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Educazione emotiva a scuola: life skill nel programma didattico

di Sveva Galassi - 02.09.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Educazione emotiva a scuola: da settembre le life skill, le competenze non cognitive, saranno inserite nel programma didattico.

Educazione emotiva a scuola: life skill nel programma didattico

Si parla da qualche mese dell'introduzione a scuola delle "life skills", ossia di competenze non cognitive che non hanno a che fare con la conoscenza, mentre sono invece più legate alla vita quotidiana, alla creatività, all'affettività, all'interazione con gli altri. Tra queste c'è anche l'educazione emotiva che, con le altre, verranno inserite nel piano didattico delle scuole italiane da settembre. Scopriamo di più al riguardo.

In questo articolo

Le competenze non cognitive a scuola

Le life skills includono competenze e capacità ampiamente ricercate nel mondo del lavoro, ma apprese solitamente in maniera libera e spesso "fai da te". Creatività, capacità di adattamento, l'abilità di lavorare in gruppo e interagire con gli altri, il problem solving, la facoltà di prendere decisioni o decision making, e ancora la gestione dello stress. Questo bagaglio di conoscenze, infatti, viene acquisito solamente attraverso l'esperienza di vita e svolgendo le diverse attività lavorative .
Da settembre le competenze non cognitive saranno infatti inserite in modo stabile nei programmi delle scuole di ogni ordine e grado.
La Camera dei Deputati ha stabilito quasi all'unanimità questa importante novità didattica. In attesa dell'approvazione definitiva da parte del Senato, l'intenzione è quella di creare profili adeguati al mondo moderno e più preparati ad affrontare la complessa realtà del lavoro.

Life skills: quali sono

Le "Soft Skills" o "Life Skills" sono abilità che aiutano le persone ad affrontare in maniera efficace le sfide quotidiane e aiutano ad acquisire un comportamento positivo e versatile. Tra queste ci sono:

  • la consapevolezza di sé, la capacità di gestire le emozioni, la gestione dello stress;
  • l'empatia, la comunicazione interpersonale efficace, le relazioni efficaci;
  • risolvere i problemi (problem solving), prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo.

Anche il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi si è espresso al riguardo, ringraziando l'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e il Parlamento per il lavoro fatto e affermando che tale provvedimento contribuisce alla costruzione di una scuola che mira alla formazione di qualità per tutti e che, al tempo stesso, è luogo di relazioni.

Educazione emotiva, perché è utile insegnarla nelle scuole

La novità dell'introduzione delle "life skills" a scuola potrebbe essere particolarmente importante per abbattere fenomeni frequenti nel nostro Paese come bullismo, abbandono e dispersione scolastica.
Inoltre, introdurre l'educazione emotiva come insegnamento potrebbe essere utile per aiutare i più piccoli a gestire meglio le emozioni e l'affettività, soprattutto dopo anni difficili a causa dell'isolamento legato alla diffusione del virus Covid-19.
Le life skills infatti sono competenze trasversali che comprendono tutte le discipline e che non ci sarà l'ora di educazione emotiva oppure di creatività. In particolare, non ci saranno vere e proprie discipline, ma le varie "life skills" saranno considerate attitudini da inglobare nelle varie materie. 
Le life skills, identificate anche dall'OMS (Organizzazione Modiale della Sanità) e raggruppate in tre aree (emotiva, relazionale e cognitiva), sono tutte fondamentali per lo sviluppo armonico del bambino e del ragazzo. Ad esempio, l'educazione emotiva svolge un ruolo fondamentale nella promozione del benessere mentale degli alunni, aiutandoli a riconoscere le emozioni e a prendersi cura di loro stessi e degli altri. 

Life skills nella scuole: il progetto

Il progetto prevede per il momento uno sviluppo su un periodo di tre anni in cui, oltre alle suddette capacità, saranno trasmesse anche nozioni di memorizzazione, facoltà di apprendimento, capacità logica, resilienza, autodeterminazione e molte altre capacità in grado di aiutare i ragazzi ad adattarsi al meglio al mondo in cui viviamo. I docenti coinvolti nel programma verranno adeguatamente formati, in modo da poter trasmettere concetti e competenze ai giovani.
Il progetto è rivolto a una fascia d'età compresa tra i 6 e i 16 anni, in accordo con quanto espresso dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha ideato l'intero progetto.
L'OMS ha riconosciuto in questo programma di insegnamento delle life skills un mezzo con cui conferire ai ragazzi un'educazione e uno spirito critico che ne accrescano facoltà sociali e capacità personali.

Gestione delle proprie emozioni unitamente a capacità di comunicazione sono i principali obiettivi che programma si prefigge.

Fonte di questo articolo:

Senato della Repubblica DDL S. 1601

Revisionato da Sara Sirtori

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