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Come fare amare la scuola ai ragazzi?

di Agnese Gazzera - 12.06.2024 - Scrivici

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Fonte: Ufficio Stampa Milano Bicocca
Piccole idee creative e semplici che ci aiutano a rispondere ad una domanda cruciale: Come fare amare la scuola ai ragazzi? Risponde Anna Granata, professoressa di Pedagogia all’Università Milano - Bicocca

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Come far amare la scuola ai ragazzi

Per cambiare il modo in cui bambine e bambini vivono la scuola, restituendo loro motivazione ed entusiasmo, servirebbe un grande cambiamento, ma si può già cominciare con piccole idee creative. Con la loro carica innovativa, queste cambiano la prospettiva sull'apprendimento e migliorano la vita dell'intera comunità scolastica, insegnanti e genitori inclusi. Il progetto "Cinque minuti per cambiare la scuola" dell'Università Milano-Bicocca raccoglie tante esperienze virtuose promosse da scuole di ogni ordine e grado, dalle grandi città alle zone più remote, proposte da insegnanti, ragazzi e genitori, aiutandoci a rispondere alla domanda che dovremmo tutti avere a cuore, ovvero "Come far amare la scuola ai ragazzi?". Si va dall'ora di orto a quella di astronomia in notturna, dal collegio docenti in alta montagna alle brevi pause tra le lezioni, in una collezione di piccoli progetti, inclusivi e a costo zero, che scardinano la mentalità del "Si è sempre fatto così". Consentendo alla scuola di diventare un luogo a misura di bambine e bambini, che vi possono coltivare l'amore per il sapere, apprendendo e crescendo.

"Queste buone pratiche di creatività organizzativa nella scuola, possibili grazie all'autonomia scolastica, sono facilmente replicabili perché semplici e a costo zero", dice Anna Granata, professoressa di Pedagogia all'Università Milano-Bicocca e responsabile del progetto. Il team di ricercatrici e ricercatori ha lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare una conferenza in stile TEDx, con cui rendere visibili e diffondere i micro-progetti grazie alla voce dei loro protagonisti.  Inoltre, da settembre 2024 sarà aperta una "call for ideas" con cui selezionare altre esperienze. Abbiamo chiesto alla professoressa Granata di raccontarci cinque esperienze da cui insegnanti e genitori possano prendere spunto.

1 - Cinque minuti all’aperto per migliorare concentrazione e apprendimento

L'istituto "Giosué Carducci" di Busca, nel cuneese, ha istituito nella secondaria di primo grado 5 minuti di pausa al termine di ogni ora di lezione, in cui si esce all'aria aperta e ci si muove liberamente. La riduzione del tempo dedicato alle lezioni è irrisoria, ma l'effetto non lo è: nell'ora successiva alla breve pausa i ragazzi sono più concentrati e riescono a mantenere l'attenzione più a lungo. Ciò aiuta l'apprendimento e, nel contempo, sostiene il lavoro dei docenti, che riescono a gestire meglio tempo e attività.

2 - Basta sabati in aula, al loro posto c’è l’astronomia in notturna

Nella stessa scuola di Busca la mattinata scolastica del sabato è stata sostituita da lezioni di astronomia notturne negli altri giorni, nel giardino dell'istituto. L'orario scolastico è stato cambiato per prevedere un'attività che affascina e coinvolge gli studenti, in una didattica attiva e innovativa in outdoor che non solo sostiene l'apprendimento generale, ma anche la partecipazione alla comunità scolastica. La ricaduta è positiva anche sul benessere di docenti e famiglie, i cui fine settimana si sono svuotati degli impegni scolastici.

3 - Se compi gli anni, il regalo lo fai tu alla scuola (ed è un libro)

In alcune scuole dell'infanzia di Milano i genitori promuovono lettura e senso di appartenenza alla comunità con un regalo di compleanno "al rovescio": quando compie gli anni, ogni bambino dona un libro alla biblioteca scolastica, che così si arricchisce sempre di più. La logica tradizionale è rovesciata per concentrarsi non sull'individuo, ma sul bene collettivo. In parallelo, ogni giovedì si celebra il rito del libro da portare a casa, in cui ciascun bambino sceglie in biblioteca un testo da leggere con i genitori. Un'abitudine che non solo educa alla lettura, ma invita i genitori a condividere un momento piacevole con il bambino, che in futuro assocerà il benessere di quegli istanti all'amore per i libri.

4 - L’ora di orto si fa tutti insieme, con inclusione e nuove amicizie

Al liceo delle scienze umane Parini di Seregno, in Brianza, che accoglie un'alta percentuale di alunni con disabilità, sono stati ragazze e ragazzi a proporre di istituire l'ora di orto. All'attività, che si svolge in orario scolastico, partecipano studenti di classi ed età diverse, superando l'idea di classe chiusa e la strutturazione per fasce d'età. Questo favorisce l'inclusione, crea occasioni trasversali d'incontro fra giovani di età e condizioni differenti, apre a forme di socialità che in classe è molto difficile vivere.

5 - Liceo chiavi in mano per gli studenti: ogni pomeriggio è in autogestione

A Roma, il liceo scientifico Righi ha consegnato agli studenti le chiavi dell'edificio. Nel pomeriggio i ragazzi riaprono le porte della succursale per organizzarvi in totale autogestione aule studio e attività formative e culturali. I ragazzi hanno la piena responsabilità della scuola loro affidata: una spinta all'autonomia e un modo per farli essere protagonisti. Gli effetti? Più entusiasmo nell'apprendimento, ritrovato senso di comunità, cura e attenzione per il contesto scolastico.

6 - Giornate al via con il circo, il movimento che fa bene all’apprendimento (immagine di copertina)

La scuola parentale di Biella Open School della Cittadellarte Fondazione Pistoletto, composta da una pluriclasse di bambini tra 6 e 11 anni, a giorni alterni dedica mezz'ora alle attività di circo. L'apertura della giornata è così un momento dove corpo e movimento sono centrali, con impatto positivo su attenzione, sullo sviluppo del sé e salute. Nella stessa scuola, inoltre, i genitori sono coinvolti direttamente nella didattica, portandovi i propri saperi. Dimostrano che si può "fare lezione" in modo creativo e coinvolgente, come il genitore che ha usato gli anelli di un ceppo di cedro secolare per raccontare la storia del territorio e dei cambiamenti climatici.

Tre piccoli consigli per chi vuole migliorare la scuola

Abbiamo chiesto alla professoressa Granata anche quali consigli darebbe a chi voglia migliorare la scuola e renderla a misura di bambini e ragazzi.

  1. FARE RETE. "Agli insegnanti, prima di tutto mettersi in rete – dice Granata -, perché il mestiere svolto in solitudine è faticoso e difficilmente genera idee creative". 
  2. COPIARE LE BUONE PRATICHE. "Poi, copiare le idee altrui: se ai ragazzi si dice tanto di non copiare, in questo caso trarre spunto da idee già sperimentate significa moltiplicare esperienze positive".
  3. CHIEDETE AI RAGAZZI. "Il terzo consiglio è di interpellare ragazze e ragazzi, principali detentori di creatività e immaginazione: considerarli parte attiva della scuola consente di innovare a loro misura".

L'intervistata

L'intervistata

Anna Granata è professoressa di Pedagogia al dipartimento di Scienze umane per la formazione Riccardo Massa dell'Università di Milano Bicocca. Si occupa di temi interculturali e di equità a scuola e ha realizzato vari progetti di rinnovamento e cambiamento della cultura scolastica. È autrice di libri, saggi e articoli su riviste scientifiche e divulgative. Gli ultimi suoi libri sono Ragazze col portafogli. Una pedagogia dell'emancipazione femminile (Carocci, 2024) e "Da piccolo ero un genio: sette capacità da non perdere diventando adulti" (Gribaudo, 2022).

È responsabile dell'iniziativa Cinque minuti per cambiare la scuola promossa dall'Università di Milano Bicocca e ha fondato Save the Mix, gruppo di lavoro che promuove ricerca, formazione e divulgazione sui temi dell'equità, della valorizzazione del plurilinguismo e pluriculturalismo a scuola, del contrasto del gender gap in contesti scolastici e professionali.

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