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Maria Montessori: oggi si festeggia il 150esimo anniversario

di Irma Levanti - 31.08.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il 31 agosto 1870 nasceva a Chiaravalle (Ancona) una delle più grandi pedagogiste di tutti i tempi, la prima a vedere nel bambino il "maestro", il "padre dell'uomo", il costruttore ideale di un futuro di pace. 

Chiaravalle, in provincia di Ancora, 31 agosto 1870: sono il luogo e la data di nascita di Maria Montessori, tra le più importanti pedagogiste di tutti i tempi, di cui appunto oggi si celebra il 150esimo anniversario dalla nascita. Una celebrazione importante, punteggiata da vari eventi in tutto il mondo, Covid permettendo: un grande convegno internazionale che avrebbe dovuto aver luogo a Roma in ottobre, per esempio, è stato rinviato a ottobre 2021.

In questi giorni ovunque si stanno ricordando la vita, il pensiero, gli scritti di Montessori, che è sì nota per la sua rivoluzionaria proposta pedagogica, ma è stata anche tra le prime donne medico in italia, impegnata femminista, candidata al premio Nobel per la pace. A proposito: per saperne di più si può leggere la recente biografia pubblicata di recente da Cristina De Stefano, Il bambino è il maestro (Rizzoli, 2020).

Il boom Montessori

In Italia e nel mondo negli ultimi anni si è parlato moltissimo di Montessori: sono stati pubblicati libri e intere collane editoriali, sono stati realizzati serie tv e documentari, i negozi di giochi e di librerie si sono riempiti di materiali Montessori, si sono moltiplicate le associazioni di genitori montessoriane e sono anche cresciute di numero le scuole materne e primarie montessoriane (pubbliche, private o parentali). Ma qual è davvero il cuore del messaggio Montessoriano?  

La più potente macchina d'apprendimento dell'Universo

La vera, grande scoperta di Maria Montessori non è altro che il bambino. Grazie al rigore scientifico della sua osservazione (non dimentichiamo che prima ancora di essere pedagogista, Montessori è scienziata), scopre cioè che il bambino non è un piccolo incapace, un "vuoto da riempire", un essere inferiore al quale riservare scarsa attenzione nell'attesa che diventi finalmente grande.

Al contrario, per Montessori il bambino è la più potente macchina per l'apprendimento dell'Universo, e lo dimostra la velocità con cui, in soli due anni dopo la nascita, acquisisce qualcosa di tanto complesso come il linguaggio. Non a caso lei parla di bambino come "padre dell'uomo", perché è proprio a partire dalle esperienze che vive nei primi anni di vita il bambino costruisce l'adulto che diventerà.

E parla anche di bambino costruttore di pace, perché solo dando alla possibilità al bambino di sviluppare pienamente le sue potenzialità (senza tarpargli continuamente le ali, come in genere facciamo ancora oggi), in un ambiente pieno di ordine, serenità e bellezza, il bambino potrà finalmente, diventato adulto, costruire quella pace generale a cui tanto aneliamo. 

"Io prego i cari bambini che tutto possono di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo". Epitaffio sulla tomba di Maria Montessori, nel cimitero di Noordwijk aan Zee (Paesi Bassi). 

I principi fondamentali del "metodo"

Il bambino al centro

Alla base del pensiero pedagogico montessoriano c'è l'idea che il bambino debba essere reso protagonista assoluto della sua educazione. Come? Preparando un ambiente e stimoli adatti a rispondere i suoi vari bisogno di sviluppo, che sono innati in ogni bambino. Sono i cosiddetti periodi sensitivi, "periodi finestra" nei quali il bambino viene istintivamente guidato verso determinati stimoli ambientali. Montessori distingue per esempio periodi sensitivi per il movimento, l'ordine, il linguaggio, la matematica e così via. 

Così, nei nidi, nelle case dei bambini e nelle scuole Montessori si cerca di assecondare il desiderio del bambino - di ogni singolo bambino, perché ciascuno è diverso dall'altro - a concentrarsi su di un particolare stimolo proprio nel momento in cui manifesta attenzione verso quello stimolo. Che sia l'allacciatura delle scarpe, il lavaggio di una bambola, la costruzione di una torre di cubi o, più avanti, la lettura o l'attività matematica. 

Se questa è la teoria, la pratica del metodo si muove attorno a quattro cardini fondamentali: l'ambiente, i materiali, l'insegnante, il movimento. 

L'ambiente

Deve essere ordinato, gradevole (sui tavolini apparecchiati per il pranzo non dovrebbe mai mancare una piantina fiorita), sobrio, in modo da non confonderlo. 

I materiali di sviluppo

Sono materiali ideati dalla stessa pedagogista che permettono al bambino di cominciare a fare esperienza fisica e sensoriale di concetti, per poi passare alla concettualizzazione astratta. ANche questi devono essere gradevoli, per attirare i bambini, e devono possedere la capacità di autocorrezione, in modo che il bambino possa accorgersi da solo se li sta usando in modo corretto. Molto famosi sono i materiali per la matematica. 

L'insegnante

Centrale anche il ruolo dell'insegnante, che è tuttavia molto diverso rispetto al ruolo dell'insegnante tradizionale. L'insegnante Montessori non spiega dall'alto della cattedra (anche se soprattutto per i bimbi più grandi sono previsti momenti di spiegazione frontale), non dà voti, non premia o punisce ma osserva ogni bambino per capire cosa lo interessa e di cosa ha bisogno per sviluppare il proprio potenziale, offrendogli di conseguenza materiali adeguati.

Il movimento

Anche questo è fondamentale nel metodo Montessori, perché la pedagogista sapeva che il movimento è connaturato al bambino ed è anche la via attraverso la quale il bambino impara, come stanno mostrando i risultati della più recente ricerca neuroscientifica. Quindi in una classe Montessori i bambini non sono obbligati a stare seduti al banco ma possono muoversi per andare a prendere o riperre le attività, per manipolarle, per bagnare i fiori o magari andare in corridoio a leggere un libro in tutta tranquillità.  

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