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Doniamo le mascherine non usate nelle scuole

di Sveva Galassi - 08.02.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Tantissime mascherine , inviate nelle scuole, restano inutilizzate. La campagna «Salviamo le mascherine mutanda», promossa dall'associazione "Castelli romani food and wine", ha lo scopo di donare i dispositivi di protezione individuale non adoperati nelle scuole ai più bisognosi.

Nei mesi di pandemia tantissime famiglie hanno preferito comprare le mascherine chirurgiche azzurre o quelle di comunità invece di far indossare nelle classi a bambini e ragazzi le mascherine denominate "mutanda" dai più piccoli - inadatte e poco comode - inviate dal Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri nelle scuole

Per evitare lo spreco, l'associazione Castelli Romani food and wine e il giornalista e maestro Alex Corlazzoli, in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio, hanno scelto di avviare una campagna di raccolta delle mascherine distribuite nelle scuole ma non adoperate dai bambini.

L'obiettivo della campagna è donare i dispositivi di protezione individuale ai più bisognosi, alle famiglie in difficoltà economica, ai senza tetto e ai migranti in condizioni di povertà. Lo slogan utilizzato è «Salviamo le mascherine mutanda».

In questo articolo

«Salviamo le mascherine mutanda». Il progetto

Infatti, purtroppo, tante persone nel nostro Paese sono in una condizione di grande povertà e non possono comprare una mascherina e, per questo motivo, hanno dispositivi di protezione usati per giorni o addirittura trovati per terra.

Valentina Tiraboschi, referente dell'associazione Castelli romani food and wine e Alex Corlazzoli hanno deciso di raccogliere le mascherine non utilizzate dagli studenti, chiedendo a ciascuno un minimo contributo con un gesto di solidarietà che non ha costi. 

Studenti, genitori ed insegnanti possono mandare i loro dispositivi non utilizzati ai seguenti indirizzi:

  • associazione "Circuito via della produzione 1/3 00030 San Cesareo (Roma);
  • Alex Corlazzoli, via 4 Novembre 20/a 26010 Offanengo.

Sarà possibile anche contattare per ulteriori informazioni:

  • Valentina attraverso la mail castelliromanifoodandwine@gmail.com oppure al numero 3935631212;
  • Alex Corlazzoli attraverso la mail corlazzolialex@gmail.com o al numero 3347950978.

Alex Corlazzoli, intervistato da Nostrofiglio.it, ha affermato: «Abbiamo constatato che i bambini a scuola non mettono le mascherine inviate dal commissario Arcuri. I motivi sono vari: hanno un elastico poco confortevole, tirano i capelli alle bambine, hanno un cattivo odore, lasciano segni sulla pelle, ecc. La maggioranza dei genitori preferisce acquistare le classiche mascherine chirurgiche azzurre. In media su una classe di 22 alunni la maggior parte di mamme e papà prende le chirurgiche. Siamo di fronte ad uno spreco di denaro: ogni giorno sono consegnate 11 milioni di mascherine nelle scuole. 

C'è anche un problema di inquinamento: occorre smaltirle. Per questo motivo abbiamo pensato di lanciare la campagna "Salviamo le mascherine mutanda". Le raccogliamo e le diamo alla comunità di S. Egidio, che si è impegnata a distribuirle ai clochard, alle famiglie in difficoltà, ai migranti.

Voglio sottolineare che non stiamo dando gli scarti di chi sta bene a chi sta male. Le mascherine del commissario Arcuri si possono tranquillamente indossare, semplicemente le famiglie scelgono le mascherine azzurre perché secondo loro sono più confortevoli.

Noi diamo mascherine a persone che altrimenti le prenderebbero dalla strada, dai cestini dei rifiuti, dalle stazioni, ecc.».

“Mascherine mutanda", secondo i genitori non vanno bene

In molti casi le mascherine bianche offerte dalle scuole non sono utilizzate e vengono spesso accantonate o addirittura gettate. Questo è quanto è venuto fuori recentemente da un sondaggio del coordinamento regionale dei presidenti dei Consigli di Istituto del Lazio.

Più di 25 mila genitori delle scuole di ogni ordine e grado hanno partecipato al questionario preparato da una commissione di studio sull'uso delle mascherine negli istituti scolastici. I dati sono stati raccolti tra 25.118 mamme e papà degli alunni del Lazio: l'84,7 % dei genitori intervistati ha affermato di non adoperare le mascherine fornite dalla scuola.

Ciò significherebbe che esiste uno spreco, nonostante il grosso investimento economico per l'acquisto dei dispostivi ad uso della collettività. 

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