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Dislessia, in Italia aumento dei bambini dislessici

di Nostrofiglio Redazione - 24.05.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento che si manifesta nella difficoltà di decodifica del testo. Gli alunni dislessici in Italia sono circa 200mila

Dislessia, in Italia aumento dei bambini dislessici

La Dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo; nella difficoltà della lettura.  

Questo disturbo non è causato da un deficit di intelligenza, da problemi ambientali e psicologici o da deficit sensorali ma è dovuto ad un diverso neuro funzionamento del cervello. Non è una malattia ma è un disturbo che accompagna l'individuo per tutta la vita.  

L'8 ottobre 2010 viene approvata la Legge 170 "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico" che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbi specifici dell'apprendimento.

L'anno successivo vengono sanciti i diritti dei giovani con DSA, dalle scuole dell'infanzia fino all'università, in base alle "Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento" contenute all'interno del Decreto attuativo 5669 della Legge 170/2010.

Fa fatica a leggere, scrive male e non riesce a fare i conti. Uno scolaro svogliato? No, potrebbe essere dislessico.

E' importante dire che grazie a un buon percorso terapeutico e scolastico questi piccoli alunni possono superare l'ostacolo della dislessia. Non sono bambini che hanno problemi congnitivi, quindi fornendo loro degli strumenti adeguati possono essere in grado di avere un apprendimento efficace.

Lo dimostrano i tanti dislessici famosi, dagli attori Tom Cruise, Keira Knightley e Orlando Bloom, alla cantante Cher, fino ai grandi 'presunti dislessici' del passato: figure del calibro di Albert Einstein, Winston Churchill e Walt Disney.

Situazione in Italia

In riferimento alla legge n. 170/2010 l'articolo 5 si occupa delle misure educative e didattiche di supporto e riporta che "gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari" garantendo così una didattica individualizzata e personalizzata.

Nel 2011 sono state fornite le indicazioni sulle azioni da attuare per la tutela e il supporto degli allievi con disturbi specifici dell'apprendimento.

Nonostante i disturbi specifici dell'apprendimento vengano generalmente diagnosticati a partire dalla III classe della scuola primaria, i primi segnali della presenza di DSA possono essere riscontrati già in età prescolare, quando ancora tali disturbi non sono ancora del tutto manifesti e non sono ancora diagnosticabili; le Linee Guida per il diritto allo studio degli studenti con DSA segnalano, tuttavia, che gli insegnanti della scuola dell'infanzia devono saper riconoscere i segnali di rischio per poter intervenire fin da subito con attività didattiche e pedagogiche mirate.  

In italia si stima che siano oltre due milioni le persone con disturbi specifici dell'apprendimento ma non esistono dati uffiiciali se non quelli del Ministero dell'istruzione che annualmente pubblica un report sugli studenti con DSA nelle scuole.  

Nell'anno scolastico 2018/2019 gli alunni frequentanti le scuole italiane a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell'apprendimento sono 298. 114, pari al 4,9% del totale degli alunni, di cui 187. 683 alunni con dislessia.  

Considerando i singoli ordini di scuola si osserva che gli alunni con dislessia sono pari al 2,4% del numero
complessivo degli alunni nella scuola primaria, al 3,5% nella scuola secondaria di I grado e al 3,4% nella scuola secondaria di II grado.

Revisionato da Nicoletta Vuodi - Aggiornato il 29.10.2008

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