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Ritorno a scuola il 14 settembre, facciamo il punto

di Sara De Giorgi - 25.08.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Nella maggior parte delle regioni le lezioni nelle scuole inizieranno il 14 settembre. Ecco tutto quello che è noto ad oggi e che è necessario sapere sulla riapertura e sulle misure previste per il contenimento del contagio da Covid-19.

Come avverrà la riapertura delle scuole, condizionata quest'anno dall'emergenza sanitaria purtroppo ancora in corso?

Partendo dalla Conferenza stampa sulla scuola con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Lucia Azzolina (istruzione), Roberto Speranza (sanità), Paola De Micheli (trasporti) che si è tenuta il 9 settembre e dai documenti pubblicati sulla pagina Rientriamo a scuola del portale del Ministero dell'istruzione abbiamo raccolto tutte le informazioni sull'argomento che è utile conoscere in attesa del prossimo 14 settembre. Tra queste anche le misure, ad oggi note, che saranno adottate nelle classi per contenere il contagio legato alla diffusione del Covid-19

In questo articolo

Inizio delle lezioni: per molte regioni è il 14 settembre

L'inizio ufficiale delle lezioni nelle scuole indicato dal Ministero dell'istruzione è il 14 settembre 2020. anche se determinate Regioni hanno preferito scegliere una data differente. A Bolzano, per esempio, le scuole hanno riaperto il 7 settembre scorso, mentre nelle Marche si tornerà in aula il 15 settembre, in Friuli Venezia Giulia il 16 settembre, in Sardegna il 22 settembre e in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria e Puglia il 24 settembre

La cerimonia di avvio dell'anno scolastico si svolgerà a Vo' Euganeo, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Trasporti

Secondo quanto comunicato dalla ministra di Infrastrutture e trasporti durante la Conferenza stampa del Governo sulla scuola, queste sono le limitazioni anti-Covid previste per i sistemi di trasporto utilizzati dagli studenti:

Scuolabus

  • obbligo di mascherina chirurgica (non di stoffa riutilizzabile)
  • ampio ricorso ad aerazione naturale (significa che anche in inverno si cercherà di tenere i finestrini i più aperti possibile)
  • distanziamento in salita e in discesa: bisognerà aspettare che il primo bambino a salire si sia seduto perché possa salire anche il secondo bambino (il che inevitabilmente rallenterà le operazioni)
  • riempimento massimo non superiore all'80% della capienza. Questa limitazione potrà essere superata solo se la durata del percorso dello scuolabus è inferiore ai 15 minuti.  

 

Mezzi di trasporto urbani

  • obbligo di mascherina chirurgica (non di stoffa riutilizzabile)
  • ampio ricorso ad aerazione naturale (significa che anche in inverno si cercherà di tenere i finestrini i più aperti possibile)
  • riduzione dei posti in piedi a favore di quelli seduti
  • posizionamento di dispenser per soluzioni alcoliche

Ingressi e uscite

I dirigenti scolastici, d'intesa con gli enti locali, potranno scaglionare gli orari di ingresso e di uscita delle singole classi per evitare assembramenti.

Misurazione della temperatura

Secondo le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico non è necessaria la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso delle scuole italiane. La temperatura, infatti, dovrà essere misurata a casa. 

Invece, per Roma è stata presa una decisione diversa: la misurazione della temperatura corporea sarà effettuata a bambini, genitori e a operatori nei nidi e nelle scuole dell'infanzia. Ciò è stato stabilito dal documento della Task Force Scuola Capitolina per la ripresa a settembre 2020 delle attività di nidi e scuole dell'infanzia di Roma Capitale.

Anche il governatore della Campania ha annunciato che ci saranno i termoscanner all'ingresso delle scuole e altre regioni o territori possono aver deciso in questo senso. 

Uso delle mascherine

L'utilizzo delle mascherine sarà obbligatorio in tutte le classi nelle quali, per ragioni di spazio, non è al momento possibile rispettare il distanziamento fisico di almeno un metro. Secondo la ministra Azzolina, questa situazione riguarda, a metà settembre, circa 50 mila studenti (dati forniti nella Conferenza stampa del 9 settembre), ma non è escluso che questo numero si riduca ulteriormente, visto che sono ancora in corso interventi di edilizia leggera che potrebbero migliorare la situazione o la ricerca di spazi esterni alle scuole in cui svolgere le lezioni.

Se gli spazi delle aule permettono il distanziamento, gli alunni potranno togliere le mascherine quando siederanno ai loro posti, ma le dovranno indossare durante gli spostamenti (per esempio per andare in bagno), in ingresso e in uscita. 

Il sito del Ministero dell'Istruzione recita chiaramente (e lo stesso ha ribadito il presidente Conte in conferenza stampa) che "la scuola fornirà quotidianamente le mascherine di tipo chirurgico a tutto il personale e agli studenti, grazie alla fornitura di 11 milioni di dispositivi al giorno messi a disposizione dal Commissario straordinario per l'emergenza". Sappiamo però che a oggi (10 settembre) non tutte le scuole hanno avuto comunicazione dell'invio delle mascherine e hanno dato indicazioni differenti (per esempio aprendo alla possibilità di indossare le cosiddette mascherine di comunità, in stoffa, da sanificare ogni giorno).

Mascherine e alunni con disabilità

Gli alunni con disabilità non dovranno indossare la mascherina se la loro condizione con è compatibile con il suo uso continuativo.  

Mensa

La mensa ci sarà, una volta assicurati il distanziamento sociale o la turnazione delle classi. Se non vi sono locali per la mensa, si potrà consumare il pasto in classe garantendo l'aerazione e la sanificazione degli ambienti e degli arredi usati prima e dopo il consumo del pasto. 

Nuovi banchi

La distribuzione dei nuovi banchi inizierà dal 28 agosto e, successivamente, continuerà a settembre e a ottobre. I banchi richiesti sono circa 2,5 milioni. Giungeranno prima nelle scuole delle aree del Paese dove il contagio è stato o è più alto. 

Saranno forniti da 11 aziende, 7 italiane e 4 straniere, provenienti dall'Unione Europea.

Test sierologico per gli insegnanti

La somministrazione del test sierologico al personale scolastico è stata già fatta partire nelle Regioni. Il test è volontario e l'assenza del personale scuola a causa della positività al test sarà assimilata alla quarantena. 

Help desk per le scuole

E' già attivo un help desk, dedicato esclusivamente alla ripresa post Covid-19, cui le scuole italiane potranno fare riferimento in caso di dubbi. L'help desk sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Il numero è 800903080.

Segnalazione casi nelle scuole

Che succede se un alunno presenta a scuola sintomi compatibili con Covid-19? Risponde un documento dell'Istituto superiore di sanità che presenta appunto tutte le regole per la gestione di casi e focolai di Covid-19 nelle scuole.

Per prima cosa, in presenza di sintomi compatibili con infezione da Sars-Cov-2 che si manifestino a scuola, l'alunno deve essere accompagnato in una stanza dedicata o in un'area di isolamento e invitato a indossare la mascherina, se riesce a tenerla. In quest'aula l'alunno non starà da solo, ma in compagnia di un operatore scolastico che dovrà comunque, se possibile, mantenere il distanziamento oltre che indossare i dispositivi di protezione individuale. La scuola avvertirà immediatamente i genitori, che dovranno andare a prendere l'alunno il prima possibile (ovviamente è anche possibile delegare altri). 

I genitori devono contattare il pediatra o il medico di famiglia per la valutazione clinica: sarà il medico, in caso di sospetto COVID-19, a richiedere tempestivamente il test diagnostico, comunicandolo al Dipartimento di prevenzione dell'Asl di riferimento. Lo stesso Dipartimento di prevenzione provvede all'esecuzione del test diagnostico e si attiva per l'approfondimento dell'indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.

Se il tampone è negativo lo si ripete il test a distanza di 2-3 gg (durante i quali l'alunno deve comunque rimanere a casa, anche se i sintomi si fossero risolti). Se anche il secondo test risulta negativo, il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del medico, che a quel punto redigerà un'attestazione che il bambino/studente può rientrare scuola poiché è stato seguito con esito negativo il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19 previsto.

Attenzione: non è detto che basti un solo caso di positività al virus per chiudere l'intera scuola o anche solo l'intera classe. Sarà la Asl a valutare, sulla base del registro dei contatti che dovrà essere presente in ogni classe, la prescrizione della quarantena agli studenti della classe e agli operatori scolastici identificati come contatti stretti nelle ultime 48 ore. 

Ogni scuola avrà un responsabile Covid-19, che comunicherà con le Asl e sarà messo al corrente sulle procedure da seguire. Inoltre, avrà il compito di controllare eventuali "assenze elevate" - superiori al 40% - di studenti in una classe.

E se l'alunno manifesta i sintomi a casa?

Se un bambino o ragazzo a casa manifesta febbre o altri sintomi di tipo influenzale (mal di golaraffreddoretosse) compatibili con Covid-19, deve restare a casa da scuola. Sarà il pediatra (o medico di famiglia per i più grandi) a stabilire se occorre o meno l'esecuzione di un tampone, ma poiché è impossibile distinguere sulla sola base dei sintomi l'infezione da Sars-Cov-2 da quella di altri virus, è molto probabile che il tampone verrà richiesto molto spesso. 

Nuove risorse

Luzia Azzolina ha ricordato che, grazie ai fondi stanziati con il secondo decreto di agosto, ci saranno ben 70 mila unità di organico in più, considerando sia docenti sia Ata, per fronteggiare l'emergenza sanitaria.

Revisionato da Valentina Murelli - Aggiornato il 10.09.2020

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