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Matematica e bambini piccoli: quando iniziare?

di Rosy Maderloni - 06.10.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Da troppo difficile ad astratta: spesso la matematica genera nei bambini della scuola primaria una certa diffidenza. Ma può dipendere forse dal fatto che non ci si è avvicinati ai numeri prima? Non è mai troppo presto per iniziare ad avvicinarsi ai numeri e generare quella confidenza sin dalla primissima infanzia che sarà di grande aiuto nel contesto scolastico. Risponde Silvia Elena Benavides Varela, ricercatrice del Babylab del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione - DPSS dell’Ateneo di Padova.

Matematica e bambini piccoli: quando iniziare?

Quale che sia l'origine dell'astio che alcuni studenti provano verso la matematica come materia scolastica, c'è di fondo un fraintendimento di partenza. Ossia quello che i numeri vadano subiti, accettati, studiati a menadito invece che più semplicemente conosciuti, avvicinati. Quel che si palesa come un possibile problema intorno a 6 anni potrebbe avere origini più antiche, ossia una scarsa "frequentazione" dei numeri già nella primissima infanzia.

Esiste un falso mito che vuole che sia una mera questione di concentrazione, rispetto delle regole e di rigore a caratterizzare il proprio rapporto con i numeri a dispetto di altre discipline più artistiche orientate all'espressione creativa, quella che si tende a privilegiare nei primi anni di vita. Eppure, nella risoluzione di problemi, nell'utilizzo delle formule e poi più avanti nello studio degli argomenti più complessi si fa esperienza di come diverse strade possano portare allo stesso, corretto, risultato. La capacità immaginativa, insomma, c'entra tutta anche qui.

Un (bel) po' di responsabilità noi adulti ce l'abbiamo a riguardo se sono soprattutto le bambine a vivere con preoccupazione lo studio delle discipline scientifiche e se un'autostima fragile gioca un ruolo importante nell'approccio insicuro al mondo numerico, com'è stato dimostrato in diverse ricerche.

In che modo i genitori, allora, possono provare ad accendere nei più piccoli una naturale curiosità verso questo ambito della conoscenza che poi sì, nell'età adulta, diverrà fondamentale in tanti aspetti della vita quotidiana, ma con la consapevolezza che non è mai troppo presto per giocare con numeri e quantità? Ne parliamo con Silvia Elena Benavides Varela, ricercatrice del Babylab del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione - DPSS dell'Ateneo di Padova.

In questo articolo

Da che età si può iniziare ad avvicinare i bambini ai numeri e alla matematica?

Da che età si può iniziare ad avvicinare i bambini ai numeri?

"Innanzitutto, riflettiamo sul concetto di matematica e di come siamo abituati a pensarla in quanto materia scolastica – premette la docente di Psicologia dello Sviluppo -. Le ricerche, però, ci hanno fatto scoprire che la capacità di comprendere i numeri è una dotazione della natura che ci riguarda sin dalla nascita. Anche i neonati sono in grado di distinguere, non contare ovviamente, una quantità di oggetti nell'ambiente e si accorgono dei cambiamenti se questa quantità aumenta o diminuisce, ad esempio come il numero di persone nella stessa stanza. Questo potrebbe derivare dal fatto che gli esseri umani, come altri animali, hanno bisogno di stabilire un rapporto con la numerosità: ad esempio per capire dove c'è più o meno cibo o dove si nascondono più o meno predatori, discernere le quantità quindi per la propria sopravvivenza.

Abbiamo quindi tutti una certa capacità per distinguere le diverse numerosità di oggetti e suoni. Questa capacità va poi nel tempo acquisendo differenze individuali e già nell'età prescolare esistono test in grado di misurare i prerequisiti delle competenze matematiche che poi l'individuo maturerà durante il percorso formativo fino agli studi superiori. Ma come emergono queste differenze? Quanto si è provato ad avvicinare i più piccoli ai vocaboli del mondo matematico? La questione culturale diventa allora molto importante".

Come avvicinare i bambini ai numeri nella prima infanzia

"Iniziamo da subito, anche dalle primissime interazioni col bambino – commenta Benavides -. Così come è largamente condiviso tra i genitori che a 6 mesi va bene leggere un libro per i propri bambini sapendo che non sarà in quel momento che impareranno a leggere ma si abitueranno all'ascolto, perché non farlo con i numeri? Indichiamo il numero degli oggetti presenti nell'ambiente, utilizziamo il linguaggio dei numeri con il quale il bambino imparerà ad associarlo ad abilità via via più complesse".

Giochi divertenti per imparare i numeri con bambini di 4 anni

"Coinvolgiamo i bambini nelle attività domestiche e nelle azioni di ogni giorno. Ad esempio:

  • Se stiamo cucinando e oro sono vicino a noi oppure se vogliamo proprio preparare una ricetta insieme a loro, soffermiamoci sulle dosi e sulla misurazione degli ingredienti. A questa età non comprenderanno cosa siano 150 grammi di farina ma famigliarizzeranno con questa unità di misura anche associandola a un certo quantitativo visibile di materiale.

  • Quando saliamo o scendiamo le scale contiamo sempre i gradini sottolineando che ogni gradino fatto è stato aggiunto mentre ogni scalino che manca sarà sottratto a quanti ne restano per finire la rampa: intuitivamente si prepara i bambini a ragionare sulle prime semplici operazioni come addizione e sottrazione".

Giochi divertenti per imparare i numeri con bambini di 5 anni

Di pari passo con quanto viene svolto alla scuola dell'infanzia, i bambini avranno acquisito una conoscenza minima dei numeri. A quest'età (ma sicuramente anche negli anni precedenti e successivi) i l'elemento del gioco è molto utile:

  • I giochi di tavolo che forse oggi si usano di meno, portano il grande vantaggio di lavorare con i numeri, contare le caselle dopo aver lanciato i dadi, ad esempio) in condivisione con altri compagni di gioco. Un esempio su tutti è il Gioco dell'oca: i genitori, ad esempio, in questa attività possono essere importanti veicoli perché possono mostrare quanto per loro questa materia sia importante e che approccio hanno.

  • I giochi di carte spesso prevedono l'uso dei numeri per raggiungere lo scopo del gioco.

  • Alcuni giochi digitali sono stati validati anche da ricerche in quanto dimostrano l'efficacia perché in grado, ad esempio, di aiutare a formulare una linea numerica mentale, a imparare la progressione.
    Ecco alcuni esempi: la Gara dei Numeri, Lola's World o NumberBeads

 

Imparare ad amare la matematica con i bambini della scuola primaria

"Negli anni della scuola elementare può manifestarsi quella che anche la letteratura chiama "ansia da matematica"– aggiunge Benavides Varela -: è una forma di ansia per la propria capacità di fare matematica e che si può presentare nei bambini con diversi sintomi, tra cui sudorazione, mal di pancia, agitazione, ecc. Spesso deriva dall'idea di dover arrivare a una unica risposta giusta, ricorrendo magari a un metodo imparato a memoria. Quest'ansia incide sulla prestazione e più ansia insorge nel bambino e meno gli risulterà facile riuscire nel compito da svolgere.

Cosa non fare. "Ci sono approcci controproducenti che possono allontanare il bambino dal gusto per queste materie, soprattutto nei primi anni della primaria quando è l'adulto a essere preoccupato se nota che il figlio può apparire lento o poco concentrato rispetto ai compiti. In questi casi è consigliabile cercare il giusto equilibrio nel supporto dopo-scuola. Eventuali attività aggiuntive andrebbero regolate, considerando che il bambino già fatica con quanto viene assegnato a scuola e compiti aggiuntivi potrebbero renderlo ancora più stanco".

Cosa fare. "Anche in questo caso sono i giochi a sfondo matematico che possono venirci in aiuto: farli giocare 15 minuti al giorno desterà l'attenzione e l'interesse senza che giunga la stanchezza. Giochi da tavolo, giochi in cui occorra contare i punti o il numero di carte. Se il bambino invece è seguito da uno specialista che sta facendo un lavoro sulle competenze da potenziare come l'attenzione, la memoria di lavoro o la concentrazione, allora utilizzerà dei supporti studiati appositamente a tale scopo, oltre ad aiutarlo con aspetti più inerenti alla materia scolastica. Il professionista lavora concentrandosi sui punti di forza che in un bambino emergono da una valutazione delle sue capacità cognitive".

La discalculia. "Infine, anche la discalculia può avere un ruolo. In Italia può essere diagnosticata non prima della terza elementare ma questo non significa che occorra aspettare quel momento per lavorare su come potenziare la competenza matematica stimolando le capacità del bambino".

L'intervistata

Silvia Elena Benavides Varela è ricercatrice del Babylab del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione - DPSS dell'Ateneo di Padova.

 

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