se il bambino ha freddo. Nei neonati, manine e piedi si raffreddano facilmente è una condizione perché il loro meccanismo di termoregolazione non è ancora maturo.

La temperatura giusta per il sonno del neonato

Per evitare che il bambino si scopra per via del caldo, capiamo che temperatura deve avere la stanza in cui dorme. « La temperatura ideale da tenere nella stanza in cui dorme il neonato è intorno ai 20°, con un range tra 18 e 22°», spiega la dottoressa Anna Moscatiello, neonatologa dell'ospedale Humanitas San Pio X. «Èormai dimostrato che temperature eccessive possono favorire il rischio SIDS, che può colpire neonati e lattanti nei primi mesi di vita. Generalmente nei primi mesi di vita l'ambiente più termoneutrale per il bambino ha una temperatura di 22° sia di giorno che di notte. Dopo i primi 5-6 mesi, la temperatura della stanza può essere mantenuta un po' più bassa, tra i 18 e i 20°».

E se il bambino si scopre la notte cosa bisogna fare?

Abbiamo già visto che il bambino, fino a circa 3 anni, non ha la stessa termoregolazione corporea di un adulto. Questo si traduce principalmente in due aspetti:

  • il bambino ha più caldo di un adulto, quindi non dobbiamo basarci sulla nostra sensazione di "freddo" e coprirlo con tessuti troppo pesanti;
  • è molto sensibile agli sbalzi di temperatura, ad esempio nel passare da un luogo caldo a un ambiente con aria condizionata.

Per garantire loro un riposo tranquillo, l'ideale «è cercare di mantenere una temperatura corporea adeguata con il pigiamino, non affidandosi eccessivamente all'uso di lenzuolini o coperte che molto facilmente vengono spostati e soprattutto posso essere fonte di pericolo. Utilizziamo quindi biancheria intima di cotone felpato e pigiamini di ciniglia almeno per i primi mesi di vita. Successivamente si potranno utilizzare con più tranquillità le coperte o i piumoni. In primavera ed estate sono sufficienti invece body e tutine di cotone con, eventualmente, delle lenzuola leggere per ripararli dalle correnti d'aria», conclude la dottoressa.

Crescendo, i bambini cominciano a muoversi sempre di più mentre dormono: occorre adottare soluzioni appropriate. «Già intorno ai 4-5 mesi, i bambini cominciano a muoversi e a girarsi su sé stessi ed è difficile che rimangano coperti se si utilizzano lenzuola o coperte (che possono diventare anche pericolose). La soluzione migliore è il sacco nanna: utile, più sicuro e utilizzabile fino ai due-tre anni - ci consiglia la puericultrice silvana parisi, presidentessa dell'associazione puericultrici italiane - lo si trova in diversi spessori, così i genitori possono cambiarlo in base alla stagione. In primavera si può utilizzare un sacco nanna più leggero mentre in inverno l'ideale è averne uno imbottito. In questo caso, quando il sacco nanna è pesante, è sufficiente vestire i piccini con una tutina di cotone: coprirli eccessivamente non è mai opportuno».

Imparare ad ascoltare il bambino

Superati i tre anni, il bambino inizia a capire quali sono le sue necessità: «Parto sempre dal presupposto che se un bambino già grandicello si scopre è perché evidentemente ha caldo - spiega Silvana Parisi - per cui non ha senso che debba per forza rimanere coperto. Nel caso dei neonati è giusto che l'adulto sia vigile perché la termoregolazione non è come quella del bambino più grande e deve essere l'adulto a verificare se la temperatura corporea si abbassa sotto determinati livelli".

«Quando si ha a che fare con i bambini dai tre anni in su, invece, bisogna considerare che sono delle persone con delle proprie esigenze e imparare ad ascoltare i loro bisogni. Se si scoprono, evidentemente hanno caldo e non è il caso di ricoprirli. In più c'è da considerare che il bambino è provvisto del giusto vestiario e quindi anche se si scopre non è un problema».

3-5 anni: è sufficiente il piumone

Il piumone è la giusta soluzione per i bambini nella fascia di età tra i 3 e i 5 anni. «È da preferire a coperte e lenzuola con cui c'è il rischio di accartocciarsi. Ai bambini piace molto, anche perché oggi sono disponibili in numerose fantasie e possono scegliere quella che preferiscono, come quelle con gli eroi o le principesse. Si possono usare i piumoni in piuma d'oca, che sono leggeri, traspirano ma al contempo tengono una buona temperatura, oppure quelli acrilici, che consentono una minore traspirazione ma sono più caldi».

Se il bambino si muove molto, potete acquistare i "ferma coperte": si tratta di "pinze" che si agganciano alla coperta e si fanno passare sotto il materasso per bloccarla. In questo modo il lettino diventa "un sacco".

Revisionato da Francesca De Ruvo

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli