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Cos’è la disortografia e come correggerla

di Simona Bianchi - 23.04.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La disortografia è un disturbo specifico dell'apprendimento che interessa la scrittura. Quali sono le cause, i rimedi e quando si manifesta

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Cos’è la disortografia

La disortografia è un disturbo specifico dell'apprendimento, o DSA, che coinvolge principalmente la scrittura. In pratica, il bambino ha difficoltà nella trasformazione del linguaggio parlato in quello scritto: si tratta di un deficit nell'automatizzazione dei processi di conversione dei fonemi e dei grafemi, che sono rispettivamente i suoni e i simboli grafici. Come per gli altri DSA, non si tratta di un deficit intellettivo, ma il disagio emotivo e psicologico che ne deriva per il bambino affetto da disortografia, può essere importante, specie se non riconosciuta per tempo. Una disortografia non diagnosticate (e curata) può provocare disattenzione, grande dispendio di energie, fatica, bassa autostima, ma anche ansia e depressione. Per il bambino, l'apprendimento diventa molto difficoltoso, per esempio quando ha a che fare con temi scritti, dettati o copiare alla lavagna.

Differenza tra disortografia e disgrafia

Alcune volte si fa confusione tra disgrafia e disortografia. La prima è un disturbo del ritmo neuromotorio della scrittura ed è collegata al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale: il bambino ha una scrittura meno fluida e con una qualità dell'aspetto grafico inferiore. La disortografia riguarda, invece, l'utilizzo del codice linguistico e porta a compiere errori ortografici del testo scritto. Può essere definita come un disordine di decodifica del testo scritto, che viene fatto risalire a un deficit di funzionamento delle componenti centrali del processo di scrittura, responsabili della transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto.

Come si manifesta la disortografia

La disortografia tende a emergere intorno ai 7 o 8 anni: per questo, la valutazione del disturbo non può essere fatta prima della fine del secondo anno di scuola primaria. Il bambino disortografico ha generalmente:

  • limitate capacità di percezione e discriminazione visiva e uditiva
  • mancata o deficitaria organizzazione e integrazione spazio-temporale
  • scarsa capacità di simbolizzazione grafica
  • difficoltà di linguaggio
  • dominanza laterale non adeguatamente acquisita.

I sintomi della disortografia possono essere ipotizzati nei casi in cui il bambino faccia errori come:

  • confondere fonemi simili: per esempio f e v; t e d; b e p; l e r;
  • confondere grafemi simili morfologicamente: per esempio b e p;
  • omissioni: il bambino tralascia alcune parti della parola, ad esempio la doppia consonante (palla– pala); la vocale intermedia (fuoco–foco); la consonante intermedia (cartolina–catolina)
  • inversioni: il soggetto inverte la sequenza dei suoni all'interno delle parole, ad esempio: sefamoro anziché semaforo.

Come curare la disortografia

Una volta diagnosticata la disortografia si può avviare un percorso di diagnosi.

Intervenendo precocemente e con percorsi specifici, in collaborazione con degli specialisti, il disturbo può essere affrontato efficacemente. La disortografia, nonostante dipenda da fattori congeniti non modificabili, nella maggior parte dei casi e a seconda della gravità del deficit, si riduce con adeguati interventi abilitativi, giungendo a un lento e progressivo miglioramento, seppure, nella maggior parte dei casi, non alla remissione totale del disturbo.

Per i trattamenti vengono coinvolte anche le istituzioni scolastiche, quindi gli insegnanti.

Ci sono due livelli d'intervento.

  1. Il primo consiste nella riabilitazione delle competenze base, a partire dalle componenti fonologiche e metafonologiche, l'insegnamento della mappatura dei suoni del linguaggio e l'avvio della letto-scrittura.
  2. Il secondo livello si occupa della riabilitazione delle competenze ortografiche avanzate, per esempio la riabilitazione dei raddoppiamenti ortografici, delle parole e dei suoni e l'ampliamento del lessico fonologico e del lessico ortografico.

Consigli per i genitori

All'inizio del percorso scolastico, commettere degli errori ortografici è molto comune e non si può parlare subito di disortografia se il bambino presenta delle difficoltà di apprendimento. In ogni caso, se un genitore ha un sospetto che il proprio figlio possa soffrire del disturbo, il primo passo da fare è rivolgersi a un centro specializzato in Dsa. Altri suggerimenti sono:

  • Parlare con gli insegnanti e collaborare per introdurre strategie ed esercizi di potenziamento
  • Se il potenziamento non porta i risultati sperati, rivolgersi al Servizio Sanitario Nazionale per una valutazione o a uno specialista privato
  • Una volta ricevuta la diagnosi di disortografia, la scuola scrive il Piano Didattico Personalizzato (PDP) dove indica le strategie e gli strumenti compensativi e dispensativi da usare per sostenere l'apprendimento.

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