Benessere bambini

Il diritto dei bambini a giocare all'aperto

Di Valentina Murelli
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31 dicembre 2019

Alcuni studi canadesi – ma lo stesso vale per l'Italia – mostrano che i bambini passano poco tempo all'aperto e ricordano perché invece è importante che lo facciano

Ogni tanto noi di nostrofiglio.it torniamo sull'argomento: i bambini hanno il diritto di giocare all'aperto. In estate come in inverno, quando c'è una bella giornata di sole, ma anche con il vento, il freddo o la neve. Eppure a molti bambini questo diritto è negato: tra le attività programmate dopo la scuola, la paura delle malattie (anche se non è il freddo di per sé a far ammalare, lo ribadiamo) e quella che si facciano male, gli impegni lavorativi dei genitori e l'assuefazione ai giochi digitali, il tempo che i piccoli trascorrono in giochi liberi (non strutturati) all'aperto è sempre meno.

 

Non succede solo da noi: i risultati di una recente indagine della sezione canadese dell'Unicef mostrano che anche in Canada solo un bambino su cinque sotto gli 11 anni trascorre almeno un'ora e mezza al giorno impegnato in gioco attivo e non strutturato, mentre due altri studi pubblicati su Health Reports da ricercatori dell'Università di Ottawa affermano rispettivamente che solo un terzo dei bambini raggiunge livelli adeguati di attività fisica quotidiana e che d'altra parte questi livelli aumentano con l'aumentare del tempo passato all'aperto.

 

Secondo quanto riportato da uno degli studi, per ogni ora al giorno passata all'aperto i bambini si impegnano in sette minuti in più di attività fisica di moderata o vigorosa intensità, fanno 762 passi in più e passano 13 minuti in meno in attività sedentarie. "I bambini canadesi hanno bisogno di passare più tempo all'aperto per muoversi di più, e si tratta di un loro diritto" conclude su The Conversation il pediatra Mark Tremblay, uno degli autori. E lo stesso vale per quelli italiani.

Nell'articolo il pediatra ricorda quali sono i principali ostacoli all'attività all'aperto dei bambini e in particolare l'associazione tra disponibilità quasi illimitata di media digitali e le paure dei genitori relative alla possibilità di farsi male o addirittura al rischio di rapimento da parte di estranei (in Italia, aggiungeremmo quello delle malattie...). Trembley sottolinea tuttavia che si tratta di rischi veramente remoti: secondo le statistiche riportate dal sito Active & Safe Central del BC Children's Hospital di Vancouver, le fratture procurate durante il gioco all'aperto riguardano solo 40 bambini su 100 mila!

 

I benefici, invece, sono innumerevoli: "Quando i bambini giocano fuori a quello che vogliono si muovono di più, sono più esposti a microbi che aiutano a rafforzare il loro sistema immunitario, sviluppano competenze sociali, di resilienza, di gestione del rischio e di programmazione di obiettivi, allenano la vista, riducendo il rischio di miopia".