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Il bambino non vuole dare la mano, cosa fare?

di Angela Bisceglia - 21.06.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il bambino non vuole dare la mano. Come fare? Come convincerlo? Scopriamo quali sono i suggerimenti della pedagogista Elisabetta Rossini.

In questo articolo

Cerca di divincolarsi appena può

Per strada, in stazione o in aeroporto: sono tante le situazioni in cui vorremmo che i nostri figli ci dessero saldamente la mano, mentre loro cercano di sfuggirci in tutti i modi. Come fare?

"Ogni volta è la stessa storia: quando usciamo vorrei che mi desse sempre la mano, soprattutto quando dobbiamo attraversare la strada, ma dopo un po' il mio Andrea, che ha 4 anni, cerca di divincolarsi. Per non parlare di quando andiamo al supermercato, quando ho da portare anche il carrello e pensare a quel che devo comprare. Adesso che si avvicinano le vacanze, poi, penso con ansia a quando andremo in aeroporto: e se, tra valigie, check-in e attese varie, me lo perdo di vista? Oddio, non lo voglio neanche immaginare! Qualche suggerimento per convincerlo a darmi la mano quando siamo fuori casa?"

Mettiamoci nei panni del piccolo Andrea: sicuramente per lui non è piacevole vedersi limitare il desiderio di libertà e di esplorazione con una manina sempre stretta a quella della sua mamma. Ma poi mettiamoci nei panni della nostra lettrice: non è pensabile che lo lasci 'a mano libera' in luoghi o situazioni che possono essere anche molto pericolosi.

E allora, come fare per convincerlo in qualche modo che questa manina ce la deve dare? Lo abbiamo chiesto alla pedagogista Elisabetta Rossini, che ci ha dato 8 suggerimenti pratici:

Suggerimenti pratici per farci darci la mano

I bambini sono imprevedibili: non dimentichiamolo!

Diamo per scontato che i bambini sono imprevedibili e, mentre camminano per strada buoni buoni accanto a noi, può capitare che ad un tratto qualcosa attiri la loro attenzione e partano alla scoperta. Proprio per questo, in tutte le situazioni in cui le loro esplorazioni possono costituire un pericolo, come lungo una strada trafficata, sulle strisce pedonali o in stazione non possiamo fidarci che resteranno al nostro fianco, ma occorre che ci diano la mano.

Sulla sicurezza non si può negoziare

Informiamo i nostri bambini che, quando arriveremo al supermercato o dovremo salire le scale, dovranno darci la mano. È giusto parlare con i bambini, anche più piccoli, ma la nostra decisione non deve essere posta come domanda e dal nostro tono, pacato ma fermo, deve arrivare il messaggio che non si tratta di una faccenda negoziabile. A volte in campo educativo si crea un equivoco in base al quale il bambino va coinvolto nel processo decisionale e, se non accoglie di buon grado quel che stiamo proponendo, dobbiamo trovare un'alternativa più soft che lo renda accettabile. E invece quando si tratta di sicurezza la relazione deve inevitabilmente mantenere una asimmetria tra genitore, che sa a quali pericoli si può andare incontro, e bambino, che deve affidarsi al genitore senza mercanteggiare. È lo stesso discorso del seggiolino in auto: sicuramente non fa piacere al bambino sentirsi legato, ma è per la sua sicurezza e non si transige.

Spiegazioni brevi

Quando comunichiamo al bambino le nostre decisioni, non ci dilunghiamo in spiegazioni rocambolesche, che non solo non ascolterebbe, ma rischiano di far perdere efficacia a quel che stiamo dicendo e di fare del terrorismo psicologico inutile. Poche parole ma chiare: alla stazione deve dare la mano perché c'è troppa gente, possiamo perderci e se oltrepassa la linea gialla può cadere. Senza mettere in mezzo treni che investono o uomini cattivi che rapiscono i bambini.

Giocare d'anticipo

Certe decisioni vanno comunicate prima che si arrivi al momento clou: prima di uscire anticipiamo a nostro figlio dove andremo, quel che succederà e in quali occasioni dovrà darci la mano. È importante comunicare la regola quando siamo ancora lontani dalla situazione di stress, perché riusciamo a parlare in tono pacato e riusciamo a farci ascoltare senza bisogno di urlare.

E la comunicazione sarà più efficace.

Teniamo una presa sicura

Giunti in prossimità di un attraversamento pedonale, delle scale mobili o di ogni altro luogo dove a nostro avviso non possiamo lasciarlo libero, prendiamogli la mano, senza neanche chiederglielo. E se sappiamo che potrebbe rifiutarsi, avvisiamolo che se cerca di divincolarsi saremo costretti a stringergliela un po' più forte. Vedendo la nostra fermezza, dopo le prime volte imparerà che in certe situazioni la manina si dà al genitore, indipendentemente dalle sue reazioni o dai suoi capricci.

Cercare di distrarlo

Se si tratta di attraversare la strada o di salire una scalinata, anche se fa i capricci basta stringere la presa e dopo un minuto la questione è risolta. Ma se si tratta di aspettare al binario un treno che ritarda o fare lunghe attese in aeroporto tra check-in e imbarco, tenere il bambino stretto per mano per un tempo prolungato diventa più difficoltoso ed i capricci potrebbero aumentare. In tal caso cerchiamo un posto dove metterci seduti e distraiamolo con un giochino che abbiamo portato da casa, oppure invitiamolo ad osservare le cose che lo circondano: una vetrina colorata, un'insegna luminosa, un tabellone pubblicitario che a noi non destano alcun tipo di curiosità, per un bambino sono novità tutte da scoprire. Ok anche ad una gara a chi trova più oggetti di un certo colore o più persone con il cappello o chi più ne ha più ne metta!

E se gli altri ci guardano male?

Ci sono situazioni che ci stressano ancor di più: il classico è quando il bambino fa i capricci in luoghi affollati, dove ci sembra che tutti ci guardino e ci considerino genitori degeneri se lasciamo piangere nostro figlio. Teniamo duro e manteniamo il nostro equilibrio mentale, consapevoli che stiamo facendo quel che è bene per la sicurezza del nostro bambino.

Dopo un po' la gente si stuferà di guardarci e rivolgerà le sue attenzioni altrove . E nostro figlio vedrà che la sua scenata non ha sortito alcun effetto 'ammorbidente' su di noi.

Piccoli spazi di autonomia

Man mano che il bambino cresce, potremo valutare se e in quali situazioni lasciare qualche 'zona franca' di liberta senza manina. Il momento giusto varia molto in base al temperamento del bambino, ma senz'altro si può valutare non prima dell'inizio della scuola primaria. Se vediamo che sa stare al nostro fianco quando camminiamo, che ci chiede il permesso prima di allontanarsi, che non fa scatti improvvisi per andare a giocare, allora si può concedere una piccola autonomia. Ma sempre sotto il nostro occhio vigile!

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