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Ecoansia nei bambini, come possiamo aiutarli

di Rosy Maderloni - 11.09.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Cicloni, incendi ed eventi estremi possono diventare motivo di ecoansia nei bambini? Come mai questa emozione riguarda sempre più la tenera età?

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Ecoansia nei bambini, come possiamo aiutarli

Li chiamiamo eventi estremi ma l'estate 2023 ci ha mostrato come le ondate di calore, le bombe d'acqua, gli incendi e le violente trombe d'aria nel nostro Paese siano calamità che colpiscono con sempre più frequenza. I bambini apprendono le notizie al telegiornale insieme ai genitori oppure ne sentono parlare a scuola, tra amichetti, quando non sono direttamente coinvolti perché certe calamità si abbattono là dove vivono.

Prendiamo coscienza delle conseguenze nefaste dei cambiamenti climatici attraverso le manifestazioni reali e le conseguenze che questi comportano su territori e, per quanto sia risaputo che l'ecoansia colpisca gli adolescenti e la popolazione adulta, non è da escludere come l'ecoansia nei bambini più piccoli sia un tema da non sottovalutare. Ne parliamo con Matteo Innocenti, psichiatra e ricercatore, autore di "Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura" (Erickson, 2022).

L'ecoansia riguarda anche i bambini?

"A oggi abbiamo raccolto dati e informazioni preziosi su campioni di popolazione dai 18 anni in su - premette il ricercatore -. Su soggetti di età inferiore ci sono limiti che non permettono di avere gruppi omogenei di studio, stiamo però lavorando a progetti che coinvolgano ragazzi delle medie e di età inferiore con alcune scuole toscane perché ogni costrutto psicologico va indagato e occorre avere le evidenze scientifiche per poter rispondere. Inoltre, ci troviamo nel campo di una forma d'ansia per cui occorre fare una distinzione tra ecoansia e ansia da cambiamenti climatici

Nei bambini l'ecoansia è più difficile da individuare in quanto questa è riferita alla sensazione pervasiva di rovina ambientale che riguarda il Pianeta. Per provare ecoansia non occorre soltanto avere paura degli eventi atmosferici acuti, ma bisogna avere coscienza della crisi climatica in corso e ciò si palesa non soltanto di fronte a eventi calamitosi, ma anche rispetto al tema della cementificazione, ad esempio, o all'inquinamento, fenomeni diversamente comprensibili.

È vero che già alle scuole elementari, ma soprattutto alle medie, di questo si parla anche in classe e i ragazzi sono più informati: basti sapere come l'età della partecipazione ai Global strike, gli scioperi per il clima, fosse anche molto bassa con attivisti di 11 e 12 anni.

Più in generale, però, possiamo capire se lievi forme di ecoansia riguardino i più piccoli siano legate a preoccupazioni causate dalle notizie per come vengono diffuse dai media, in modo a volte frammentario e allarmistico".

In cosa consiste l’ansia da cambiamenti climatici?

"L'ansia da cambiamento climatico è più specificatamente diretta non sull'intero processo, ma sugli effetti - spiega Innocenti - si ha paura, ad esempio, di un'alluvione per l'incolumità dei propri cari o della propria nazione ad esempio: è una preoccupazione che potremmo definire più "centrifuga", che ci porta fuori da noi. Al contrario l'ecoansia è 'centripeta' perché porta a interrogarsi sulle proprie responsabilità e su cosa fare per rispondere al problema. L'ecoansia, infatti, è definita come dimensione esistenziale. Né per l'ansia da cambiamenti climatici come per l'econasia si deve però patologizzare questa condizione. Queste emozioni non vanno definite come disturbi. L'ecoansia è una emozione esistenziale". 

Deficit di natura e ansia da cambiamenti climatici

"Nelle generazioni di bambini di questi ultimi anni assistiamo a un aumento del disturbo da deficit di natura - considera lo psichiatra - una condizione che diventa sempre più frequente anche a seconda della città in cui si vive ed è legata alla quantità di tempo sempre più scarsa in cui i bambini vivono a contatto con la natura. Sono ormai consolidate le conferme che rivelano quanto l'ambiente naturale favorisca la salute fisica e psicologica permettendo inoltre di sviluppare anticorpi pronti a difendere da tipi di patogeni tipici di questi ambienti. Stare meno a contatto con la natura può predisporre a disturbi della condotta in età adolescenziale e adulta e in questa epoca che definiamo tecnocentrica anche gli eventi climatici sono più difficili da contestualizzare e possono, dunque, generare paure ulteriori".

Come aiutare i bambini a superare l’ansia da cambiamenti climatici?

"Lavorare sulla comunicazione coi bambini è importante perché saranno loro a poter cambiare le cose - spiega Innocenti -: noi siamo la generazione successiva alla presa di coscienza. Siamo importanti caregiver ma dovremmo studiacchiare di più per poter dare risposte e parlare con consapevolezza. Nel mio libro mostro una serie di strumenti a questo scopo. Qui, alcuni consigli che si possono adottare con i più piccoli:

  • Non spaventare profetizzando catastrofi imminenti;
  • Parlare concentrandosi sul qui e ora, su cosa sta accadendo in un dato evento, e non su tutto lo scibile
  • Comunicare che con le nostre azioni possiamo cambiare il futuro, anche se non saremo soli a poter cambiare il mondo. Il rischio sarebbe infatti di caricare di eccessive responsabilità e quindi con senso di sconfitta questi ragazzi
  • Semplifichiamo le informazioni e siamo chiari quando vogliamo farci comprendere
  • Appassioniamoci e facciamo appassionare i più piccoli alle meraviglie della natura e alle attività dell'uomo che la contemplano. Si protegge ciò che si ama.

Ecco alcuni titoli di libri che potrebbero aiutare nel presentare il tema dei cambiamenti climatici e come porci in una condizione di azione consapevole: 

L'intervistato

L'intervistato è Matteo Innocenti, psichiatra, autore di Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura (Erickson, 2022).

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