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Si scrive ciliegie o ciliege? Come funziona il plurale

di Simona Bianchi - 11.06.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il dilemma sulla forma plurale ciliegie o ciliege è tra i più diffusi. Quali sono le regole della grammatica italiana e cosa dice la Crusca

In questo articolo

Ciliegie o ciliege: qual è la forma plurale corretta

Il plurale della parola ciliegia crea sempre dubbi amletici: si scrive ciliegie o ciliege? Effettivamente alcune parole che al singolare terminano in "cia" o "gia", al plurale perdono la "i" e terminano in "ce" e "ge". Ma questa regola vale solo in alcuni casi. Riguardo al termine ciliegia, la "i" resta anche al plurale e quindi la forma corretta è ciliegie. È la stessa Accademia della Crusca a spiegare che, per ricordare quando la "i"si mantiene al plurale e quando si perde bisogna prestare attenzione a cosa precede la "c" e la "g". Se la "c" e la "g" sono precedute da una vocale (ciliegia, camicia, fiducia), allora la "i" si mantiene nel plurale; se invece la "c" e la "g" sono precedute da una consonante (pioggia, pancia), allora la "i" si elimina. Ma attenzione, semrpe l'Accademia della Crusca suggerisce che, quando si ha a che fare con plurali difficili, la cosa migliore da fare è controllarli sul vocabolario. Perché? Oltre a indicare la forma giusta, il dizionario avverte che, accanto ai plurali considerati corretti, anche forme come ciliege, valige, e provincie sono ormai usate e largamente accettate. Quindi se si scrive ciliege non è poi così errato.

Ciliegie o ciliege, cosa dice l’enciclopedia Treccani

A ribadire il concetto dell'Accademia della Crusca è anche l'enciclopedia Treccani che specifica come, in base alla regola empirica che si usa per il plurale dei nomi in"cia", "gia" e "scia", la grafia corrente del plurale di ciliegia è ciliegie. Tuttavia, fino alla metà del secolo scorso ha avuto una certa diffusione anche la grafia ciliege, dal latino "cereseae". La si ritrova ancora nel titolo dell'ultimo romanzo di Oriana Fallaci, pubblicato postumo: "Un cappello pieno di ciliege". In questo secondo caso, la scelta si dovrà o alla formazione linguistica della scrittrice, che era nata nel 1929, o all'ambientazione storica del romanzo, dato che l'espressione proviene da una lettera che s'immagina scritta nel Settecento.

Esempi di parole in “cia” e “gia” che mantengono la “i” al plurale

Avendo chiara la regola grammaticale riportata sia dalla Accademia della Crusca che dall'enciclopedia Treccani, ecco alcune parole che mantengono la i al plurale:

  • l'acacia al plurale diventa le acacie
  • L'audacia al plurale diventa le audacie
  • La camicia al plurale diventa le camicie
  • La ciliegia al plurale diventa le ciliegie
  • La fiducia al plurale diventa le fiducie
  • Grigia al plurale diventa grigie
  • Malvagia al plurale diventa malvagie
  • La socia al plurale diventa le socie
  • La valigia al plurale diventa le valigie

Esempi di parole in “cia” e “gia” che al plurale perdono la “i”

Si seguito alcune parole che, invece, avendo la "c" o la "g" seguita da una consonante, al plurale lasciano cadere la "i".

  • L'arancia al plurale diventa le arance
  • La bertuccia al plurale diventa le bertucce
  • La bilancia al plurale diventa le bilance
  • La caccia al plurale diventa le cacce
  • La chioccia al plurale diventa le chicce
  • La doccia al plurale diventa le docce
  • La faccia al plurale diventa le facce
  • La guancia al plurale diventa le guance
  • La loggia al plurale diventa le logge
  • La minaccia al plurale diventa le minacce
  • La provincia al plurale diventa le province
  • La quercia al plurale diventa le querce
  • La roccia al plurale diventa le rocce
  • La salsiccia al plurale diventa le salsicce
  • La treccia al plurale diventa le trecce

Come abbiamo visto nel caso del libro di Oriana Fallaci, ma anche in altri casi, al di là della regola grammaticale scritta c'è chi ritiene che, anche quando la "c" e la "g" sono seguite da una vocale, mantenendo il loro suono dolce, potrebbero perdere tranquillamente la "i". Diverso è il caso delle parole con la "i" tonica come "farmacia" o "chirurgie" che al plurale devono per forza mantenere la "i" ovvero "farmacie" e "chirurgie".

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