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Integratori e vitamine per i bambini

di Valentina Murelli - 22.02.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In commercio troviamo svariati tipi di vitamine e integratori per bambini, ma quando servono davvero? Ecco le situazioni in cui potrebbero essere utili

Sugli scaffali delle farmacie e delle parafarmacie è possibile trovare numerosissimi integratori per i bambini. Dalla vitamina C alla vitamina B, passando per la vitamina D e il fluoro, per non parlare dei famosi multivitaminici. Le vitamine sappiamo essere fondamentali per la crescita dei bimbi e nella maggior parte dei casi basta un'alimentazione equilibrata e varia per averne a sufficienza. Ci sono alcune particolari situazioni la supplementazione con integratori potrebbe essere davvero utile, ma la prima regola per crescere dei bambini sani è quella di puntare su stili di vita corretti.

In questo articolo

Prima regola: puntare sulla corretta alimentazione

I cosiddetti micronutrienti come vitamine e minerali sono importantissimi per garantire crescita e sviluppo ottimali dell'organismo e in genere il loro apporto può essere assicurato da una corretta alimentazione. Del resto un integratore alimentare è per definizione un prodotto destinato a integrare la dieta in particolari condizioni di carenza. "Dunque diciamolo subito: è molto difficile che un bambino sano che segue una corretta alimentazione abbia bisogno di integratori, salvo che per alcune eccezioni in particolare nel primo anno di vita". Parola di Giuseppe Di Mauro, pediatra di famiglia e presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale che al tema vitamine, integratori e supplementi per bambini ha dedicato di recente un ampio documento.

"Non è il caso di fare una guerra ideologica agli integratori, - spiega Alberto Ferrando, pediatra di famiglia, presidente dell'Associazione dei pediatri liguri e autore del libro Come nutrire mio figlio - ma i genitori dovrebbero imparare che in primis bisogna puntare su una corretta alimentazione per garantire al bambino tutte le vitamine e i nutrienti di cui ha bisogno. In caso di carenze sarà il pediatra a consigliare una specifica integrazione. Prima di dare al bimbo l'integratore pubblicizzato in tv o sul web è necessario riflettere sul suo stile di vita perché nessuna sostanza può sostituire uno stile di vita corretto".

Esistono poi alcune situazioni particolari, come nel caso dei neonati, in cui l'integrazione di alcune vitamine è davvero necessaria e consigliata perciò da tutte le società scientifiche.




Integratori che servono per tutti

Ci sono solo due integrazioni considerate sostanzialmente essenziali per tutti i bambini, in entrambi i casi proposte già alla nascita: vitamine K e D.

Vitamina K

"La vitamina K è importante per la produzione di sostanze che contribuiscono alla normale coagulazione del sangue" spiega Lina Bollani, neonatologa del policlinico San Matteo di Pavia. "Alla nascita, i bambini hanno una carenza fisiologica di questa vitamina perché il suo trasferimento in utero attraverso la placenta è limitato e di conseguenza possono andare incontro alla cosiddetta malattia emorragica del neonato, rara ma potenzialmente grave". Per questo motivo l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la somministrazione a tutti i bambini di 1 mg di vitamina K subito dopo la nascita, tramite iniezione intramuscolare. "E poiché il latte materno è una sorgente povera di vitamina K – prosegue Bollani - nei bambini allattati al seno in genere si raccomanda anche la supplementazione per bocca fino al compimento del terzo mese di vita", come recentemente consigliato anche dalla Società Italiana di Neonatologia. 

Altre società scientifiche, invece, sostengono sia sufficiente l'iniezione intramuscolo effettuata subito dopo la nascita, come previsto anche dalle linee guida dell'American Academy of Pediatrics del 2012.



Vitamina D

Per quanto riguarda la vitamina D, Di Mauro la definisce "uno dei pilastri fondamentali per il solido sviluppo del bambino", importantissima per la crescita e lo sviluppo della massa ossea ma anche muscolare e per la regolazione di varie funzioni dell'organismo, da quelle immunitarie a quelle respiratorie. La vitamina D si trova in alcuni (pochi) alimenti, come pesci grassi, fegato, tuorlo d'uovo, verdure a foglia verde scuro e formaggi, ma soprattutto viene spontaneamente prodotta dall'organismo in conseguenza dell'esposizione alla luce solare. Nei bambini sotto l'anno di età è molto elevato il rischio di carenza perché i bambini molto piccoli vengono scarsamente esposti alla luce del sole, anche in accordo con quanto consigliato dall'Accademia Americana di Dermatologia (AAD) secondo cui i bambini di età inferiore a 6 mesi non dovrebbero essere esposti direttamente alla luce solare.

Per questo, sia la Sipps sia altre autorità sanitarie e società scientifiche internazionali raccomandano la somministrazione di 400 UI di vitamina D al giorno per tutti i bambini nati a termine dalla nascita al primo compleanno, indipendentemente dal tipo di alimentazione (se con latte materno o artificiale). Nel caso di bambini prematuri i dosaggi variano leggermente in base al peso. Nei bambini oltre l'anno e negli adolescenti la supplementazione è raccomandata se ci sono rischi particolari di carenza (per esempio carnagione scura, obesità, malattie che ne ostacolano l'assorbimento). La Sipps la raccomanda anche per i mesi autunnali e invernali per tutti i bambini e gli adolescenti che hanno una limitata esposizione al Sole durante la bella stagione.

Vitamina K e vitamina D sono quindi gli unici due micronutrienti da integrare in tutti i bambini. 



Quando la dieta è particolare o squilibrata

Al di là di queste raccomandazioni generali, l'assunzione di un supplemento di vitamine o sali minerali deve essere valutata dal medico pediatra, sulle base delle caratteristiche del singolo paziente, del suo stile di vita, di eventuali malattie che comportano una carenza di particolare elementi nutritivi.

Per esempio: sappiamo tutti che lo stile alimentare corretto, equilibrato e sano per eccellenza è la dieta mediterranea, caratterizzata da:

  • abbondante consumo di frutta e verdure fresche e di stagione;
  • legumi come fonte proteica principale;
  • frutta secca e oleosa;
  • consumo medio-alto di pesce;
  • consumo ridotto di carne (soprattutto rossa);
  • preferenza dell'olio extravergine di oliva rispetto a grassi saturi di origine animale.

"Un bambino che mangi davvero mediterraneo non ha bisogno praticamente di nulla" ribadisce Alberto Ferrando, "ma quanti sono i bambini – e le loro famiglie – mangiano davvero mediterraneo?". Per questo ci sono alcune particolari situazione in cui il pediatra può suggerire l'utilizzo di integratori.

 

Omega 3

Nella dieta mediterranea una buona fonte di omega 3 è rappresentata dal pesce, ma alcuni bambini lo detestano per via del sapore. "Se non si porta in tavola il pesce due o tre volte alla settimana, si possono trovare altre fonti alternative, in primis la frutta secca (soprattutto le noci), ma non solo. I vegani, ad esempio, ci hanno insegnato a usare l'olio di semi di lino a freddo per avere gli omega 3", spiega il dott. Ferrando. Se nessuno di questi alimenti rientra nella dieta del bambino, allora il pediatra valuterà la supplementazione con un integratore di omega 3.

Vitamina B12

Sempre più spesso oggi, per ragioni etiche, ambientali e di salute, molti genitori preferiscono eliminare la carne dalla propria dieta e da quella dei propri figli. In questo caso la supplementazione di vitamina B12 è fondamentale. "Nei bambini vegetariani, vegani o che mangiano pochissima carne bisogna integrare la B12 per evitare disturbi neurologici permanenti" spiega Ferrando.

Se il bambino ha un regime vegetariano o vegano è inoltre importante valutare i livelli di ferro e di zinco, ma anche qui con un'alimentazione equilibrata e con le giuste attenzioni non dovremmo incorrere in carenze. Come spiega il dott. Ferrando "la letteratura scientifica indica che una dieta vegetale ben pianificata (non improvvisata) e supplementata da B12 è assolutamente salutare e permette una crescita normale". 

 

Se il bambino rifiuta le verdure

All'opposto dei bambini vegetariani e vegani, troviamo i bambini che rifiutano in blocco le verdure e proprio non vogliono saperne di assaggiarle. "In questo caso potrebbe anche valere la pena prendere in considerazione un multivitaminico" suggerisce Ferrando. Ribadendo tuttavia che la prima cosa da fare è sempre cercare di migliorare la qualità dell'alimentazione. "Nella mia esperienza mi è capitato di vedere bambini che a 4 anni non distinguono la lattuga dalla carota o che mangiano eccezionalmente verdura e frutta, questo non va bene e non si può pensare che un integratore risolva tutto".

Vitamina D in caso di obesità

In caso di obesità le principali società scientifiche raccomandano la supplementazione con vitamina D, come indicato anche dalla consensus della Società Italiana di Pediatria. In questi casi si suggerisce la somministrazione di 1000-1500 UI/die di vitamina D nel periodo compreso tra il termine dell'autunno e l'inizio della primavera. Come precisa poi il dott. Ferrano, e come indicano anche le linee guida in materia di obesità infantile, "oltre all'integrazione con vitamina D sarà poi necessario lavorare sullo stile di vita del bambino per garantire la salute fisica, ma anche mentale".

Se il bambino mangia poco

Una situazione particolare si verifica con il bambino un po' inappetente: in questo caso alcuni pediatri possono suggerire l'uso di multivitaminici, e a volte sono i genitori stessi a prendere l'iniziativa in questo senso. In realtà non ci sono dati che indicano una particolare utilità di questa pratica.

Se il bambino è spesso stanco

Se il bambino è spossato, stanco, affaticato, bisogna indagare quali sono le cause alla base di questa condizione. "Prima di dare un integratore al bambino i genitori dovrebbero valutare lo stile di vita del bambino. Se va a letto tardi, se guarda troppa tv o il cellulare, la soluzione non è l'integratore per la stanchezza, ma un cambiamento delle abitudini", spiega il dott. Ferrando.

In ogni caso, in generale il "fai da te" da parte della famiglia è assolutamente da evitare, non solo con i farmaci ma anche con integratori e supplementi. A lungo andare dosi eccessive di vitamine o minerali possono portare a condizioni di sovradosaggio e intossicazione, con più rischi che benefici.

Fluoro: per bocca o nel dentifricio?

Tra le varie vitamine e integratori suggeriti, talvolta viene consigliata anche la supplementazione con fluoro per via orale a partire dai sei mesi di vita, per ridurre il rischio di carie. In realtà secondo il documento della Società italiana di pediatria preventiva e sociale non è detto che questo serva davvero. Se non ci sono particolari fattori di rischio, è sufficiente una buona profilassi orale, cioè il lavaggio frequente e accurato dei denti con dentifricio contenente fluoro. 

Come indicato dalle Linee Guida ministeriali la supplementazione orale può però essere utile nei bambini ad alto rischio di carie che non praticano una buona profilassi locale.

Integratori per rafforzare il sistema immunitario: funzionano?

Un altro tipo di integratori molto venduti, soprattutto nell'ultimo anno per via del Covid-19, sono quelli che servono a rafforzare il sistema immunitario dei bambini, ma funzionano davvero?

Meglio chiarirlo subito: non esistono pillole magiche che impediscono ai bambini di ammalarsi (e magari di farlo ripetutamente) nella cattiva stagione. "Uno stile di vita sano, con una buona alimentazione, un riposo adeguato, tanta attività all'aria aperta e protezione dal fumo di sigaretta passivo costituiscono la prima linea di difesa contro i malanni stagionali dei bambini" ricorda Ferrando. Anche il documento Sipps lo dice chiaramente: non ci sono prove che supplementi di vitamine o minerali servano a proteggere da malattie infettive bambini sani, che non abbiano carenze particolari. Detto questo, è vero che soprattutto carenze di vitamina C e di vitamina D potrebbero essere associate a un aumento del rischio di infezioni ricorrenti (per esempio otiti ricorrenti). In bambini che si ammalano spesso il pediatra potrà dunque valutare l'opportunità di una supplementazione con vitamine.

E un discorso analogo vale per il periodo della convalescenza: i processi infettivi e in generale gli episodi di malattia "consumano" facilmente vitamine e micronutrienti come zinco e ferro. Per questo, il medico potrebbe decidere di proporre un'integrazione per aiutare la ripresa, come indicato nella consensus della Società italiana di pediatria preventiva e sociale e della Federazione italiana medici pediatri.

Non c'è alcuna prova, invece, che – sempre in assenza di carenze specifiche - integratori e supplementi possano servire a qualcosa come "ricostituenti", cioè per dare una mano a superare una generica stanchezza in particolari momenti dell'anno come la primavera o l'autunno.

Integratori per la memoria e il rendimento scolastico

Anche questo sarebbe un sogno: una pillola per andare meglio a scuola! In realtà non ci sono sostanze miracolose in questo senso e il documento Sipps precisa che "nel bambino sano in età scolare, in assenza di specifiche carenze o di condizioni di rischio, non è raccomandata la supplementazione di alcun nutriente specifico al fine di migliorare la memoria e il rendimento scolastico".

Detto questo, il documento stesso ricorda quanto sia importante assicurare adeguati livelli di alcune sostanze – vitamina B12, ferro e acidi grassi DHA – durante lo sviluppo fetale e la prima infanzia per garantire "l'ottimale sviluppo del sistema nervoso centrale e delle sue performance anche a livello cognitivo". Significa che bisogna stare attenti alle situazioni che possono esporre a carenza di queste sostanze, come la dieta vegetariana o vegana o anche il momento dello svezzamento dal latte materno. "Fino ai sei mesi non ci sono problemi per quanto riguarda l'apporto di ferro. Dopo questa data, però, il latte materno diventa carente ed è per questo che è opportuno introdurre alimenti che possano garantire un corretto introito di questa sostanza. Se questo non accade, per esempio perché il bambino mangia molto poco al di fuori delle poppate, vale la pena valutare l'integrazione" sottolinea Di Mauro. Ricordando che in generale l'importanza del ferro non va sottovalutata: "È l'altro pilastro fondamentale di crescita e sviluppo, insieme alla vitamina D".

Revisionato da Francesca De Ruvo

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