Home Bambino Istruzione

Pause attive: cosa sono e come farle a scuola

di Stefano Padoan - 14.12.2022 - Scrivici

pause-attive-cosa-sono
Fonte: Shutterstock
Pause attive: cosa sono? I consigli degli esperti per una scuola che metta al centro il movimento come elemento utile per la salute e l'apprendimento dei bambini

In questo articolo

Pause attive: cosa sono e come farle a scuola

Una delle critiche più frequenti alla scuola italiana è che tiene seduti al banco gli studenti per troppe ore. Un limite che è emerso in tutta la sua forza durante il Covid, quando tutta la vita dei ragazzi e delle ragazze è divenuta statica per le limitazioni imposte. Il movimento, però, migliora i processi di apprendimento: ecco perché si parla sempre più spesso di "Pause Attive". Raffaela Mulato e Stephan Riegger, autori di "Pronti? Facciamo Una Pausa!" (La Meridiana, 2022) ci spiegano cosa sono e ci offrono consigli per fare pause che ricarichino davvero i bambini.

Perché il movimento aiuta l’apprendimento

«I bambini di oggi - esordisce Raffaela Mulato - sono immobili in una scuola immobile/statica e vivono in contesti urbani immobilizzanti; e il Covid ha danneggiato le competenze motorie di una generazione: abbiamo insomma bambini sempre più alienati e sedentari».

Eppure le neuroscienze dicono che la dimensione del movimento è centrale nello sviluppo motorio e intellettuale di un bambino: «È facile osservare - spiega Stephan Riegger - che gli studenti che arrivano a scuola a piedi invece che in auto, avendo ossigenato il cervello, sono più svegli e attivi. Una ricerca di inizio anni 2000 compiuta a livello europeo su 3000 alunni ha dimostrato poi che lo sviluppo di competenze motorie come l'equilibrio vanno ad incrementare memoria e concentrazione e stimolano le abilità linguistiche, matematiche e relazionali».

Non a caso la Carta di Toronto per l'Attività Fisica dell'OMS del 2010 consiglia almeno 3 ore al giorno di motricità per i bambini fino a 6 anni e almeno 1 ora fino ai 10 (oggi non arriviamo neanche ai 30 minuti).

Cosa sono le Pause Attive

Abbiamo perso di vista, insomma, cosa è davvero importante per i nostri bambini: lo sappiamo però che nella prima fase della vita di un essere umano la relazione con il mondo avviene attraverso il movimento.

«Gli insegnanti non si ricordano che gli alunni non hanno solo la testa, ma in questi anni la curva dell'attenzione è crollata da 15 a 8 minuti: è inefficace perseverare con il metodo di insegnamento frontale», ci spiega Raffaella Mulato.

Le Pause Attive sono dunque microattività di 3-5 minuti che strutturano la lezione per soddisfare le esigenze fisiche dei ragazzi: il bisogno di movimento. Possono essere attivate dal docente sensibile

  • se si accorge che la classe ne ha bisogno (per riattivare la concentrazione se sono stanchi e distratti o prima di un compito; per rilassarli se sono nervosi e agitati)
  • o richieste dagli alunni.
  • Possono anche essere pianificate ogni 20 minuti per scandire i ritmi della giornata.

I benefici delle Pause Attive

«Il primo testo che parla di "pause attive" è del 1971 - rivela Riegger - e da allora esperienze pedagogiche in tutta Europa hanno confermato la loro efficacia, riconosciuta nel 2019 anche dal Ministero della Salute». 

I benefici principali sono:

  • Aumentano i minuti di attenzione. Un docente che pensa di "perdere tempo" proponendo una Pausa Attiva sbaglia: «In realtà lo guadagnano, perché abbiamo osservato che i livelli di attenzione possono passare da 10 fino a 30 minuti» spiega Mulato.

  • Responsabilizza gli studenti. Il fatto di poter chiedere una pausa risponde alla domanda di autonomia da parte dei bambini, educandoli poco a poco all'auto-percezione del loro stato fisico ed emotivo: «Gli alunni vengono legittimati a esprimere le loro esigenze apertamente, senza arrivare agli estremi di cominciare a disturbare o chiedere di andare in bagno per strappare qualche minuto di pausa. Ciò li rende protagonisti e consapevoli che possono agire all'interno dell'aula per contribuire al benessere proprio e collettivo: la responsabilità di ciò che succede in classe è anche loro».

  • Abbassano lo stress degli insegnanti. È la salute di tutto il sistema scolastico a giovarne: «Con uno strumento di dialogo e negoziazione con la classe, anche i docenti si fanno dominare meno dall'ansia dei contenuti e dei programmi».

Idee di pausa attiva alla scuola dell’infanzia

Per fare della propria scuola una "Scuola in Movimento" basta adottare nella routine scolastica dei semplici esercizi che si possono fare in classe o fuori, con attrezzi o senza. E legarli anche alla didattica attraverso narrazioni o altre strategie: «Alla scuola dell'infanzia ad esempio potete far muovere i bambini facendoli ispirare al tempo atmosferico con un gioco di ruolo: sole, pioggia, vento… La "Danza delle dita" invece aiuta la motricità fine, la concentrazione ed è propedeutica al pensiero matematico: numerate le dita delle mani da 1 a 10 e fatele poggiare sul banco. I bambini dovranno sollevare il dito corrispondente al numero che dirà la maestra, la quale via via creerà anche delle combinazioni di numeri per far sollevare contemporaneamente più dita».

Idee di pausa attiva alla scuola primaria

Alle scuole primarie si possono pensare anche a pause di 10 minuti in tutto, calcolando anche il tempo di spostare i banchi contro il muro per creare uno spazio al centro dell'aula. Ci sono però anche attività che permettono di variare le posizioni sedute come la "Raccolta delle mele": «Fate chiudere gli occhi ai bambini e, immaginando di stare sotto un albero, fate loro sollevare i piedi da terra. Ora, facendo respiri profondi, fate loro allungare le braccia il più in alto possibile, prima una e poi l'altra, per poi mettere le mele "raccolte" nei cestini immaginari posti a destra e a sinistra accanto alla sedia. In questo modo, in poco spazio, allenano l'equilibrio, fanno stretching e dei piegamenti con rotazioni del busto».

Idee di pausa attiva alla scuola secondaria di primo grado

Per i ragazzi delle scuole medie, in fase di crescita e di cambiamenti ormonali, servono attività di rilassamento e esercizi anche all'aperto per sfogarsi di più. «La "Gara di cavalli" è invece un'attività che si può fare anche al chiuso: dividete gli alunni in fantini e pubblico e designate un telecronista che racconterà la gara.

A seconda della velocità dei cavalli i fantini battono le mani sulle cosce più o meno velocemente e poi si muoveranno a seconda dei "comandi" del conduttore: curve, salti, sorpassi. Il pubblico invece, a questi stessi comandi, reagisce: si alza in piedi a un sorpasso, rumoreggia con la bocca a una curva, fa un salto in caso di cadute. Soprattutto per questa fascia d'età le Pause Attive hanno anche un valore relazionale tra compagni e con l'insegnante, che sorprende i ragazzi mostrandosi attenta ai loro bisogni e cambiando leggermente ruolo in queste occasioni».

Gli intervistati

Raffaela Mulato, docente di geografia, svolge attività di consulenza nel campo dell'educazione ambientale e alla cittadinanza attiva, della progettazione e della pianificazione urbanistica e ambientale partecipata. Ha fondato l'Associazione Moving School 21 (che ha 20 anni di esperienza sul movimento in classe in tutta Europa) ed è autrice di testi sulla progettazione partecipata con i bambini e sul rapporto bambini-educazione-spazio-città.

Ha scritto con Stephan Rigger "Pronti? Facciamo Una Pausa!" (La Meridiana, 2022).

Stephan Riegger, docente presso la Facoltà di pedagogia e psicologia della Humboldt-Universitaet Berlin, si occupa di formazione di insegnanti, psicologi, architetti e urbanisti ed è specializzato in educazione motoria, promozione della salute, strumenti innovativi per favorire il movimento, la salute e gli apprendimenti, didattica della pianificazione partecipata, progettazione e sperimentazione del modello Moving School 21. Ha sviluppato progetti per la produzione di strumenti e attrezzature per promuovere movimento e salute ed è consulente presso il Senato di Berlino per la pianificazione degli spazi pubblici, cortili scolastici e parchi destinati alla cultura del movimento, sport e tempo libero.

 

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli