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Plusdotazione e talento: che cosa fare e che cosa no

di Luisa Perego - 30.05.2023 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
I bisogni dei ragazzi plusdotati e che cosa non bisognerebbe fare: una guida per insegnanti appena pubblicata da Erickson

In questo articolo

Plusdotazione e talento

La parola gifted in inglese significa "dotati" e con questo appellativo e con giftedness (plusdotazione) si fa riferimento a un insieme di caratteristiche genetiche, psicologiche e comportamentali che caratterizzano bambini e ragazzi che, "se confrontati con i loro coetanei, mostrano o hanno il potenziale per mostrare livelli eccezionali di performance in una o più delle seguenti aree: abilità intellettiva generale, specifica attitudine scolastica, pensiero creativo, attitudine alla leadership, arti visive e dello spettacolo" (National Association for Gifted Children). Non stiamo parlando di bambini prodigio, ma di bambini dall'alto potenziale cognitivo. Questi costituiscono circa il 2% della popolazione scolastica.

In Plusdotazione e talento. Cosa fare e non, la specialist in Gifted and Talented Education Lara Milan offre un'analisi dei bisogni che si riscontrano nei ragazzi plusdotati della scuola secondaria di primo grado - ma che possono essere osservati anche negli alunni della primaria e della secondaria di secondo grado (e oltre): in 15 capitoli, l'autrice espone la ragione di ciascun bisogno ("Perché fa così?"), a cui seguono indicazioni per l'insegnante sugli atteggiamenti e le strategie da adottare ("Cosa fare") e da evitare ("Cosa non fare"), e fornisce infine strumenti su come intervenire su alcuni aspetti cruciali.

Che cosa può fare la scuola

La scuola ha il dovere di osservare tutti gli studenti attraverso la lente del potenziale, individuandone i punti di forza e di interesse per costruire proposte educative personalizzate, e di adottare un approccio inclusivo che permetta di sviluppare le potenzialità, manifeste o nascoste, di tutti gli studenti, compresi i più dotati. È fondamentale, infatti, che gli studenti gifted vengano riconosciuti e valorizzati il più precocemente possibile, per evitare che vivano la loro unicità con una connotazione negativa che potrebbe condurli a isolarsi dagli altri, o che la noia che spesso lamentano possa portarli al sottorendimento e all'abbandono scolastico.

I falsi miti sulla plusdotazione

  • Non è vero che… Tutti i ragazzi sono gifted.
    Tutti gli studenti hanno dei punti di forza, ma non tutti sono gifted.

  • Non è vero che… Gli studenti gifted e di talento costituiscono un gruppo omogeneo che presenta caratteristiche psicologiche e di personalità uguali.
    Gli studenti gifted sono diversi tra loro e quindi non è possibile avere un approccio univoco alla plusdotazione.

  • Non è vero che… Gli studenti gifted e di talento ottengono voti scolastici alti, riescono bene in tutto ciò che fanno.
    Gli studenti con capacità elevate possono ottenere dei risultati inferiori alle aspettative a causa della mancanza di motivazione, di interesse e dell'assenza di attività sfidanti, ad esempio.

  • Non è vero che… Gli studenti gifted amano andare a scuola e affrontano ogni giorno di lezione con entusiasmo.
    Gli studenti gifted spesso sperimentano noia e frustrazione in classe, infatti il loro ritmo di apprendimento può essere molto più veloce rispetto ai coetanei.

  • Non è vero che… Gli studenti gifted e di talento si impegnano per il raggiungimento dei loro obiettivi.
    Gli studenti gifted si confrontano quotidianamente con esperienze di apprendimento poco impegnative e non si allenano alla fatica, spesso poi quando incontrano una sfida, alcuni sperimentano una perdita di fiducia nelle proprie capacità con conseguente diminuzione del rendimento.

  • Non è vero che… Insegnare agli studenti gifted è più facile.
    Insegnare agli studenti gifted non è più facile o più difficile, ciò che fa la differenza è la preparazione dei docenti in Gifted and Talented Education.

  • Non è vero che… Gli studenti gifted non hanno bisogno di aiuto da parte dei docenti e di servizi educativi specializzati.
    Gli studenti gifted, come tutti gli studenti, hanno bisogno e diritto ad avere insegnanti che li stimolino e li supportino adeguatamente.

  • Non è vero che… Tutti gli studenti gifted conseguiranno il successo nella vita.
    La giftedness non è garanzia di successo, né a livello scolastico né  lavorativo.

  • Non è vero che… Gli studenti gifted e di talento dovrebbero essere di aiuto agli altri.
    Spesso i docenti utilizzano con gli studenti gifted sia il peer tutoring (tutoraggio tra pari). Questa strategia sembra però avere molti svantaggi per lo studente gifted.

  • Non è vero che… Uno studente DSA non può essere gifted.
    Alcuni studenti gifted possono avere anche un disturbo dell'apprendimento, o altre difficoltà. Spesso la loro disabilità e i loro doni si mascherano a vicenda, correndo il rischio di non-diagnosi.

  • Non è vero che… Le competenze avanzate degli studenti gifted sono determinate dai genitori.
    No, tale visione disconosce la natura stessa della giftedness.

Da quando si può riconoscere un bambino gifted?

Prima dei 2-3 anni è difficile individuare un bimbo gifted perché non è detto che coincida con l'essere precoci nello sviluppo motorio o del linguaggio.

E' dai 3 anni che iniziano a emergere alcune caratteristiche, ma è soprattutto dai 5 anni in poi che diventano evidenti.

Tra i segnali:

  • curiosità notevole
  • sensibilità emotiva
  • sono veloci nella comprensione e nella produzione
  • sono 'intensi' da vivere per tutti gli adulti che interagiscono con loro
  • a volte hanno interessi poco comuni
  • a scuola finiscono gli esercizi prima e a volte si annoiano
 

Sull'autrice del libro

Lara Milan specialist in Gifted and Talented Education, nella sua attività si dedica prevalentemente alla formazione di docenti su modelli e strategie didattiche per rispondere ai bisogni educativi speciali degli studenti gifted, gifted underachiever e twice exceptional. Inoltre, affianca i docenti nell'implementazione di approcci educativi in classe, nonché nella redazione di PDP per alunni plusdotati e studenti doppiamente eccezionali. Fondatrice di SEM Italy, centro accreditato presso i principali enti internazionali di Gifted and Talented Education.

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