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Suggerimenti per far avvicinare i bambini alla filosofia

di Sara De Giorgi - 14.12.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come spiegare la filosofia a bambini e a ragazzi? Perché è importante? Lo abbiamo chiesto al filosofo Simone Regazzoni, autore del libro La filosofia di Harry Potter ( Ponte alle Grazie, 2017). Questo testo esplora il romanzo-mondo creato dalla Rowling con lo scopo di affrontare, attraverso i personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali.  

Allenare i bambini a pensare bene è importante. Detto ciò, esiste un modo per farli avvicinare alla filosofia? Una risorsa per l'esercizio della filosofia da parte dei più piccoli è sicuramente il romanzo-mondo di Harry Potter, che non è solo un classico della letteratura contemporanea, ma vero evento di dimensioni planetarie che ha venduto quasi 500 milioni di copie.

Il filosofo Simone Regazzoni, che è professore universitario, docente presso l'IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) di Milano e Ancona e collabora con la Scuola Holden di Torino, è autore del libro La filosofia di Harry Potter (Ponte alle Grazie, 2017). Questo testo esplora il romanzo-mondo creato dalla Rowling con lo scopo di affrontare, attraverso i personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali, come, ad esempio, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere magico di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, l'amore come forma di eterno nel tempo.

Abbiamo intervistato lo scrittore e gli abbiamo chiesto alcune informazioni in più sul suo libro e vari consigli utili per far avvicinare i più piccoli alla filosofia. Simone Regazzoni è autore di una quindicina di volumi. 

In questo articolo

Come spiegare la filosofia ai bambini e perché è importante farlo?

Secondo Simone Regazzoni si parla già da molto tempo di filosofia per bambini.

«Su input del 'Circolo dei Lettori', ho scelto di lavorare con i più piccoli facendo dei corsi di filosofia per bambini della scuola primaria. La mia idea non si basa soltanto sulla divulgazione - semplificando il linguaggio - della storia della filosofia, mediante il riassunto delle vite dei grandi filosofi. 

Credo che oggi ci troviamo davanti a una sfida più interessante: fare filosofia con i bambini implica mettere in discussione il fatto che la filosofia sia rivolta a soggetti con una razionalità ormai pienamente sviluppata e con una capacità logico-deduttiva molto avanzata. 

La mente del bambino ha la capacità di porre domande sempre approfondite e di mescolare territori differenti e possiede un tasso di creatività che una mente adulta, ormai molto canonizzata, non ha. Dunque, il bimbo è molto più libero. Prendiamo ad esempio il gioco della domanda e della risposta e immaginiamo di farlo con gli adulti: si avranno 'domande e risposte' standard e stereotipate, perché ci sono convenzioni sociali e c'è un sapere dietro che imprigiona la libertà. Con i bambini ciò non avviene. 

Poiché la filosofia in origine è la capacità di porre le domande più impensabili e più improbabili, con i bambini abbiamo un terreno fertilissimo. La filosofia permette loro di esercitare una libertà di interrogazione totale. La mente razionale adulta, che deve semplificare, non può seguire tutte le interrogazioni del bambino. Il filosofo invece può seguire tutte le interrogazioni del bambino.

Dunque, primo elemento di interesse: vi è un campo filosofico in cui il bambino si muove con molta più libertà dell'adulto ed è quello dell'interrogazione in tutte le sue forme. 

Se noi pensiamo alla filosofia come mera capacità logico-deduttiva, perdiamo un 'insieme enorme' composto da racconto, di creatività e di narrazione. Io, per esempio, ho lavorato con i bambini sui miti platonici. Platone inseriva nei suo Dialoghi racconti che servivano a oltrepassare i limiti della razionalità. Mentre l'adulto può "alzare le spalle" al racconto mitico, perché lo bolla come poco rilevante, il bambino invece vi si affaccia. Quando si racconta una storia al bambino, lui "entra" e vive nella storia stessa.

Dunque, è possibile fare filosofia con i bambini portando avanti discorsi assolutamente filosofici e non semplificati o banalizzati.

L'altro passaggio interessante è il seguente: la filosofia dovrebbe esigere dalla mente di un adulto la capacità di sapersi trasformare in quella di un bambino. Dunque, quello del bambino è uno spazio mentale cui l'adulto dovrebbe saper arrivare (e non tornare). 

Sono convinto che oggi il campo della filosofia per bambini sia una campo straordinario di sperimentazione per la filosofia stessa. Con la filosofia i bambini fanno un'esperienza collettiva in cui devono misurare davvero l'ascolto, il rispetto della parola dell'altro e del momento della presa di parola personale e altrui. La regola del gioco è imparare il dialogo, inteso nel senso più alto del termine». 

Modi per avvicinare i bambini alla filosofia

1. «Utilizzare i personaggi concettuali. Ci sono figure filosofiche che possono essere fondamentali per i più piccoli. Si può presentare loro il signor Socrate come l'uomo delle domande, il signor Platone come colui che allena la mente e il corpo in una palestra per mostrare l'unità, appunto, di mente e corpo, ecc. Dunque, si può pensare ai grandi personaggi della filosofia facendo loro incarnare un'idea, evitando la cattiva astrazione. 

2. Raccontare storie, facendo muovere i bambini in narrazioni che già essi conoscono e che sono presenti in film e libri. Io personalmente ho lavorato con Zootropolis, che presenta etematiche etiche e politiche che si possono affrontare con i bambini. E' possibile semplicemente guardare insieme una parte del film e sviluppare una serie di riflessioni. Attraverso narrazioni che i piccoli conoscono, noi possiamo affrontare le grandi questioni etiche. I piccoli hanno una sensibilità molto alta sulla questione del bene e del male. 

3. Non ha senso fare lezioni frontali, ma occorre far muovere i piccoli, giocando con loro oppure alternando il gioco alla spiegazione dei temi. Così si unisce l'attività concettuale all'attività manuale. Si possono usare insieme anche le costruzioni: ad esempio è possibile realizzare la "palestra di Platone", parlando, durante l'attività di assemblaggio dei pezzi, di concetti filosofici. Io l'ho fatto con mia figlia».

"La filosofia di H. Potter"

«Il mio libro La filosofia di Harry Potter nasce dalla mia esperienza di lettura, appunto, dei libri della saga di Harry Potter. A quest'opera, che poteva essere paragonata a Il Signore degli Anelli di Tolkien, non era riconosciuto inizialmente da molti uno statuto estetico alto, perché era percepita come opera soltanto per giovani o ragazzi.

Dopo aver letto i libri della saga di Harry Potter, ho scoperto un'opera con una costruzione articolatissima del mondo e in cui sono trattate le più grandi tematiche etiche e politiche. Dunque, un'opera che meritava di essere interrogata, a mio parere, soprattutto da chi si occupa di filosofia, letteratura, arte, ecc.

Così è nata l'idea di scrivere un testo su quella saga. Tenendo conto che è stata letta da giovanissimi, non potevo scrivere un libro per accademici, ma dovevo trattare temi alti con un linguaggio che fosse di qualità elevata e che sapesse parlare sia agli adulti sia a ragazzi di 14 o 15 anni. E così ho fatto», precisa Simone Regazzoni. 

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