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Integrazione dei bambini ucraini nelle scuole, indicazioni utili

di Sveva Galassi - 26.04.2022 - Scrivici

ucraina
Fonte: Shutterstock
Con l'obiettivo di favorire il benessere dei minori dell'Ucraina in fuga dalla guerra e giunti da poco in Italia, il Ministero dell'Istruzione ha offerto indicazioni utili per l'integrazione nelle scuole dei bambini ucraini. Scopriamo di più al riguardo.

L'emergenza mondiale legata alla guerra russo-ucraina ha causato una fuga di numerose persone dall'Ucraina: molte di queste ultime sono giunte in Italia.

In base agli ultimi dati rilevati, il Ministero dell'istruzione riporta la presenza di circa 91.137 rifugiati ucraini in Italia, di cui 33.796 minori, molti dei quali sono stati accolti nelle scuole del sistema nazionale di istruzione. 

Con l'obiettivo di favorire il benessere di bambini e adolescenti ucraini da poco giunti in Italia, il Miur ha pubblicato alcuni documenti e importanti indicazioni operative per l'accoglienza scolastica. Scopriamo di più al riguardo.

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Integrazione di bambini ucraini nelle scuole

Sempre secondo il MIUR, dei minori ucraini giunti in Italia 3728 bambini sono stati inseriti nella scuola dell'infanzia, 8196 nella scuola primaria, 4203 ragazzi nella scuola secondaria di primo grado e 1530 in quella di secondo grado.

Ricordiamo che l'articolo 45 del Regolamento attuativo del Testo Unico sull'immigrazione, decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, stabilisce che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione e sono soggetti all'obbligo scolastico, indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.

Soprattutto in questa situazione le istituzioni scolastiche sono chiamate a gestire la delicata fase di accoglienza dei profughi in età scolare e ad assicurare loro accesso ai servizi educativi, scolastici e formativi, in modo che a tutti sia garantito proseguire il percorso di istruzione nel sistema scolastico italiano.

Tanti bambini e adolescenti ucraini sono dunque già in Italia ed è fondamentale che adesso venga posta particolare attenzione da parte delle scuole al processo di integrazione che li riguarda e coinvolge.

Integrazione dei bambini ucraini nelle scuole italiane, indicazioni utili

Un altro documento pubblicato nel mese di marzo dal Miur fa chiaramente riferimento alla necessità di avere un adeguato supporto psicologico, richiesto a causa di prevedibili ricadute traumatiche sui più piccoli determinate dalla gravità e dalla repentinità degli eventi legati alla guerra.

Inoltre, fondamentale è che il personale scolastico possa essere affiancato da mediatori linguistici e culturali in grado di favorire l'interazione e la comunicazione con gli studenti ucraini.

Come evidenzia il MIUR e soprattutto in questa occasione, a distanza di 50 anni dall'inizio della trasformazione dell'Italia in Paese di immigrazione è importante assumere uno sguardo diverso, interpretando i soggetti provenienti da contesti migratori non più come portatori di bisogni, ma come portatori di diritti e di doveri.

Ecco alcune fondamentali indicazioni relative al processo di integrazione di bambini e adolescenti ucraini e, in generale, appartenenti ad altre nazionalità nelle scuole italiane.

  1. Valorizzare il patrimonio linguistico e culturale degli alunni provenienti da contesti migratori, dando cittadinanza al plurilinguismo e al pluralismo religioso, superando una concezione che interpreta le culture e le identità come realtà statiche, o folkloristiche. «Troppo spesso, infatti, una malintesa educazione interculturale è condizionata da una visione folklorica, essenzialistica e relativistica di esaltazione della differenza culturale in quanto tale, anziché da una visione costruttivista della diversità», riporta il documento del Ministero.
  2. Sostenere reti tra scuole, centri di educazione degli adulti, centri educativi ed associazioni, intese come spazi di relazione che favoriscono la riflessione critica sulle prassi educative attuate e l'elaborazione e realizzazione di attività che si rivolgono a tutta la popolazione, ripensando in primo luogo la scuola e l'educazione come luoghi privilegiati di mediazione interculturale.
  3. Promuovere l'incontro e favorire occasioni di confronto e conoscenza reciproca, per facilitare il passaggio da una situazione di multiculturalità, con la semplice convivenza fra diverse culture, ad un'autentica situazione di interazione, accettazione e scambio. L'approccio interculturale è un modo per rispettare e valorizzare la diversità alla ricerca di valori comuni che permettano di vivere insieme.

Infine, segnaliamo che sul sito del MIUR sono disponibili risorse didattiche e vari materiali per l'accoglienza e l'apprendimento.

Ci auguriamo che bambini e ragazzi in fuga dalla guerra possano superare le difficoltà vissute e proseguire nel migliore dei modi il loro percorso scolastico ed educativo.

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