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Come aiutare a casa un bambino con difficoltà di lettura

di Stefano Padoan - 06.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I genitori hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo delle capacità di lettura dei figli: tanti consigli e stratagemmi pratici dal libro di un’esperta in materia

Come aiutare un bambino con difficoltà di lettura

La capacità di lettura di un bambino può avere un grande impatto nel suo percorso di crescita: può rendergli la scuola più o meno gradita, aumentare o diminuire la sua autostima, persino influire sul suo apprendimento e la sua intelligenza. Ecco perché, soprattutto di fronte a problemi con la lettura da parte del figlio, i genitori devono fare la loro parte per supportarlo. Ci dice come fare Nancy Newman nel suo libro "Crescere lettori appassionati. Come far amare i libri ai nostri figli" (Terra Nuova Edizioni, 2020).

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Quando un bambino dovrebbe saper leggere

I bambini possono essere fisiologicamente pronti a imparare a leggere a diverse età: alcuni sono in grado di farlo a 4 anni, altri a 7 o anche dopo. Questo rende difficile capire se e quando intervenire in merito alla situazione del proprio figlio. Da un lato, infatti, spingerlo a iniziare a leggere troppo presto potrebbe causare dei problemi anziché prevenirli; viceversa sottovalutare un problema per lungo tempo con la speranza che lo superi da solo renderà più difficile correggere eventuali difficoltà. Per questo, se avete il dubbio che vostro figlio abbia difficoltà a imparare a parlare o a leggere, la cosa migliore è consultare gli insegnanti e possibilmente anche uno specialista della lettura.

Perché alcuni bambini hanno difficoltà con la lettura

I problemi di alfabetizzazione possono essere causati da disturbi dell'udito, immaturità fisica, insufficiente esposizione al linguaggio durante i primi anni di vita, disturbi della sfera emotiva, lezioni in aula poco efficaci, programmi di lettura inadeguati o dislessia. Alcuni segni di dislessia sono: problemi a imparare a parlare e ad apprendere i suoni dell'alfabeto, a ricordare la sequenza dell'alfabeto e delle parole delle canzoni, a memorizzare i fatti, a pronunciare le parole, a imparare una lingua straniera e a fare lo spelling. La cosa importante è che, come dicono vari studi, ogni bambino può imparare a leggere in modo fluido se a scuola riceve una formazione adeguata e a casa sufficiente supporto e incoraggiamento. E, se diagnosticati per tempo, pressoché tutti i problemi di lettura possono essere corretti.

Imparare a leggere: l’età critica

Leggere sembra facile, ma in realtà i neurobiologi dicono che si tratta di una delle attività cognitive più complesse e impegnative per l'uomo, che all'inizio del processo di apprendimento comporta sempre una fatica da parte del bambino. Sviluppare e velocizzare le connessioni cerebrali, collegare le lettere ai suoni e le parole al significato, memorizzare i vocaboli: imparare a compiere queste prime operazioni è complicato, ed è questa la fase critica in cui potreste sentirvi dire che "non gli piace leggere". Non lo dice perché preferisca lo smartphone o abbia altri interessi, ma solo perché leggere in questo momento è difficile e noioso. Che dunque vostro figlio sia portato per la lettura o abbia "disfunzioni" per cui leggere sia da subito una lotta per lui, dall'infanzia agli 8 anni è sempre importante stimolarlo dal punto di vista linguistico: l'obiettivo è fargli padroneggiare le basi e traghettarlo verso la lettura senza sforzo, quella che davvero fa provare il gusto di leggere.

Difficoltà con la lettura: il ruolo dei genitori

Se pensate che quello descritto prima sia compito esclusivo (o quasi) della scuola, vi sbagliate: il ruolo dei genitori è importante innanzitutto perché per superare questa fase delicata c'è bisogno di esercitarsi nella lettura a casa. E i genitori meglio di chiunque altro conoscono i propri figli, sanno quando far rispettare la regola e quando essere flessibili sulla lettura soprattutto al termine di una lunga giornata di scuola. È poi fondamentale il supporto emotivo e concreto che potete fornire a vostro figlio: la lettura è infatti la prima grande sfida scolastica per lui, che tenderà inconsciamente a definirsi "intelligente" o "stupido" a seconda della velocità e della bravura con cui imparerà a leggere.

Cosa fare se vostro figlio fatica a leggere

Cinque azioni che potete mettere in campo a sostegno dei vostri giovani lettori.

  1. Sostieni tuo figlio a scuola

Se sospettate che vostro figlio abbia problemi di linguaggio o di lettura, parlatene con le insegnanti e chiedete loro consigli su come correggerlo il prima possibile. Informatevi, sempre con spirito di collaborazione, su quale metodo di insegnamento di lettura usino perché non tutti sono adatti, per esempio, ai bambini dislessici. Comunicate agli insegnanti la sensibilità e le fatiche di vostro figlio, chiedendo loro di provare ad attenuare l'imbarazzo in classe: concedendogli, ad esempio, del tempo in più per finire gli elaborati in classe, facendogli fare i test al PC, o ancora riducendogli la quantità di compiti da svolgere a casa. Ricordatevi che la scuola è obbligata ad aiutarvi: la legge 170 del 2010 definisce e tutela i diritti degli studenti affetti da dislessia e altri tipi di disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Trovate se serve anche a uno specialista, per farlo potete rivolgervi all'Associazione Italiana Dislessia.

  1. Riduci l'ansia e crea un clima di fiducia

I processi di apprendimento implicano una componente altamente emotiva: ecco perché è importante la relazione con vostro figlio - che gli dà la giusta motivazione - e un approccio positivo alla lettura che gliela faccia associare al piacere e non a un'imposizione noiosa. Viceversa l'ansia è un grande nemico, che lo può bloccare di fronte a una pagina da leggere. Stargli accanto mentre si esercita può quindi aiutarlo a rilassarsi e a dare il meglio di sé, ma anche interrompere i suoi sforzi se vedete che sta passando troppo tempo su un compito gli eviterà di sentirsi frustrato. È importante che capisca che in lui non c'è nulla che non va e che per ogni persona ci sono cose che riescono più facili e altre meno: forse adesso non sarà un lettore bravo come i suoi compagni o fratelli, ma eccelle in altre cose e alla fine, ad ogni modo, siete sicuri che imparerà anche a leggere bene perché non c'è una tempistica stabilita per questo.

  1. Usa la lettura orale guidata

La capacità di riconoscere e comprendere le parole con un solo sguardo è fondamentale per diventare un abile lettore. Anche se alcuni bambini possono imparare a leggere una parola dopo averla vista tre o quattro volte, vostro figlio potrebbe aver bisogno di molte più volte prima di riuscire a identificarla senza sforzo. Per aiutarlo in questo riconoscimento automatico esercitatevi insieme con la lettura orale guidata: chiedetegli il più spesso possibile di leggervi svariate volte e ad alta voce una breve poesia o un paragrafo, e durante la lettura correggete i suoi errori. Se continua a perdere il filo, dategli un righello da tenere sotto la riga che sta leggendo.

  1. Fagli ascoltare storie

Sia per ampliare il suo vocabolario, sia per mantenere vivo il piacere della lettura in questa fase difficile è importante continuare a leggere ad alta voce a vostro figlio storie affascinanti e complesse, quelle che magari da solo ancora non è in grado di affrontare. In aiuto vi viene anche la tecnologia, perché valgono anche Podcast e audiolibri. Maggiore è il numero di parole che ascolta, maggiore è la facilità con cui imparerà a leggere.

  1. Gioca a "vivacizzare" il libro

Se vostro figlio si sta annoiando nella lettura, proponetegli un gioco per "vivacizzarlo" cambiando alcune parole: è un modo per divertirsi con creatività e un po' di spirito di ribellione nei confronti di un libro forse non troppo esaltante per lui. Prendete il libro e con una matita (evitate libri altrui o della biblioteca) cancellate alcune parole, sostituendole con altre più interessanti; poi chiedete a vostro figlio di modificare la frase successiva e così via. Un esempio. Versione originale:

"Charlotte era una bambina educata. Di notte dormiva nel suo letto e non svegliava mai i suoi genitori. Al mattino si lavava i denti, si pettinava i capelli, si vestiva e metteva in ordine i giochi. Poi andava al piano di sotto e faceva colazione con sua madre, suo padre e col suo fratellino David".

Versione "vivacizzata":

"Charlotte era una bambina mocciosa educata terribile. Di notte dormiva nel suo letto sul pavimento e non svegliava mai adorava svegliare i suoi genitori. Al mattino, non si lavava mai i denti, non si pettinava i capelli verdi, non si vestiva, e metteva in ordine i giochi. Poi quando andava al piano di sotto e faceva colazione con diceva "Buu!" per spaventare sua madre, suo padre e il suo fratellino David".

Il libro

Nancy Newman vive e lavora a New York. Dopo una lunga carriera come insegnante, ha iniziato a tenere seminari e conferenze per trasmettere a genitori, educatori e bibliotecari il suo metodo di approccio alla lettura: è autrice del libro Crescere lettori appassionati. Come far amare i libri ai nostri figli (Terra Nuova Edizioni, 2020).

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