Sviluppo cognitivo

I bimbi che passano meno tempo davanti allo schermo crescono più intelligenti

Di Niccolò De Rosa
schermo-gioco
27 Settembre 2018
Secondo un recente studio, l'abuso di giochi su schermi luminosi sottrarebbe tempo prezioso al sonno o ad altre attività più stimolanti. Limitarne l'utilizzo a meno di due ore al giorno avrebbe dunque effetti positivi sullo svilippo cognitivo dei bambini
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I piccoli che passano meno tempo davanti ad un tablet o un televisore crescono più intelligenti? Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health, la risposta è sì.

 

I videogame - e le attività ricreative su schermo in generale - infatti possono aiutare i bambini ad approcciare con maggiore elasticità il mondo digitalizzato che ci circonda, ma se utilizzati troppo di frequente, questi pur utili strumenti potrebbero sottrarre ai piccoli del tempo prezioso che andrebbe sfruttato per riposarsi o dedicarsi ad altre attività più stimolanti.

 

La ricerca

 

Lo studio ha coinvolto oltre 4.500 bambini tra gli 8 e gli 11 anni d'età e rientra in un più ampio discorso riguardante lo sviluppo cognitivo dei bambini.

 

Secondo i dati raccolti dai ricercatori americani e canadesi coinvolti nel progetto - che tra le altre cose hanno appurato come solo un bimbo su venti segua con rigore le direttive delineate nel Canadian 24-hour Movement Guidelines per una corretta crescita psico-cognitiva - i bimbi americani passano una media di 3,6 ore davanti ad uno schermo.

 

Troppo per gli studiosi, i quali hanno voluto approfondire l'incidenza di una simile sproporzione tra gioco su schermo e altre attività nell'ottica dello sviluppo cognitivo dei ragazzini.

 

Ebbene, dopo aver messo alla prova i 4.520 soggetti con test di concentrazione, memoria, velocità cognitiva e abilità linguistiche, agli scienziati è apparso evidente che i bimbi che passavano meno tempo davanti allo schermo di un tablet, di un pc o di un televisore, erano anche quelli con punteggi migliori.

 

 

Simili risultati dunque contribuiscono a rafforzare la corrente di pensiero che vorrebbe i nostri figli coinvolti in più attività ricreative, meglio ancora se associate a del movimento fisico.

 

E non dimentichiamoci l'importanza del sonno, che talvolta viene sacrificato per fare le ore piccole davanti a qualche videogame molto coinvolgente!

 

«Abitudini e attività giornaliere contribuiscono allo sviluppo cerebrale del bambino e l'attività fisica, la vita sedentaria e il sonno possono influire sulle capacità cognitive - ha affermato il Dr Jeremy Walsh, CHEO del Research Institute di Ottawa, Canada - Le prove suggeriscono che il buon sonno ed il movimento sono associati con miglioramenti nelle perfomance scolastiche, con l'attività fisica che è anche legata a migliori tempi di reazioni, attenzione, memoria e inibizione. Il collegamento con uno stile di vita sedentario come quello passato a giocare davanti a uno schermo invece non è ancora chiaro, e potrebbe dipendere dal tipo di attività previste da simili strumenti ludici»