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Educazione finanziaria nelle scuole, sì o no?

di Sveva Galassi - 18.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Da alcuni anni in Italia si dibatte sull'eventualità di introdurre nelle scuole l'educazione economica e finanziaria e attualmente ci sono tre disegni di legge in Senato. Scopriamo di più al riguardo.

In Italia da vari anni si discute sull'eventualità di introdurre nelle scuole l'educazione economica e finanziaria. L'opinione pubblica non è ancora compatta sul tema, mentre molti sostengono invece la necessità di tale insegnamento, che potrebbe trovare spazio nell'ambito della vasta e trasversale disciplina dell'educazione civica. Scopriamo di più al riguardo. 

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Alfabetizzazione finanziaria, tre disegni di legge

Ad oggi vi sono tre disegni di legge riguardanti l'alfabetizzazione finanziaria e discussi in Senato. Il primo e il secondo decreto legge comprendono un programma di formazione per scuole di vario ordine e grado e diretto a varie fasce adulte, mentre il terzo e ultimo, del 2019, se da una parte utilizza i dati importanti che sono stati offerti dalla Banca d'Italia, dall'altra invece pone alcuni quesiti al riguardo.

Inoltre, dal testo dell'ultimo disegno di legge del 2019 (ddl n. 2307) viene fuori l'intenzione di introdurre l'educazione finanziaria nell'insegnamento delle 33 ore annuali dell'educazione civica, le quali sono state previste nella legge 20 agosto 2019, n. 92.

Ad avvalorare questa proposta è intervenuta la Banca d'Italia, mediante le affermazioni del capo del "Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria", Magda Bianco, la quale ha affermato che l'educazione civica è un insegnamento di carattere trasversale obbligatorio nelle scuole e questo renderebbe la proposta dell'alfabetizzazione finanziaria realizzabile in poco tempo. 

«La competenza finanziaria è una competenza specifica, che sembra aggiungersi ai tanti saperi, alle tante sfide a cui dobbiamo preparare i nostri giovani. In un momento di grande difficoltà per la scuola e per il Paese, anche per le conseguenze drammatiche della pandemia, c'è il rischio che sia percepita come non prioritaria, non essenziale», ha chiarito Magda Bianco. 

Alfabetizzazione finanziaria nelle scuole, sì o no?

Secondo i dati riportati dalla Banca d'Italia, la bassa alfabetizzazione finanziaria degli studenti italiani è evidente dalla prima edizione nel 2012 dell'indagine PISA dell'OCSE sui quindicenni. E l'ultima edizione del 2018 confermerebbe la posizione di ritardo del nostro Paese.

«L'indagine segnala come gli studenti acquisiscano la maggior parte delle informazioni di tipo economico e finanziario in famiglia, il che però non può che riprodurre i divari connessi alle condizioni socio-economiche delle famiglie di origine. La scuola non riesce quindi a far superare il divario di competenze legato al background familiare: l'indagine PISA evidenzia infatti che sono proprio gli studenti che provengono da background familiari più svantaggiati che si rivolgono in misura maggiore ai docenti come fonte di informazione sulle questioni economiche e finanziarie», dichiara la Banca d'Italia. 

Resta però un'incertezza: il disegno di legge n. 2307, "Modifiche alla legge 20 agosto 2019, n. 92, concernenti l'introduzione dell'educazione finanziaria nell'ambito dell'insegnamento dell'educazione civica", che propone di inserire l'educazione finanziaria nell'insegnamento dell'educazione civica, potrebbe essere considerato generico, privo di specifici riferimenti alla finanza etica e sostenibile e con troppe possibilità di intepretazione.

Ciò significa che l'idea dell'introduzione dell'educazione finanziaria potrebbe essere certamente quella corretta, ma che occorre forse chiarire meglio determinati punti e dettagliare maggiormente alcuni contenuti. 

Infine, l'alfabetizzazione finanziaria nelle scuole, intesa come disciplina al servizio del benessere della società, rappresenta sicuramente una strada aperta e in salita e che potrebbe portare molti cambiamenti positivi nelle famiglie. 

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