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Filastrocca "Pinocchio e l’Abbecedario" di Mimmo Mòllica

di Nostrofiglio Redazione - 20.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il 23 Aprile ricorre la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore. Noi la celebriamo con la filastrocca «Pinocchio e l'Abbecedario» di Mimmo Mollica

Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, 23 aprile 2022

Sin dal 1996, il 23 aprile, sotto l'egida dell'UNESCO, si celebra la «Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore» con l'obiettivo di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. La data del 23 aprile è stata scelta in onore di tre scrittori, considerati pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garciloso de la Vega, morti nello stesso giorno, il 23 aprile del 1616.

Il libro e la lettura sono mezzo di conoscenza e di apprendimento, strumento di informazione e di approfondimento culturale. La lettura - del resto - costituisce pure un piacere unico ed insostituibile per gli appassionati, gli studenti e le persone in generale; consente di entrare in mondi, vite, epoche e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarci ad esperienze e realtà diverse dalla nostra, accrescendo la conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia ricco di esperienze, espressioni e bellezza.

Un libro è un caro amico nel quale fare sempre affidamento. È un compagno di viaggio da portare con sé in ogni occasione, un compagno di vita che non tradisce e non delude.  

«Pinocchio e l'Abbecedario» è il titolo della filastrocca che Mimmo Mòllica ha scritto per la «Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore»

«Pinocchio e l’Abbecedario» la filastrocca di Mimmo Mòllica

Non appena finì di nevicare

Pinocchio, con il libro sotto braccio,

a scuola s'accingeva lesto a andare

fantasticando: «Adesso cosa faccio?».

A scuola voglio subito imparare

a leggere, a scrivere e a contare,

così guadagnerò tanti quattrini

e a babbo comprerò giacca e calzini.

- Una bella casacca di panno. Ma che dico di panno? Gliela voglio fare tutta d'argento e d'oro, e coi bottoni di brillanti. E quel pover'uomo se la merita davvero: perché, insomma, per comprarmi i libri e per farmi istruire, è rimasto in maniche di camicia... a questi freddi! Non ci sono che i babbi, che sieno capaci di certi sacrifizi!...

E mentre il burattino camminava

sentiva una grancassa che suonava;

ed ecco nella piazza tanta gente

e un baraccone goffo e rilucente.

Chiese a un ragazzo: - «Ma che sarà mai?».

- «Leggi il cartello e così lo saprai».

- «Lo leggerei di corsa, volentieri,

soltanto che, malgrado io lo speri,

ancora non so leggere davvero,

ma di imparare molto presto spero».

Era il Gran Teatro dei Burattini

però Pinocchio non avea quattrini:

- «Se vuoi vedere son  quattro denari»,

il prezzo esatto degli Abbecedari.

E senza avere poi nulla in contrario

Pinocchio diede via l'Abbecedario,

cose che a raccontarle non le credi

e invece lo vendette su due piedi.

Lo prendo io - gridò un rivenditore di panni usati, che s'era trovato presente alla conversazione. E il libro fu venduto lì su due piedi. E pensare che quel pover'uomo di Geppetto era rimasto a casa, a tremare dal freddo in maniche di camicia, per comprare l'Abbecedario al figliuolo!

E fu l'inizio delle sue avventure,

o peggio, delle sue disavventure,

poiché alla scuola scelse il baraccone

e Mangiafuoco con il suo barbone.

All'origine  delle avventure di Pinocchio - infatti - c'è la vendita  dell'Abbecedario, per andare al  teatro dei  burattini. La  scelta  di  marinare la scuola è l'esordio delle sue disavventure. Non sarebbe andata così se avesse scelto la scuola anziché l'allettante «paese  dei  balocchi», pieno  di pericoli, inganni e cattiveria.

Il seguito è da tutti risaputo,

Pinocchio nella Fata s'è imbattuto,

racconta alla fatina le sue colpe,

del libro venduto, del Gatto e la Volpe…

ma con troppe bugie buttate a caso

e al burattino gli si allunga il naso.

A Pinocchio si allunga il naso. La Fatina spiega al bimbo che esistono due tipi di bugie: quelle con le gambe corte e quelle che fanno allungare il naso. E le bugie di Pinocchio sono di quest'ultimo tipo.

E tutto per un libro dato via

per quattro soldi, con faciloneria.

I libri non son mai cose banali,

un libro ha dei valori eccezionali,

ha tante meraviglie naturali

e appena lo apri puoi scoprire quali:

saprai che un libro ha occhi, bocca, sogni ed ali.

Mimmo Mòllica

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