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Covid-19, nuova circolare: senza tampone negativo non si torna in classe

di Sara De Giorgi - 25.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La nuova circolare del Ministero della Salute ha stabilito che, dopo una assenza da scuola con sintomi sospetti e riconducibili a una infezione da Covid-19, non si può tornare in classe senza un certificato che attesta che il tampone è risultato negativo. Ciò vale sia per gli alunni sia per gli operatori scolastici.

Dopo una assenza lunga legata a sospetta infezione da Covid-19, si dovrà portare a scuola il certificato che testimonia la negatività del tampone. Lo chiarisce una circolare del 24 settembre 2020 del Ministero della Salute, firmata da Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione. 

Tale decisione arriva dopo le Linee guida emanate settimane fa sulla gestione del casi di Covid-19 a scuola. Si erano resi necessari dei chiarimenti sulla presentazione di certificati medici per tornare in classe. 

La nuova circolare prevede che sia alunni che personale scolastico, al termine di giorni di assenza causati da sospetta infezione da Covid-19, debbano portare a scuola il certificato che attesta l'esito negativo del tampone effettuato sui liquidi prelevati dal naso o dalla faringe attraverso test molecolari effettuati in laboratorio.

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Quando il medico deve richiedere subito il test diagnostico

All'interno della circolare, sono specificati quattro scenari, che concorrono a definire un "caso sospetto", anche sulla base della valutazione del medico curante, che deve richiedere tempestivamente il test diagnostico:

  1. caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o sintomatologia compatibile con COVID-19, in ambito scolastico;
  2. caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o sintomatologia compatibile con COVID-19, presso il proprio domicilio;
  3. caso in cui un operatore scolastico presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o sintomatologia compatibile con COVID-19, in ambito scolastico;
  4. caso in cui un operatore scolastico presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37.5°C o sintomatologia compatibile con COVID-19, al proprio domicilio.

In presenza di sintomatologia sospetta, il medico, dopo aver richiesto il test diagnostico per il paziente, lo comunica al Dipartimento di Prevenzione o al servizio preposto sulla base dell'organizzazione regionale. Una volta trascorso a casa il periodo di decorso della malattia e confermata la guarigione, attestata da due tamponi negativi effettuati a distanza di 24 ore, il medico effettua il certificato per il rientro a scuola. 

Anche al termine di patologie diverse al Covid-19 e con tampone negativo del paziente, il medico realizza il certificato di guarigione per il ritorno a scuola

La circolare sottolinea che gli operatori scolastici e gli alunni hanno una priorità nell'esecuzione dei test diagnostici.

Cosa fare se un alunno o un operatore scolastico convivono con un caso positivo

Nel documento viene chiarito anche un'altra eventualità: se un alunno o un operatore scolastico risulteranno conviventi di un caso positivo, sarannno considerati contatti stretti e posti in quarantena.

Eventuali suoi contatti stretti (ad esempio compagni di classe dell'alunno in quarantena) non necessitano di quarantena, a meno di successive valutazioni del Dipartimento di Prevenzione.

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