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Covid-19 e scuola: quando può tornare il bambino? E se presenta sintomi?

di Sara Sirtori - 21.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Scuola: come gestire i casi presunti o accertati di Covid1-19 nei bambini? Ecco tutte le risposte sulle norme di comportamento da adottare.

Covid-19 e rientro a scuola: domande frequenti

La scuola è ufficialmente ripartita il 14 settembre 2020. Per garantire agli studenti un rientro a scuola in sicurezza, il Ministero della Salute ha pubblicato sul sito ufficiale una sezione dedicata alle risposte alle domande frequenti sulla modalità di rientro e di gestione dei casi postivi al Covid-19. Abbiamo raccolto le informazioni e le abbiamo aggiornate con l'ultimo DPCM di ottobre.

In questo articolo

Perché gli alunni devono misurare la febbre a casa e non a scuola?

Prima di andare a scuola, occorre misurare a casa la temperatura corporea: è una regola importante per tutelare la propria salute e quella degli altri. In questo modo è possibile prevenire la possibile diffusione del contagio nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto utilizzati, quando si attende di entrare a scuola, o in classe.

Se a casa l'alunno riscontra sintomi compatibili con Covid-19: cosa fare?

L'alunno deve restare a casa. I genitori devono informare il pediatra o il medico di base e devono comunicare l'assenza scolastica per motivi di salute. In caso di sospetto Covid-19, il medico richiede il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione, che provvede all'esecuzione del test diagnostico. Il Dipartimento di Prevenzione si attiva anche per l'approfondimento dell'indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.

Se a scuola l'alunno riscontra sintomi compatibili con Covid-19: cosa fare?

Nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con Covid-19 in ambito scolastico, si deve:

  • informare subito il referente scolastico per Covid-19;
  • avvisare subito i genitori dell'alunno;
  • ospitare l'alunno in un'area apposita, in compagnia di un adulto che indossi una mascherina chirurgica;
  • far indossare una mascherina chirurgica all'alunno se ha un'età superiore ai sei anni e se la tollera.
  • Il personale scolastico potrà procedere alla rilevazione della temperatura corporea mediante l'uso di termometri che non prevedono il contatto.

La scuola dovrà in seguito essere disinfettata dopo che l'alunno sintomatico è tornato a casa. Una volta riportato il figlio/a a casa i genitori devono contattare il pediatra medico di medicina generale, che dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario eseguire un tampone

Cosa accade ai compagni di classe di un alunno che risulta Covid-19 positivo?

Quando un alunno risulta positivo Covid-19, il Dipartimento di Prevenzione notifica il caso e si avviano la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata.
Il referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di Prevenzione l'elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che vi sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l'insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell'ultimo contatto con il caso confermato oppure saranno posti in quarantena di 10 giorni dall'ultima esposizione con effettuazione al decimo giorno di test antigenico o molecolare.

Quando un alunno risultato positivo al Covid-19 potrà rientrare a scuola?

Per il rientro a scuola bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l'effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l'uno dall'altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l'isolamento.
Se invece il tampone naso-oro faringeo è negativo, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.

Nella scuola primaria gli alunni in classe devono indossare sempre la mascherina chirurgica?

Il Comitato tecnico scientifico ha precisato che nell'ambito della scuola primaria, per favorire l'apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l'assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

Nella scuola secondaria la mascherina va sempre indossata dagli alunni quando sono in classe?

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l'assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria.

Quarantena ridotta a 10 giorni

La Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 fornisce le nuove linee guida per gestire il rientro in comunità delle varie tipologie di caso, modificando anche le indicazioni finora fornite per la quarantena e l'isolamento:

  • casi positivi asintomatici: possono rientrare in comunità dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa della positività più un test molecolare (tampone) negativo eseguito al termine del periodo di isolamento
  • casi positivi sintomatici: possono rientrare in comunità dopo 10 giorni di isolamento dalla comparsa dei sintomi, di cui almeno 3 giorni senza sintomi (non considerando fra i sintomi anosmia [perdita olfatto] e ageusia/disgeusia [perdita gusto o gusto alterato], che possono avere una prolungata persistenza nel tempo) più un test molecolare (tampone) negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi
  • casi positivi a lungo termine: in assenza di sintomi da almeno una settimana, possono interrompere l'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi anche se continuano a risultare positivi al test molecolare (tampone)
  • contatti stretti asintomatici: devono fare una quarantena di 14 giorni dall'ultimo contatto con un caso positivo accertato, oppure una quarantena 10 giorni dall'ultimo contatto più un test antigenico o molecolare (tampone) effettuato il decimo giorno

Nella circolare si raccomanda inoltre di:

  • eseguire il test molecolare (tampone) a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze
  • prevedere accessi differenziati al test per i bambini
  • non prevedere né la quarantena, né l'esecuzione di test diagnostici ai "contatti stretti" di contatti stretti di un caso confermato (ovvero quando non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità

Altre fonti per questo articolo:

Ministero della Salute: Covid-19 - Rientro a scuola 

DPCM 18 ottobre 2020

Domande e risposte

Se un alunno o un operatore scolastico ha la febbre può andare a scuola?    

No. Il Protocollo di sicurezza e le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico prevedono l’obbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali.

Come avverrà la fase dell’accoglienza per i bambini che iniziano a frequentare la scuola dell’infanzia?    

La scuola, compatibilmente con gli spazi a disposizione, organizzerà l’accoglienza negli spazi esterni facendo rispettare il distanziamento tra gli adulti e, ove si svolga in ambienti chiusi, curerà la pulizia approfondita e l’aerazione frequente dei locali.

Sarà ancora prevista la didattica a distanza?    

Solo in caso di una nuova sospensione delle attività in presenza, dovuta a motivi emergenziali, si renderà necessario il ricorso alla Didattica Digitale Integrata.

Revisionato da Sara Sirtori

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