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Il giorno dei morti, cos’è e come spiegarlo ai bambini

di Simona Bianchi - 13.10.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il giorno dei morti si ricordano i cari non più in vita: un'occasione per affrontare con i figli il tema della scomparsa. Cosa dire ai più piccoli

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Come spiegare il giorno dei morti ai bambini

Il giorno dei morti è la festa dedicata al ricordo delle persone care che non ci sono più. Si celebra il 2 novembre, subito dopo Halloween, la vigilia di Ognissanti che si tiene il 31 ottobre, e il primo di novembre che è la festa di Ognissanti, appunto il giorno dei santi. A differenza di Natale, Pasqua o dello stesso Halloween, questa ricorrenza è più solenne e meno gioiosa. Solitamente non si fanno feste, si va al cimitero per portare fiori e lumini sulle tombe dei propri defunti. L'occasione però può essere perfetta per parlare con i propri bambini del tema della scomparsa e della morte. Per farlo, il consiglio è non complicare troppo la questione e non mentire. Magari si può raccontare loro dei nonni che non ci sono più.

Perché si festeggia il giorno dei morti

L'idea di dedicare una giornata alla commemorazione dei defunti avrebbe avuto origine su ispirazione di un rito bizantino che celebrava tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima, all'incirca in un periodo tra la fine di gennaio e il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino sant'Odilone di Vlunt nel 998: con la riforma cluniacense si stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1° novembre per celebrare i defunti, e il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum. Successivamente il rito è stato esteso a tutta la Cheisa cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell'Ordo Romanus del XIV secolo. In ogni caso, sembra che il culto dei morti fosse celebrato sin dalla preistoria come attesterebbero i disegni delle incisioni rupestri della Val Camonica.

Perché novembre è il mese dei morti

Le più antiche commemorazioni dei defunti sembra si tenessero proprio nell'undicesimo mese dell'anno, periodo in cui si celebravano anche alcune feste pagane dedicate alla "morte della natura".

Con l'autunno e l'arrivo dell'inverno, infatti, alberi e fiori appassiscono, la terra diventa priva della sua vegetazione ed entra in una specie di fase dormiente in attesa della primavera. A questo periodo risalgono infatti le feste rupestri e agricole di fine raccolto, legate appunto alla "morte" delle piante. Fin dall'antichità ci sono testimonianze di celebrazioni per ricordare i propri defunti tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre. Nella Genesi, inoltre, proprio in questo periodo si è verificato il Diluvio universale. Il rito per ricordare i propri cari scomparsi è più o meno presente in tutte le civiltà sin dai tempi più antichi, con tradizioni differenti, ma con il medesimo obiettivo di alleviare le sofferenze dei morti affinché avessero influenze positive sui vivi.

Le tradizioni in Italia per il giorno dei morti

Il giorno dei morti è legato a numerose e diverse tradizioni regionali in Italia che variano da Nord a Sud. Per esempio, in Lombardia, la notte tra l'1 e il 2 novembre si lascia un vaso d'acqua fresca in cucina per far dissetare i morti. In Friuli, invece, oltre all'acqua si lascia un po' di pane e un lumino acceso. In Veneto, si usa offrire alla promessa sposa gli "Ossi dei morti", un sacchetto con delle fave in pasta frolla colorata. In Trentino, è d'abitudine lasciare la tavola apparecchiata tutta la notte, dopo che le anime dei defunti sono state richiamate dal suono delle campane. Nelle campagne cremonesi, invece, è comune alzarsi presto e rifare il letto per permettere ai propri cari defunti di riposare. In Sicilia vengono preparati per i bambini dei dolcetti tipici, i "pupi di zucchero", facendogli credere che siano da parte dei cari defunti. In Sardegna, è tradizione che i bimbi vadano per le case a chiedere offerte per i morti come pane, dolci e frutta secca.

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