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Inserimento asilo nido e scuola dell'infanzia: come affrontarlo nell'era del Covid

di Rosy Maderloni - 09.09.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L’inserimento all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia è un passaggio delicato e importante per la crescita psicologica e relazionale dei bambini. La pandemia ha riscritto molte regole di questo momento e saper accompagnare i bambini emotivamente e con azioni pratiche può aiutarli ad affrontare serenamente l’inizio di una nuova esperienza di crescita. Ne parliamo con la psicopedagogista Pamela Fragale.

Inserimento nido e asilo nell'era Covid

Un "debutto" come non l'avremmo mai immaginato: a oltre un anno dall'inizio della pandemia, la delicata ma importante esperienza dell'inserimento all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia pone nuovi dubbi e timori nei genitori alle prese con l'"ingresso in società" di bambini meno allenati sul piano delle relazioni a causa del coronavirus.

Se è ancora troppo presto per poter considerare e valutare gli effetti psicologici a lungo termine sui più piccoli delle normative per il contenimento del contagio da coronavirus, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha già nel 2020 coniato il disturbo di "stress da Covid", la pandemic fatigue, che comprende un insieme di sintomi dovuti proprio alla difficoltà di gestire nel tempo prolungato la fatica delle limitazioni e della mancata normalità. Per i bambini sino ai 3 anni, va precisato, una normalità forse addirittura mai sperimentata o rimossa e, dunque, completamente da conquistare. In che modo allora accompagnare emotivamente e praticamente all'inizio di un nuovo percorso educativo nell'asilo nido e nella scuola dell'infanzia? Ne parliamo con Pamela Fragale, psicopedagogista e Consulente Genitoriale.

In questo articolo

Inserimento: cosa può creare confusione nei bambini 0 - 3 anni

"E' il secondo anno educativo il cui avvio richiede il rispetto di misure differenti e sicuramente limitanti allo sperimentare la socialità – premette la psicopedagogista -. Consideriamo che alcuni bambini non hanno avuto nemmeno modo di stabilire relazioni sociali al parco o con i vicini del condominio che valgano ad arricchire un primo bagaglio personale. Questo aspetto rende impegnativo il momento dell'inserimento: la dinamica tra pari è molto importante e se non è stata "allenata" prima, sarà tutta da conquistare. Condividere giochi e attenzioni da parte delle maestre richiede competenze emotive e una certa sensibilità emozionale nei confronti dell'altro. Possiamo immaginare queste situazioni: un bambino che prende dalle mani di un altro un gioco perché non è abituato ad aspettare il suo turno o a riconoscere l'espressione facciale di un'altra persona che a suo modo reagisce arrabbiandosi o rattristandosi. Ancora, immaginiamoci lo slancio generoso di un bambino che vuol porgere a un altro un gioco ma che quest'ultimo prima passi dalle mani dell'educatrice che dovrà disinfettarlo: si tratta di passaggi che richiedono di essere accompagnati affinché i piccoli possano comprenderli. C'è inoltre il tema della visione della globalità del volto: i bambini non hanno avuto modo di osservare un viso nella sua interezza, se non dei membri della famiglia; sappiamo quanto l'alfabetizzazione emotiva passi attraverso la mimica. Questi elementi possono generare confusione nei piccolissimi".

Inserimento nido e asilo nell’era del Covid: i segnali a cui prestare attenzione

"Ritrovarsi in un ambiente nuovo e in modalità mai sperimentata prima (ossia lontano dalla mamma e dal resto della famiglia) può destabilizzare al punto da causare un rifiuto della relazione – chiarisce Pamela Fragale -: in questi mesi diverse famiglie mi hanno riferito situazioni di opposizione a uscire di casa, bambini che in salotto o in cameretta si sono costruiti tende o vere città in cui le ambulanze correvano a portare soccorso. Si è parlato di sindrome della capanna in riferimento alla difficoltà ad uscire e questo può riguardare certamente anche i più piccoli e i ragazzi: quelli che non vogliono tornare in classe o al parco. A complicare le cose c'è, inoltre, che i bambini non possono fare affidamento sull'ingresso nelle strutture dei genitori perché le normative hanno circoscritto gli spazi in cui l'adulto può accedere. Il lavoro da fare, evidentemente, è tanto: è soprattutto agli adulti che si chiede di accompagnare con fiducia i bambini nell'esperienza nell'inserimento scolastico".

Inserimento al nido e alla scuola materna nell’era Covid: preparare psicologicamente il bambino

"Una organizzazione accogliente e trasparente può fare la differenza, ma l'ansietà o la serenità di mamma e papà sono il primo messaggio che i bambini recepiscono rispetto a un nuovo ambiente. Il tema Covid c'entra di per sé: la mamma angosciata dal timore della situazione pandemica, influenzerà notevolmente il bambino. Sul grande tema del coronavirus gli adulti hanno perso il loro ruolo di "filtrante" della realtà complessa: i bambini sono stati messi davanti alle notizie e tutto è stato trasferito loro, spesso senza filtri".

Inserimento alla scuola dell’infanzia nell’era Covid

"Quando il bambino è in grado di recepire semplici spiegazioni è fondamentale che il genitore filtri, ma non normalizzi, quanto accade intorno. il messaggio deve essere coerente tra casa e scuola e questo significa per un genitore, prima di tutto, condividere e mettere in pratica le regole per l'igiene e la sicurezza dell'istituto in cui si sceglie di affidare il proprio bambino. Le famiglie non devono fare l'errore di lasciare al piccolo il peso della responsabilità sulle azioni da compiere. Allo stesso tempo anche il genitore ha diritto di essere informato e rassicurato e un approccio aperto e accogliente è importante per creare un'alleanza significativa e positiva per tutti: la scuola può mettere a disposizione momenti di incontro, materiali o anche estratti delle attività in aula che possano far sentire la famiglia coinvolta e partecipe di quanto avviene nella scuola".

Consiglio di lettura: Dai 3 anni in su un buon libro di supporto è "Ti conosco mascherina", della virologa Ilaria Capua. Il volumetto illustrato aiuta a orientarsi nella conoscenza del virus, dei suoi rischi e dei comportamenti più sicuri.

Inserimento all’asilo nido nell’era Covid

"Questa età è un po' più pericolosa perché questi piccoli non possono ricorrere alla parola per esprimere sofferenza e paura – continua l'esperta -. Eppure nella primissima infanzia si costruiscono gli strumenti per la socialità: a 7 mesi la relazione semplice è fatta di piccoli scambi che però creeranno l'identità dell'individuo. In questa fascia d'età il vero inserimento avviene tra gli adulti: i genitori devono cercare di instaurare momenti di scambio anche fuori dalla struttura educativa e possibilmente anche prima del vero e proprio inserimento. La trasparenza e l'apertura da parte delle insegnanti dovrebbe contribuire a far entrare l'adulto anche là dove per via delle norme anti contagio non potrebbe più accedere, magari attraverso brevi video, messaggi o altri metodi che possano far comprendere all'adulto che la situazione è sicura e serena. Il suggerimento pratico è di cercare di mantenere tempi non troppo prolungati per l'inserimento all'asilo nido rassicurandosi e rassicurando il piccolo della qualità educativa del nuovo contesto: lo scopo dell'inserimento è aiutare il bambino a prendere confidenza di un ambiente non noto e affrontare serenamente il distacco con la mamma. Non servono per forza tempi lunghissimi, un po' come già avviene in altri Paesi. Altro consiglio è cercare di calibrarsi sulla relazione con il proprio bambino e non fare confronti: c'è chi affronterà questo passaggio con più naturalezza, chi farà più fatica: tutti dobbiamo essere pronti a definire le modalità anche differenti necessarie a far sentire il bambino accolto".

Anno scolastico 2021-2022: le norme per il rientro in sicurezza

Il Piano Scuola 2021-2022 del Ministero dell'Istruzione riprende in massima parte le misure già adottate nel "Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia", approvato con decreto ministeriale 3 agosto 2020, n. 80. La priorità è "assicurare la completa ripresa della didattica in presenza sia per il suo essenziale valore formativo, sia per l'imprescindibile ruolo che essa svolge nel garantire lo sviluppo della personalità e della socialità degli studenti provati dai lunghi periodi di limitazione delle interazioni e dei contatti sociali".

Queste le disposizioni principali circa la vita scolastica nella fascia zero-sei anni.

  • Il distanziamento fisico rimane una delle misure prioritarie per ridurre il rischio di trasmissione del virus in ambito scolastico.

  • I bambini sotto i sei anni di età continuano a essere esonerati dall'uso di dispositivi di protezione delle vie aeree. Rimane "raccomandata una didattica a gruppi stabili (sia per i bambini che per gli educatori e il personale scolastico in generale), nonché particolare attenzione ai dispositivi di protezione del personale scolastico medesimo, che rimangono quelli previsti per l'a.s. 2020/2021".

  • Non appare necessario effettuare test diagnostici o screening preliminari all'accesso a scuola ovvero in ambito scolastico. Rimangono, di converso, confermate le ordinarie procedure di gestione dei casi possibili/probabili/confermati da gestire, in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.

  • Pasti: la somministrazione potrà avvenire nelle forme usuali e senza necessariamente ricorrere all'impiego di stoviglie monouso. Si conferma la necessità di assicurare il rispetto delle ordinarie prescrizioni di distanziamento durante la consumazione del pasto e nelle fasi di ingresso e uscita dai locali dedicati alla refezione, nonché le pratiche di igienizzazione personale. Si suggerisce, ove necessario, di organizzare i pasti con turnazione per mantenere il distanziamento fisico e ridurre l'affollamento dei locali.

  • Aree riposo e cambio dei bambini: E' necessario garantire un adeguato ricambio d'aria nei luoghi di permanenza tenendo conto delle dimensioni e dell'ampiezza di ambienti e spazi, del numero di fruitori presenti e identificare eventuali ambienti/spazi scarsamente ventilatati. Dovrà pure proseguire la pratica dell'igiene delle mani e la messa a disposizione di erogatori di prodotti disinfettanti. Lo spazio riposo deve essere organizzato garantendo una pulizia approfondita della biancheria e degli spazi e una corretta e costante aerazione, prima e dopo l'utilizzo. Stesse garanzie andranno adottate per gli spazi destinati al cambio dei bambini individuando spazi o contenitori di smaltimento rifiuti e dpi utilizzati in ogni area della struttura, garantendo un adeguato e separato smaltimento

  • Nella riprogettazione degli spazi e degli ambienti educativi, vanno rispettate la stabilità dei gruppi (i bambini frequentano per il tempo previsto di presenza, nei limiti della migliore organizzazione possibile, con gli stessi educatori, insegnanti e collaboratori di riferimento); la disponibilità di uno spazio interno ad uso esclusivo di ogni gruppo di bambini, con propri arredi e giochi da sanificare opportunamente.

Ogni struttura dovrà disciplinare le modalità che regolano tali momenti in modo da integrare le disposizioni di servizio e, laddove previsto, il regolamento di istituto, con l'eventuale previsione, ove lo si ritenga opportuno, di ingressi ed uscite ad orari scaglionati. Inoltre, facendo riferimento alle Raccomandazioni espresse dalla Conferenza delle Regioni in CU nella seduta del 31 luglio 2020, qualora le Regioni e i singoli enti lo dispongano, nei servizi educativi va favorita la misurazione della temperatura corporea in entrata dei bambini, di tutto il personale docente e ausiliario presente nella struttura e dei c.d. "fornitori".

 

In caso di positività:

Un documento di riferimento, del 2020, sono le Indicazioni operative per la gestione di casi di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi d'infanzia . Questi i punti salienti:

  • L'eventuale ingresso del personale e dei bambini già risultati positivi all'infezione da COVID-19 deve essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la "avvenuta negativizzazione" del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

  • Sarebbe, inoltre, opportuno predisporre spazi dedicati ad ospitare bambini e/o operatori con sintomatologia sospetta.

  • Il CTS ha espresso l'avviso "che vi siano le condizioni per differenziare il periodo di quarantena precauzionale, per i soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di SARS-CoV-2 a seconda che tali soggetti abbiano, o meno, completato il ciclo vaccinale, ritenendo, in particolare, che questo periodo possa per essi limitarsi a 7 giorni, a condizione che, alla scadenza di tale termine, venga effettuato un test diagnostico di esito negativo con uno dei tamponi connotati dalle caratteristiche di affidabile performance identificate nelle vigenti circolari del Ministero della Salute"

  • La presenza di un caso confermato necessiterà l'attivazione da parte della scuola di un monitoraggio attento da avviare in stretto raccordo con il Dipartimento di prevenzione locale al fine di identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi che possano prefigurare l'insorgenza di un focolaio epidemico. In tale situazione, l'autorità sanitaria competente potrà valutare tutte le misure ritenute idonee. Questa misura è di primaria importanza per garantire una risposta rapida in caso di peggioramento della situazione con ricerca attiva di contatti che possano interessare l'ambito scolastico.

  • Nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19 a scuola, l'operatore scolastico deve avvisare il referente scolastico per COVID-19; il referente scolastico per COVID-19 o altro componente del personale scolastico deve telefonare immediatamente ai genitori mentre l'alunno sarà ospitato in una stanza dedicata o in un'area di isolamento. Se il test è positivo il referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di prevenzione l'elenco dei compagni di classe e degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l'insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell'ultimo contatto con il caso confermato.

E' bene specificare che ogni genitore può e deve rivolgersi all'istituto di riferimento per avere informazioni specifiche sulle soluzioni adottate dalla singola scuola.

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