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Ritorno a scuola 2021/2022: cosa fare se un compagno di classe è positivo?

di Niccolò De Rosa - 13.09.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come succede se un compagno di classe è positivo al tampone? Ecco tutti i possibili scenari

Da metà settembre milioni di studenti italiani ritorneranno in aula nella speranza di poter vivere, finalmente, un anno scolastico in presenza e - nonostante le mascherine - il più normale possibile. La pandemia però non è ancora finita e dunque anche nel 2021/2022 bisognerà rispettare alcune regole di protezione sanitaria e contenimento dei contagi in modo da evitare nuove chiusure. Tra le norme riguardanti la scuola, una in particolare interessa a famiglie e studenti: cosa bisogna fare se un compagno risulta positivo al COVID-19?

In questo articolo

Il piano sicurezza del Ministero

A inizio settembre il Ministero della Pubblica Istruzione ha pubblicato un documento - Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022) - nel quale sono state raggruppate le misure previste per il nuovo anno scolastico. Tale documento, stilato sulla base dei decreti vigenti e delle linee guida dettate dall'ISS, dichiara la ferma volontà delle istituzioni di favorire in ogni modo il mantenimento delle lezioni in presenza, lanciando inoltre il progetto delle scuole "sentinella" nelle quali gli studenti verranno sottoposti a test molecolari per monitorare la circolazione del coronavirus tra i ragazzi della fascia d'età 6-14.

Tre le misure di sicurezza sanitaria, il Ministero insiste in particolare su:

  • Mascherine: anche quest'anno sarà obbligatorio tutto il tempo in classe, anche se in presenza di distanziamento. Tuttavia è al vaglio l'ipotesi di esentare da tale norma le classi in cui tutti i componenti siano vaccinati con seconda dose. Non dovranno indossare la mascherina i bambini con meno di sei anni e i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso del dispositivo di protezione individuale.
  • Distanziamento: rimane anche la disposizione di mantenere un metro di distanza tra gli alunni.
  • Ricambi d'aria frequenti
  • Personale scolastico vaccinato e dotatao di misure di protezione personali
  • Rilevamento della temperatura corporea prima di andare a scuola

Cosa fare però se uno studente risulta positivo al tampone dopo essere stato a contatto con gli altri alunni?

Un compagno di classe è positivo: cosa fare?

Se un compagno di classe è positivo e ha vissuto una "presenza prolungata e un'interazione significativa" con gli altri alunni nelle 48 ore precedenti l'esordio dei sintomi o l'effettuazione del tampone, i membri della classe vengono considerati contatti stretti, e dunque, come l'anno scorso viene imposto un periodo di quarantena. Tuttavia la presena dei vaccini, modifica un po' lo scenario rispetto all'anno scolastico 2020/2021.

Quest'anno infatti il periodo di quarantena cambia in base alla presenza o meno della vaccinazione:

  • 7 giorni di quarantena per i soggetti che abbiano completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. Se al settimo giorno un tampone antigenico o un test molecolare accertano la negatività, la restrizione termina.
  • 10 giorni di quarantena per i non vaccinati o per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale da meno di 14 giorni. Anche qui a porre termine al confinamento domestico sarà un test antigenico o molecolare negativo.

Se il contatto stretto però rifiuta il tampone, la quarantena è prolungata fino a 14 giorni dall'ultimo contatto con il caso positivo (la riammissione allora potrà avvenire anche in assenza di un test negativo).

Qualora il test dovesse risultare positivo, il tampine va ripetuto dopo 7 giorni. In caso di ulteriore positività e in assenza di sintomi da almeno 7 giorni, si potrà interrompere l'isolamento dopo 21 giorni.

Scuola primaria e secondaria di 1°e 2° grado

In caso di positivià in classe, è compito del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda Usl locale attivarsi per individuare i contatti stretti. I compagni che invece verranno considerati a basso rischio, dovranno saltare il giorno di scuola e sottoporsi a tampone molecolare o test antigenico. In caso di negatività, potranno subito tornare in classe con l'obbligo dell'uso della mascherina chirurgica al banco per 10 giorni dall'ultimo contatto con il caso.

Asili nido e Scuole dell'infanzia

Anche qui è compito del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda Usl locale attivarsi per individuare i contatti stretti. Nei casi di asili e scuole  d'infanzia però, il Dipartimento avrà anche la facoltà di valutare se estendere la quarantena ad altre classi o, se ritenuto necessario, chiudere la scuola.

E se è il docente ad essere positivo?

Nei casi precedntemente descritti i docenti, se hanno rispettato le misure di sicurezza (mascherina e distanziamento), non sono considerati contatti stretti e quindi devono solo effettuare il test molecolare, senza l'obbligo della quarantena. Ma se fosse proprio un insegnante a risultare positivo?

In tal caso gli alunni delle classi coinvolte sospenderanno la frequenza fino all'esito negativo di test antigenici o molecolari. Tutto il personale scolastico, anche se vaccinato, dovrà aderire a programmi di screening e, in casi di contatti reiterati con il positivo, verrà considerato tra i "contatti stretti", quindi con obbligo di quarantena.

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