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I “trucchi” delle maestre per farsi ubbidire dai bambini

di Maria Cristina Renis - 20.09.2021 - Scrivici

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I "trucchi" delle maestre per farsi ubbidire dai bambini: ecco i consigli di 3 educatrici della scuola tradizionale, steineriana e montessori

I “trucchi” delle maestre per farsi ubbidire dai bambini

Il nostro bambino è forse un piccolo dottor Jekill e signor Hyde? No, tranquille, non ha certo una doppia personalità come il celebre protagonista del romanzo di Stevenson, ma solo un diverso modo di reagire alle regole e agli adulti di riferimento, cioè genitori e maestre. Ma perché? Siamo forse inadeguate al ruolo di mamme e le maestre d'asilo hanno una marcia in più? E quali sarebbero i loro "segreti"? Come fanno loro a gestire una classe di 28 bambini se noi, a volte, non siamo in grado di gestirne uno solo, per di più nostro figlio? Per capire meglio quali sono le armi che le educatrici utilizzano in classe per farsi ascoltare, e come si pongono di fronte al bambino con un problema, abbiamo intervistato tre maestre di scuola materna che fanno riferimento a tre diverse discipline pedagogiche: quella tradizionale, quella steineriana e quella montessoriana. Vediamo nel dettaglio le loro risposte e quali sono i loro trucchi per farsi ubbidire dai bambini.

In questo articolo

Il bambino si rifiuta di riordinare i giochi

Cosa fare se il bambino non vuole riordinare i giochi?

"Quando è il momento di rimettere a posto i giochi prima di tutto attiro l'attenzione dei bambini battendo le mani e poi li invito a riordinare" ci racconta Ilaria Violi, maestra della scuola d'infanzia Rossello di Milano.

"Nel nostro asilo si riordinano i giochi più volte al giorno" dice Pina Faleni dell'asilo Rudolf Steiner di Milano. "Ma non è necessario alcun richiamo perché rientra in un gesto abituale: secondo la nostra impostazione pedagogica, infatti, la giornata è scandita dalla ritualità, e la quotidianità dei gesti ripetuti non dà necessità di richiami o rimproveri, implica l'azione come naturale e spontanea.

"Tenere in perfetto ordine il materiale mette ordine nel campo percettivo del bambino" racconta Eleonora Vitrugno, maestra della Casa dei Bambini Maria Montessori di via Arosio a Milano. "Dare al materiale un posto fisso, infatti, presentare ogni lavoro a ciascun bambino prendendolo da dove si trova e, dopo aver mostrato come si esegue, riporlo al suo posto, offre al bambino lo spunto dell'imitazione, concetto attraverso il quale il bambino apprende. I materiali sono esposti alla libera scelta del bambino e collocati alla sua portata di mano, quindi riesce a farlo da solo. Se proprio non vuole riordinare lo invito a farlo insieme,

Non sa condividere i giochi

Non sempre i bambini condividono i giochi volentieri. Cosa fare, dunque?

"In genere mi metto a giocare insieme a lui cercando di pormi come mediatrice tra lui e l'altro bambino, oppure proponendo loro uno scambio di giochi: per esempio tu ora giochi con la macchinina e tu invece con il peluche, poi li scambiate", spiega Ilaria Violi.

All'asilo Steiner si lavora molto sui concetti di attesa e di consolazione, cioè "aspetta e poi sarà il tuo turn. In queste occasioni si fa appello al bambino più grande al quale si spiega con calma il saper attendere che il più piccolo finisca di giocare" racconta Pina Faleni.

"Nelle classi della Casa Dei Bambini c'è un solo esemplare di ogni materiale di lavoro (per esempio incollature, ritagli, cuciture, ecc.), quindi se un bambino si è accostato alla scatola del punteggio e un altro la vuole, deve aspettare che il compagno abbia terminato di utilizzarlo e che lo riponga al suo posto" spiega Eleonora Vitrugno.

Non mangia in modo composto

Ecco i consigli delle educatrici per insegnare ai bambini a mangiare in modo composto.

Ilaria Violi spiega che il ruolo della maestra in queste occasioni è determinante perché deve spiegare l'azione corretta e spronare i piccoli all'imitazione, convincerli che si fa così, insistendo giorno dopo giorno.

I bambini sanno che a tavola si osservano delle regole precise, per esempio "il silenzio è d'oro al tavolo del re", oppure dopo si aiuta a sparecchiare con armonia, non si butta via il cibo, spiega Pina Faleni che ribadisce quanto l'educazione e il rispetto delle regole siano anche frutto della ripetitività quotidiana di azioni corrette".

Infine, Eleonora Vitrugno spiega: "A tavola si devono osservare delle regole precise, ma affinché le regole vengano accettate è necessaria la totale condivisione e la coerenza genitori/scuola".

Mio figlio è prepotente e aggressivo

Può capitare che il bambino si mostri prepotente e aggressivo, come intervenire?

Ilaria Violi spiega che probabilmente questo atteggiamento nasce da un disagio che è bene indagare insieme ai genitori. In genere comunque "se si comporta in modo provocatorio con l'adulto, cerco di ignorare e tenere duro".

"Un comportamento scorretto è indice di un problema personale del bambino" spiega Pina Faleni. "Bisogna prima di tutto capire con i genitori il motivo che lo porta a comportarsi così".

"Un consiglio che trovo utile dare ai genitori è quello di stabilire poche regole, chiare, coerenti e ragionevoli e di farle rispettare", chiarisce Eleonora Vitrugno.

Non vuole andare all'asilo

Infine vediamo cosa fare se il bambino non vuole andare all'asilo.

Ilaria Violi consiglia alla mamma di dimostrarsi decisa nel salutarlo affidandolo alla maestra, perché il bambino avverte immediatamente la tensione della madre.

Pina Faleni ci spiega che "La ritualità dei gesti è fondamentale per dare fiducia al bambino", ma se ciò non bastasse è consigliabile rimandare l'iscrizione di un anno.

Eleonora Vitrugno, invece, cerca di invitarlo a entrare attraendolo con qualche attività che potrebbe piacergli.

Revisionato da Francesca Capriati

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