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Doposcuola chiuso a Milano: la lettera aperta dei genitori al sindaco Sala

di Elena Berti - 01.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Doposcuola chiuso per Covid: i genitori chiedono la riapertura con la curva dei contagi in discesa e la fine di molte restrizioni.

Doposcuola chiuso per Covid

Alcuni servizi possono fare davvero la differenza, soprattutto in un periodo storico in cui si guadagna meno, si può contare su meno supporto dei nonni, si sono usate tutte le ferie e si è, diciamolo, stremati. Il doposcuola chiuso per Covid in asili nido e scuole dell'infanzia è uno dei problemi che preoccupano di più i genitori, in particolare quelli milanesi, che hanno scritto una lettera al sindaco Beppe Sala per chiedere che intervenga per la riapertura. 

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Doposcuola, un servizio essenziale

Il doposcuola è un servizio essenziale per il supporto alle famiglie, perché permette di conciliare famiglia e lavoro senza dover fare i salti mortali, trovare tate o chiedere la disponibilità dei nonni, soprattutto nel periodo della pandemia. Purtroppo si tratta di un servizio che è stato interrotto a inizio 2022 a causa dell'aumento dei contagi, sia per contenerli sia per mancanza di personale. Inoltre, al nido e alla materna è impossibile mantenere il distanziamento e i bambini non indossano mascherine: questo aveva portato molti sindaci alla decisione di chiudere il servizio, anche in città grandi come Milano, Roma e Bologna. 

Il problema è che la mancanza di un servizio di questo tipo, considerato essenziale per molte famiglie, mette in ginocchio l'organizzazione quotidiana e a farne le spese sono spesso le madri, che devono destreggiarsi tra permessi, ferie, uscite anticipate e richieste di favori. 

Perché il doposcuola non riapre?

Quello che però in molti si chiedono, ora che la curva scende e che molte restrizioni sono state tolte, ma soprattutto che il 31 marzo termina addirittura lo Stato di Emergenza che era stato attivato ben due anni fa, è perché il doposcuola in molti comuni resti ancora chiuso. Mentre per le scuole dell'obbligo terminano le quarantene e il tracciamento dei casi contatto, per il doposcuola la situazione resta in stallo e al 28 febbraio 2022, giorno in cui la Lombardia torna a essere zona bianca, non ci sono ancora risposte. 

La lettera “gentile” dei genitori milanesi

È per questo motivo che alcuni genitori dell'area milanese hanno creato un gruppo chiamato "Gentilmente post scuola" e indirizzato al sindaco di Milano Beppe Sala una lettera in cui chiede spiegazioni e tempistiche sulla riapertura del doposcuola in asili nido e scuole dell'infanzia della città. Questo il testo dell'appello: 

Caro Sindaco, 

chi Le scrive è una rappresentanza significativa di famiglie stremate dal taglio del post scuola, comunicato lo scorso 3 gennaio, che "Gentilmente" le chiedono risposte chiare e concrete rispetto al ripristino del servizio di post scuola per i nidi e le scuole dell'infanzia. 

Gentilmente, Le chiediamo se non ritiene che il diritto al lavoro passi anche per gli strumenti che consentono di svolgerlo. Il post scuola è un servizio imprescindibile. 

Gentilmente, Le chiediamo se non ritiene che il servizio di post scuola sia strumento alla base di tutte le politiche di inclusione e di pari opportunità. 

Gentilmente, Le chiediamo se non ritiene che l'interruzione del servizio abbia portato alla crisi degli equilibri familiari ed economici della nostra comunità. 

Gentilmente, Le chiediamo se non ritiene che le famiglie di Milano meritino risposte chiare e di visione su questo tema. Risposte che non adducano al problema pandemico l'impossibilità di azione ma che concretamente prendano in considerazione le esigenze delle famiglie e valutino seriamente e con competenza il problema. 

Sindaco, l'unica evidenza attuale è che nel 2022 l'Amministrazione Milanese non ha gli strumenti e non è in grado di garantire un servizio di base e funzionale allo sviluppo socio economico al quale Milano ambisce. 

Per temporeggiare e giustificare l'assenza del servizio sono stati menzionati "numeri di adesione bassi", "mancanza di un numero sufficiente di educatori", "la difficoltà della gestione delle bolle", tutte tematiche che reputiamo poco significative se si considera il servizio del post scuola non come eccezionalità ma come servizio imprescindibile per i cittadini genitori lavoratori. 

I numeri di adesione al servizio post scuola e di frequenza sono numeri certamente influenzati dall'effetto della pandemia: 

● chi ha potuto ha preferito far a meno del servizio e non essere in balìa delle sue continue interruzioni; 

● alcune famiglie sono state scoraggiate dai criteri di accesso al servizio e spesso dalle strutture educative stesse; 

● altre hanno deciso di affidarsi alle strutture private che sono state in grado, nell'ambito dello stesso scenario pandemico, di garantire un'offerta più stabile in termine di orari. 

 

La mancanza di educatori, signor Sindaco, è un problema annoso, e che è semplicemente "esploso" con la pandemia e l'Amministrazione non ha voluto affrontarlo e risolverlo. Ci chiediamo perché, considerando la situazione, non si è pensato velocemente al coinvolgimento di soggetti esterni o al conferimento di maggiore autonomia alle scuole che, liberamente e con le risorse disponibili, probabilmente sarebbero state in grado di garantire qualcosa in più? 

Quanto alle "bolle", Sindaco, c'erano anche a dicembre, quando il servizio era in funzione. Le bolle sono presenti anche in tutti i Comuni italiani in cui il servizio di post scuola non è mai stato sospeso. Ma, inspiegabilmente, nelle ultime settimane è diventato un argomento per giustificare il disservizio. E un'Assessora che invita i genitori di "farsi sentire dal Ministero" non va bene per rispetto dei ruoli e delle responsabilità. 

La grandezza di Milano non deriva solo da Milano-Cortina 2026 di cui tanto si parla: la grandezza di una città deriva dalla qualità della vita che si è in grado di garantire ai cittadini e alle categorie più deboli, i bambini. E se parliamo di futuro, signor Sindaco, il futuro sono i bambini. 

E quindi, gentilmente, ci aspettiamo che il servizio di post scuola venga ripristinato, subito e garantito anche per i prossimi anni scolastici, senza clausole, così come è stato garantito da tutti i sindaci di tante giunte di tanti orientamenti politici prima di Lei. 

Ci aspettiamo che il servizio venga ripensato come parte integrante dell'offerta e non come "servizio aggiuntivo". 

Ci aspettiamo di poter lavorare sapendo di contare su un sistema scolastico solido, non costantemente sull'orlo di un collasso. 

Ci aspettiamo che vengano ripristinate il prima possibile le attività in intersezione, le uscite, le attività - come una semplice festa di fine anno all'aperto - che permettano ai nostri figli di vivere un po' di meritata normalità. 

Ci aspettiamo questo e tanto altro, perché tanto è ciò che diamo a Milano ogni giorno. 

In attesa di una Sua pronta risposta, 

il gruppo dei Genitori Gentili 

PS: Sindaco, l'8 marzo a queste donne gentili non regali una mimosa ma il post scuola. 

Un riferimento, quello dell'8 marzo, che pone l'accento su come certi servizi negati rappresentino un problema più per le mamme che per i papà. È ormai risaputo che la mancanza di supporto istituzionale alla genitorialità ricade sulle donne in primis, come hanno fatto questi due anni di pandemia. 

Se davvero c'è la volontà di arrivare alla parità di genere e se davvero si vuole incentivare la natalità, riattivare il servizio di doposcuola è uno dei primi passi da compiere.

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