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Perché il 27 gennaio è la Giornata della Memoria?

di Niccolò De Rosa - 16.01.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Un giorno per ricordare le vittime dell'Olocausto. Ma perché proprio il 27 gennaio è la Giornata della Memoria? Scopriamolo insieme

In questo articolo

Giornata della Memoria: cos'è e perché si celebra

La Giornata della Memoria è una ricorrenza che ogni 27 gennaio ricorda tutte le vittime dell'Olocausto (o Shoah, "catastrofe", in ebraico), il grande genocidio messo in pratica dalla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale per sterminare completamente il popolo ebraico.

Ufficializzata dalle Nazioni Unite nel 2005, in Italia questa giornata veniva celebrata già da 5 anni, da quando cioè venne approvata con la Legge 211 del 20 luglio del 2000.

Istituzione Giornata della Memoria

Con la LEGGE 20 luglio 2000, n. 211 è stato istituito il «Giorno della Memoria» in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Ecco i due articoli della legge:

Articolo 1 1.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, «Giorno della Memoria», al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Articolo 2 1.

In occasione del «Giorno della Memoria» di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Perché la Giornata della Memoria si celebra proprio il 27 gennaio?

Siamo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La data della Giornata della Memoria ricorda l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, le quali varcarono i cancelli del campo di sterminio più tristemente celebre della storia il 27 gennaio del 1945.

E' appunto la data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come ricorda la Legge 20 luglio 2000, n. 211.

Nelle settimane prima, quando era ormai chiaro che la guerra era stata perso e l'arriva dell'Armata Rossa era solo questione di tempo, i tedeschi avevano provato a nascondere le prove del loro crimine, facendo saltare forni crematori e le camere a gas di Birkenau (ma non quelle di Auschwitz), bruciando i documenti del campo e sospingendo verso la Germania circa 60.000 prigionieri, i quali, denutriti ed esposti al gelo invernale, vennero uccisi in gran numero dai loro aguzzini o dalla fatica per quelle estenuanti marce della morte.

Tuttavia, quando i russi arrivarono ad Auschwitz, i segni dell'orrore erano ancora ben visibili nelle montagne di cadaveri accatastate e nei corpi ridotti a scheletri dei prigionieri che erano stati abbandonati al loro destino.

Da lì a pochi mesi il Terzo Reich avrebbe finalmente cessato di esistere e quando si volle trovare una data simbolica per ricordare le vittime della persecuzione antisemita, la scelta ricadde sul giorno in cui ebbe termine l'incubo di Auschwitz.

Per Olocausto o Shoah s'intende lo sterminio di massa nazista che portò alla morte circa sei milioni di ebrei provenienti da tutta Europa.

Perché i nazisti odiavano gli ebrei?

L'antisemitismo e il razzismo in genarale erano stati due dei capisaldi dell'idologia nazista che nel 1933 portò Adolf Hitler a prendere le redini dello stato tedesco. I nazisti infatti non solo erano fermamente convinti dell'esistenza di una razza superiore - la razza ariana - che aveva il diritto di governare tutte le altre, ma ritenevano gli ebrei un popolo di parassiti, sub-umani capaci solo di prosperare e arricchirsi alle spalle della brava gente.

Oggi pare quasi incredibile, ma il tremendo crimine commesso da Hitler e dalla sua cricca era stato ampiamente annunciato nel 1924 - quasi vent'anni prima - all'interno del Mein Kampf ("la mia battaglia"), il libro programmatico che il futuro Führer scrisse in carcere e nel quale spiegava candidamente la necessità di estirpare il "male ebraico" dall'Europa per proteggere la nazione tedesca.

Dai ghetti ai campi di concentramento

Quando i nazisti presero il potere dunque, gli ebrei tedeschi e quelli che via via vennero "inglobati" a causa della campagna espansionistica di Hitler finirono per essere spogliati di ogni diritto civile e a partire dal 1940 cominciarono ad essere inviati ad Est, nei nuovi territori del Reich, per essere internati nei ghetti di grandi città come Cracovia, Praga e Varsavia.

Fucilazioni e massacri - come quello di Babij Jar, dove le SS uccisero in un bosco vicino a Kiev oltre 33.000 ebrei ucraini - divennero episodi sempre più frequenti e con il proseguio della guerra ingenti masse di uomini, donne e bambini cominciarono ad essere deportate nei lager nazisti, vasti campi di concentramento sparsi in tutta Europa dove i prigionieri venivano sfruttati come schiavi per lavorare in fabbriche e industrie che partecipavano allo sforzo bellico.

I campi di sterminio

Nel 1942 Hitler ordinò in gran segreto l'inizio della Soluzione Finale, l'ultima fase della persecuzione che avrebbe portato all'annientamento totale del popolo giudeo in Europa.

Iniziarono così a sorgere i campi di sterminio (Chełmno, Bełżec, Sobibór, Treblinka, Majdanek, e soprattutto Auschwitz-Birkenau), i luoghi di morte dove i prigionieri venivano inviati non più per lavorare, ma con il preciso scopo di essere uccisi sistematicamente.

È in questi angoli d'inferno che comparvero le camere a gas, veri mattatoi camuffati da docce dove i prigionieri venivano ammassati con l'ordine di lavarsi per poi essere asfissiati in pochi minuti dallo Zyklon B, l'acido cianidrico che veniva diffuso nella stanza dai bocchettoni delle docce.

Con questo sistema, tra il 1943 e il 1945, migliaia di ebrei venivano uccisi ogni singolo giorno.

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