Giochi tradizionali meglio dei giochi elettronici

I giocattoli tradizionali? Meglio di quelli elettronici

Di Niccolò De Rosa
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17 Dicembre 2018
I pediatri americani affermano che i cari vecchi giocattoli aiutano la crescita del bimbo molto più dei giochi elettronici di ultima generazione, anche di quelli bollati come "educativi". Il segreto dell'old style? L'interazione umana!
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La tradizione è meglio dell'innovazione? Non sempre, ma per quanto riguarda i giochi la risposta sembrerebbe proprio affermativa.

 

In un articolo comparso lo scorso 3 dicembre su Pediatrics infatti, l'American Academy of Pediatrics (AAP) ha evidenziato come i giocattoli old style offrano un maggiore contributo nello sviluppo cognitivo dei bambini rispetto ai giochi elettronici che pur vengono spesso etichettati come "educativi".

 

Lo studio

Sebbene i giochi di nuova generazione esercitino un maggiore fascino - come resistere ad un dinosauro che risponde alle tue cure o un mini-computer che racconta da solo le favole? - i giocattoli tradizionali risultano più utili in quanto veicoli d'interazione sociale.

 

«I giocattoli sono semplici "aiuti" che possono essere usati da genitori e bambini per passare insieme del tempo di qualità» spiega Alan Mendelsohn, professore di pediatria e co-autore della ricerca, il quale ha sottolineato come il momento del gioco sia in verità un'opportunità per cominciare ad sviluppare le facoltà relazionali del piccolo.

 

 

Certo, con app e device all'avanguardia si possono apprendere informazioni e skill (detta all'inglese fa molto figo) piuttosto utili, ma l'apporto "umano" risulta molto limitato.

Giocare con le bambole, inventare storie, disegnare coi pastelli o leggere una favole con mamma e papà, invece, non solo stimolano la fantasia, la creatività ed il problem solving, ma concedono molta più libertà rispetto a giochi elettronici che - per quanto interattivi - devono comunque rientrare entro certi schemi prestabiliti.

 

«Ciò non significa che i giochi su schermo, se usati con moderazione, facciano male - precisa Mendeldsohn - ma solo che non dobbiamo permettere che simili aggeggi ci sostituiscano nel relazionarci con i nostri bambini».

 

 

D'altronde già nel 2013 uno studio coordinato da Dimitri A. Christakis (Seattle Children’s Research Institute) aveva mostrato come giocare con mattoncini da costruzione comportasse un maggiore coinvolgimento delle facoltà cerebrale (e quindi, di riflesso, più benefici nello sviluppo cognitivo e del linguaggio) rispetto alla visione di un DVD.

 

Non è tanto il gioco in sé, quanto la possibilità di parlare e di confrontarsi a più livelli con un altro essere umano che fa tutta la differenza del mondo!

 

I consigli

Ma allora come orientarsi in un mondo ludico oberato da offerte allettanti e pubblicità patinate? I pediatri americani hanno allegato allo studio anche qualche consiglio.

 

  • Un buon giocattolo non deve per forza essere alla moda o particolarmente costoso. I giochi migliori sono quelli che promuovono calore, ricchezza verbale e relazionale nonché tempo di qualità da passare tra adulti e bambini.
  • Scegliete giocattoli che "crescano" con i bambini, che incoraggino la sperimentazione e il problem solving, che accendano l'immaginazione del piccolo, come pupazzi o mattoncini per le costruzioni.
  • Leggere ad alta voce e giocare "a quattro mani" favorisce lo sviluppo socio-emozionale- cognitivo e migliora il linguaggio e la capacità di lettura. Usate libri per bambini per stimolare idee da usare nella creazione di storie per il gioco con pupazzi e simili.
  • Limitate il tempo passato davanti ai giochi elettronici a massimo un ora al giorno per i bimbi dai 2 anni in su e scegliete programmi selezionati accuratamente per i bambini tra i 18 e i 24 mesi. I soggetti ancora più piccoli invece non dovrebbero giocare affatto con simili device.