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Le linee guida della Didattica Digitale Integrata

di Niccolò De Rosa - 11.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'integrazione del digitale nell'offerta scolastica è cruciale in questo momento d'emergenza: ecco le linee guida della Didattica Digitale Integrata

La Didattica Digitale Integrata (DDI) è una metodologia d'insegnamento che appunto integra la tradizionale esperienza di scuola in presenza con momenti di lezioni a distanza. Tale approccio è stato concepito per essere rivolto a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado, ma sono estendibili agli alunni di tutti i gradi di scuola.

Le linee guida per la DDI infatti sono state introdotte dal Ministero dell'Istruzione con il Decreto n°39 del 26/06/2020 per dotare le scuole interessate di un piano da attivare in caso di nuove misure d'emergenza che avrebbero sospeso per la seconda volta le attività didattiche in presenza. Cosa che, purtruppo, è puntualmente avvenuta in seguito alla seconda ondata pandemica cominciata a fine settembre 2020.

Le linee guida

Proprio nel documento sopracitato, il MIUR ha allegato anche dei punti fondamentali da considerare affinché istituti e docenti potesserto farsi trovare pronti in caso di attivazione del piano digitale, partendp dalla rilevazione del fabbisogno di tablet, PC e connessioni necessarie, fino al trattamento di studenti e studentesse con disabilità e bisogni educativi speciali (i cosiddetti BES).

Ma vediamo nello specifico cosa riportano queste linee guida per la Didattica Digitale Integrata.

In questo articolo

Organizzazione delle lezioni

Analisi del fabbisogno

Stando al documento messo a disposizione del MIUR, è compito delle istituzioni scolastiche delineare un quadro complessivo delle disponibilità di device e connessioni da parte di studenti e e provvedere, se necessario, alla messa a disposizione di strumenti in comodato d'uso gratuito qualora gli alunni non avessero la possibilità di usufruire di PC o tablet di proprietà.

Anche il corpo docente deve essere adeguatamente attrezzato: per gli assunti a tempo determinato, qualora siano ancora disponibili device in comodato d'uso, provvederà lo Stato, mentre per gli insegnanti di ruolo si ritiene che «in quanto da anni assegnatari delle somme della Carta del docente, siano nella possibilità di dotarsi di adeguati strumenti da utilizzare per la prestazione lavorativa».

Obiettivi

I vari Collegi Docenti devono "rimodellare" l'attività didattica rendendo complementare i momenti in presenza e quelli di lezione a distanza, con l'obiettivo principale di «porre gli alunni, pur a distanza, al centro del processo di insegnamento-apprendimento per sviluppare quanto più possibile autonomia e responsabilità».

Anche qui un occhio di riguardo deve essere dati agli alunni che le cui condizioni di salute o sociale richiedono maggiore attenzione, attivando percorsi di istruzione domiciliare appositamente progettati - ad esempio privilegiando una frequenza in presenza, entro i limiti del possibile - e facendo in modo che gli insegnanti di sostegno curino l'interazione tra chi rimane in classe e chi si trova a fare scuola da casa.

Per verificare l'attuazione di tali principi, è stato disposto che l'istituzione scolastica operi frequenti e costanti monitoraggi della situazione su tutto il suolo nazionale.

Strumenti

Per la DDI è stato deciso che le scuole si dotino di una piattaforma virtuale rispettosa dei necessari requisiti di sicurezza dei dati a garanzia della privacy, accessibile da ogni tipo di device e sistema operativo e dotata delle funzionalità necessarie allo svolgimento dell'attività di classe come il registro elettronico e un canale "ufficiale" di comunicazioni scuola-famiglia (dunque non gruppi Whatsapp). Consigliata anche la creazione di una sorta d'archivio per conservare attività o video-lezioni svolte e tenute dal docente, pur sempre nel rispetto dei dati personali individuali di insegnanti ed eventuali alunni coinvolti.

La realizzazione di questo impianto digitale è assicurata da un team che deve collaborare con dirigenti scolastici e docenti, nonché dal supporto di Uffici scolastici regionali e referenti regionali per il PNSD.

Per facilitare il processo d'apprendimento "da remoto", sono stato anche annunciati appositi accordi con la RAI per la messa in onda di contenuti didattici sui canali tematici, secondo orari prestabiliti, organizzati per fasce d'età, dalla prima infanzia all'età adulta.

Orari

In caso d'attività complementare tra "presenza" e "distanza", gli orari seguiranno quelli stabiliti dal canonico regolamento inetrno (a meno di bisogni particolari). In caso di prevalenza di DDI però, con tutti gli alunni a casa, sonos tate predisposte quote orarie settimanli minime in mase ai diversi ordini d'istruzione:

  • Scuola d'infanzia: in questo caso non si parla di orari ma di una soflia minima d'attività da predisporre per mantenere il contatto con i bimbi, magari tramite videoomessaggi o videoconferenze in diretta.
  • Scuola del primo ciclo: almeno quindici ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l'intero gruppo classe. Inoltre si predispone per le secondarie di primo grado ad indirizzo musicale l'acquisto da parte della scuola di servizi web o applicazioni che permettano l'esecuzione in sincrono, sia le lezioni individuali di strumento che le ore di musica d'insieme.
  • Scuola secondaria di secondo grado: almeno venti ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l'intero gruppo classe.
  • CPIA: per i percorsi di primo livello, primo periodo didattico, almeno nove ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con l'intero gruppo di apprendimento. Per i percorsi di primo livello, secondo periodo didattico, almeno dodici ore alla settimana. Per i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, almeno otto ore alla settimana. Per i percorsi di secondo livello assicurare almeno quattro ore al giorno.

Regole

L istituzioni scolastiche integrano il Regolamento d'Istituto con le nuove norme di comportamento da tenere durante i collegamenti "virtauali" sia da parte dei docenti che degli alunni.

 Questo significa, ad esempio, che gli insegnanti sono tenuti a controllare prima di ogni lezione - soprattutto se si ha intenzione di fare una verifica o un'interrogazione - che negli ambienti dei singoli studenti collegati non ci siano elementi di disturbo (come suggeritori nascosti o altre "furbate" per copiare) che possano alterare l'efficacia dell'offerta didattica.

Un occhio di riguardo viene dato ovviamente anche al problema del cyberbullisimo, cui i ragazzi sono particolarmente esposti durante questo periodo "iper-connesso".

Metodologie, strumenti di verifica e valutazione

Il documento citra, tra le possibili metodologie applicabili, la didattica breve, l'apprendimento cooperativo, la flipped classroom (o classe rivesciata) e il debate, in «metodologie fondate sulla costruzione attiva e partecipata del sapere da parte degli alunni che consentono di presentare proposte didattiche che puntano alla costruzione di competenze disciplinari e trasversali, oltre che all'acquisizione di abilità e conoscenze».

Il compito di individuare gli strumenti di verifica è riposto nei singoli consigli di classe, partendo dal presupposto che sconsiglia la produzione di materiali cartacei, salvo particolari esigenze correlate a singole discipline o particolari bisogni dei ragazzi.

Naturalmente, come avviene in tempi di didattica "standard", i criteri di valutazione devono tenere conto della situazione ed essere il più trasparenti possibile.

BES

Anche in tempi di DDI, la frequenza scolastica in presenza degli alunni con disabilità con il coinvolgimento delle figure di supporto deve essere garantita, a meno di nuovi lockdown totali. Per tali studenti il punto di riferimento rimane il Piano Educativo Individualizzato.

Per gli alunni con bisogni educativi speciali, inoltre, è prevista la possibilità di registrare e riascoltare le lezioni.

L'attività digitale si estende infine anche gli alunni ricoverati presso le strutture ospedaliere o in cura presso la propria abitazione e frequentanti le scuole carcerarie, dove l'attività scolastica, seppur "da remoto", può rivelarsi il mezzo migliore per infrangere l'isolamento sociale che opprime simili categorie.

Privacy e sicurezza

Il Dirigente scolastico rimane responsabile della sicurezza dei lavoratori anche quando le lezioni si spostano in ambienti diversi da quello della scuola "fisica". Dunque i presidi sono tenuti a diffondere una circolare - redatta con la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - contenete i comportamenti da adottare per ridurre i rischi derivanti dal dover lavorare al di fuori dell'ambiente scolastico.

Per la Privacy invece è previsto un documento a parte.

Rapporti Scuola-Famiglia

Senza la possibilità d'incontro diretto con il corpo docente (per tutto l'anno corrente sono abolite assemblee di classe e colloqui con gli insegnanti), le scuole sono tenute a mantenere un canale di comunicazione formale per condividere la progettazione e l'andamento della didattica.

Formazione docenti e personale tecnico

Di fronte alla sfida della nuova scuola digitale, i docenti devono essere correttamente formati. Il documento infatto individua quattro arre di competenza che è prioritario potenziare:

  • Informatica
  • Metodologie innovative e inclusive (didattica breve, apprendimento cooperativo, flipped classroom, debate, project based learning ecc. . . )
  • Privacy, salute e sicurezza sul lavoro nella Didattica Digitale Integrata
  • Formazione specifica sulle misure e sui comportamenti da assumere per la tutela della salute personale e della collettività in relazione all'emergenza sanitaria.

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