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Metodo Opol per bambini bilingue

di Penelope Greco - 28.06.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il metodo Opol consiste nel fatto che ogni genitore parli una lingua diversa con il bambino, in modo da rinforzare il suo apprendimento. Vediamo come fare

Se hai letto sui metodi per crescere i bambini bilingui, probabilmente hai sentito parlare del metodo OPOL, (Una persona, una lingua), che è una delle strategie linguistiche più popolari. L'OPOL è esattamente come sembra, ogni persona parla una lingua (di solito la loro lingua madre) al proprio figlio. Che si tratti di un genitore, un nonno, un altro membro della famiglia, un amico o un insegnante, è lo stesso approccio. 

In questo articolo

Metodo OPOL: in cosa consiste

Con OPOL, ogni persona parlerà nella propria lingua madre, tuttavia per i genitori che parlano più lingue di solito scelgono quella che conoscono meglio, la lingua a cui sono più legati emotivamente.

L'OPOL può anche servire con persone non madrelingua in cui un genitore parla un'altra lingua e vuole trasmetterla ai propri figli. Anche se non sono madrelingua, alcuni genitori che sono abbastanza fluenti possono scegliere di parlare la loro seconda lingua piuttosto che la loro lingua madre affinché i loro figli la imparino.

Il metodo OPOL funziona davvero?

Sebbene nessun metodo possa garantire il successo del bilinguismo, la ricerca condotta da Annick De Houwer che ha studiato più di 2000 famiglie, ha concluso che il 75% dei bambini cresciuti con l'approccio OPOL è diventato bilingue. Perché il metodo OPOL abbia successo, ci deve essere coerenza. Ogni persona deve attenersi a una sola persona, una regola linguistica quando parla con tuo figlio e non passare mai a un'altra. Inizialmente i bambini di solito si mescolano e rispondono nella "lingua sbagliata", tuttavia, con coerenza inizieranno ad associare le persone alle lingue e inizieranno a capire con quale persona dovrebbero parlare, in quale lingua.

Quali sono i problemi con il metodo OPOL?

Uno dei problemi principali con l'OPOL è che può essere difficile attenersi a una sola lingua. Quando sei in un gruppo di amici, o fuori, ad esempio dove altri non parlano la lingua, potresti sentirti a disagio o maleducato parlando con tuo figlio in una lingua che nessun altro può capire. Tuo figlio potrebbe anche sentirsi in imbarazzo e rifiutarsi di parlare con te di fronte ad altre persone.

L'altro problema principale con l'OPOL è che di solito c'è una lingua che ottiene più visibilità, il che significa che ci sarà una lingua più forte dell'altra. Nelle famiglie bilingue spesso i bambini si trovano in un ambiente linguistico misto. Mentre per la lingua maggioritaria questo non è troppo preoccupante, il genitore, o la persona, che parla la lingua minoritaria dovrà lavorare di più per dare più visibilità alla propria lingua.

Quando iniziare

l periodo migliore per apprendere una seconda lingua va dalla nascita all'età prescolare, periodo in cui il cervello è ancora plastico e ricettivo, sostiene Psychology Today. Più i bambini sono piccoli più è facile per loro apprendere un'altra lingua, in modo molto naturale e spontaneo, senza accenti stranieri, quindi come fossero madrelingua. Diversi studi in materia hanno in realtà dimostrato che un bambino che impara due lingue differenti contemporaneamente pronuncia le sue prime parole nello stesso momento in cui lo fa un bambino monolingue e che comincia a combinare le parole nel periodo di tempo che va da uno a due anni di età, esattamente come i bambini monolingue.

Vantaggi del bilinguismo

È stato dimostrato infatti che,  oltre a migliorare concentrazione e creatività, il bilinguismo può contribuire persino a ritardare di 4 o 5 anni i sintomi della demenza e dell'Alzheimer.

Effetti positivi che sarebbero visibili già prima dell'anno di età, come emerso da uno studio della University of Washington, poi pubblicato su Developmental Science. La ricerca ha infatti dimostrato che, già a 11 mesi, il cervello dei bambini risulterebbe particolarmente sensibile al suono di due lingue, andando ad attivare  quelle aree associate alle cosiddette funzioni esecutive, come problem solving e attenzione.

Secondo un'indagine americana pubblicata dalla CNN, essere bilingue rappresenta una delle skill più richieste dalle grandi aziende e i lavoratori bilingue riescono addirittura a guadagnare il 20% in più rispetto a coloro che fanno soltanto riferimento alla lingua madre. Secondo una ricerca della American Academy of Pediatrics i bambini sono dotati di una predisposizione innata per l'acquisizione del linguaggio. L'apprendimento simultaneo di due lingue a quanto risulta non ha alcuna controindicazione sulle condizioni psicologiche dei bambini e non produce effetti indesiderati. 

Ecco infine i benefici di un'educazione bilingue in età infantile secondo gli esperti:

  • Migliora l'attività cerebrale: diversi studi dimostrano come il bilinguismo abbia effetti positivi sul cervello dei bambini, che riesco ad adattarsi meglio all'ambiente circostante.
  • Sviluppa le capacità di problem solving: l'abitudine a rapportarsi in due lingue permette alla mente dei più piccoli di affrontare senza timore i cambiamenti e cercare nuove soluzioni.
  • Permette di apprendere in maniera più facile altre lingue: il bambino bilingue sviluppa naturalmente una conoscenza più approfondita della struttura linguistica.
  • Favorisce l'attenzione e la concentrazione: l'educazione bilingue impone di esercitare continuamente un'attenzione selettiva, sviluppando ulteriormente la capacità di concentrazione.
  • Aumenta l'empatia: diversi studi hanno dimostrato come i bambini che parlano più lingue hanno una maggiore empatia e un rispetto verso le differenze altrui.
  • Dà un boost alla carriera: arricchire il proprio curriculum con la lingua inglese è fondamentale per avere nuove opportunità lavorative.
  • Stimola la creatività: l'educazione bilingue stimola il pensiero creativo e la manualità del bambino.

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