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Scuola: a settembre si torna sui banchi con mascherina e distanziamento

di Penelope Greco - 06.07.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A settembre di torna a scuola, ma in che modo i ragazzi potranno sedersi al proprio banco? Tra mascherine e distanziamento, ecco quello che sappiamo.

Tra qualche mese ricomincerà la scuola, ma come rientreranno i ragazzi? Come faranno lezione tra mascherina e distanziamento? Le questioni sono state affrontate nella riunione del 25 giugno, in seguito alla quale il Comitato tecnico-scientifico ha risposto a una serie di quesiti posti dal ministero dell'Istruzione sull'inizio dell'anno scolastico. L'Ordine dei Medici, in vista del ritorno sui banchi, esorta "ad affrettarsi" nel vaccinare gli studenti per il timore di focolai.

 

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Settembre: la scuola riparte

In questi giorni sono attese le modifiche al Piano scuola con le misure aggiornate per far fronte all'emergenza sanitaria.

Secondo il parere del Cts, a settembre si dovrà tornare a scuola con la mascherina e rispettando il distanziamento, come nell'anno che si è appena concluso. Vista l'incertezza dello scenario epidemiologico, per il Cts vanno individuate già ora le misure di massima da applicare per gli istituti scolastici a seconda che si trovino in zona bianca, gialla, arancione o rossa.

Gli esperti hanno spiegato che, in linea generale, "le misure da applicare per l'inizio dell'anno scolastico 2021-22 dovrebbero essere le stesse previste all'inizio del precedente anno scolastico". Il Cts ha comunque ricordato che le vaccinazioni porteranno a una riduzione della diffusione del virus. Inoltre, l'immunizzazione del personale scolastico - che ad oggi è circa al 73% del totale - ridurrà ulteriormente il rischio contagio nelle scuole.

La questione è che, al momento, non è possibile prevedere quanti saranno i minori vaccinati e immunizzati a settembre. E proprio sul tema della vaccinazione ai giovani, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) Filippo Anelli ha detto: "Se finora poteva essere anche accettato un atteggiamento di prudenza riguardo al vaccino facendo un rapporto costo-beneficio, e si poteva in qualche maniera pensare di aspettare e vedere l'evoluzione", l'attuale "quadro epidemiologico, con la variante Delta" porta il "consiglio di affrettarsi a fare la vaccinazione prima dell'inizio della scuola".

"La preoccupazione maggiore che noi abbiamo - ha affermato Anelli - è la ripresa scolastica, perché come in tutte le attività di comunità" il "rischio che si possano instaurare dei focolai è molto alto, e con la variante Delta diventa oggetto di una particolare preoccupazione".

E ha aggiunto: "Decidere insieme al proprio medico è la pratica prudenziale maggiore. Sui ragazzi c'è stata una doverosa preoccupazione da parte dei genitori".

Infine il Cts ha escluso l'utilizzo del Green Pass in ambito scolastico, perché ritiene che "non sia plausibile" l'uso sia per questioni di privacy sia perché non esiste l'obbligo vaccinale.

 

Solo i vaccinati a scuola?

Proprio la questione del vaccino per la scuola in presenza è tra i principali dubbi che circolano tra gli addetti ai lavori, come spiega la Stampa. La questione è stata sollevata dall'assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna Raffaele Donini, secondo cui solo ai vaccinati dovrebbe essere tolto l'obbligo di quarantena o Dad. Ma subito sono arrivate accuse di discriminazione da parte dei Comitati della "Rete nazionale scuole in presenza".

Tra i 12 e i 19 anni al 25 giugno hanno avuto le due dosi di Pfizer solo 555.578 mila ragazzi ovvero quelli della maturità.

Ma un altro anno in Dad sarebbe una grande mancanza per i ragazzi. Il ministero dell'Istruzione non ha ancora elaborato i numeri ufficiali ma sembra che i bocciati quest'anno siano superiori all'anno 2018/2019 (quando alle superiori la media era di due promossi su 3). Dai collegi docenti svolti in questi giorni da tutti gli istituti emerge un dato: nella scuola dell'obbligo sono aumentate le non ammissioni, soprattutto alle medie ma anche alla primaria. Alla secondaria di secondo grado, invece, piuttosto che bocciare si è scelta la strada del debito evitando di fermare gli alunni.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, a pagarla sono stati soprattutto i ragazzi del biennio delle superiori, i bambini delle prime classi delle elementari e quelli delle medie che dovevano essere fermati lo scorso anno, ma che grazie alla decisione dell'allora ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina di ammettere tutti, hanno continuato il loro percorso scolastico pur non avendo i requisiti necessari per affrontarlo. Il più pessimista tra tutti è Cesare Moreno che il maestro non lo fa a scuola ma tra le strade di Napoli: "E' indubbio che il numero dei non ammessi di quest'anno sarà raddoppiato rispetto all'anno prima del Covid. Proprio oggi ho parlato con una ragazzina che aveva recuperato ma non è stata ammessa per i giorni di assenza. Non c'è stata da parte degli insegnanti alcuna considerazione nei confronti di questo periodo davvero speciale. I docenti italiani hanno la testa fatta male e non sanno lavorare insieme nemmeno di fronte a decisioni importanti come quella di fermare o meno un allievo. In nome della parità di trattamento tagliano teste". 

Date di inizio

Intanto aspettiamo il rientro a scuola. Nella maggior parte delle Regioni d'Italia l'inizio delle lezioni è il 13 settembre 2021: tale data è valida per le scuole d'infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo che appartengono al sistema nazionale di istruzione, compresi i centri provinciali per l'istruzione degli adulti in tutta Italia. 

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