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Scuola parentale, cos'è e quali sono i benefici

di Sara De Giorgi - 30.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Cos'è la scuola parentale? Perché può essere una buona alternativa alla scuola tradizionale? Il libro La scuola parentale. Come farla diventare una vera opportunità formativa per bambini e ragazzi (Terra Nuova Edizioni) offre la possibilità di conoscere cosa sono le scuole parentali e i valori pedagogici fondanti. Abbiamo intervistato l'autrice, Cecilia Fazioli.

In questo periodo così particolare è importante capire quali sono le proposte educative offerte dal territorio. Di "scuola parentale" si parla ancora poco, ma sempre più famiglie tendono ad avvicinarsi a questa scelta possibile sancita dalla Costituzione.

Il termine "parentale" indica una forma di organizzazione e di proposta educativa che parte dalla volontà e dalle riflessioni dei genitori e soprattutto di quelle madri e di quei padri che cercano una vera e propria alternativa alla scuola statale.

Il libro La scuola parentale. Come farla diventare una vera opportunità formativa per bambini e ragazzi (Terra Nuova Edizioni) offre la possibilità di conoscere cosa sono le scuole parentali e i valori pedagogici fondanti. L'autrice, Cecilia Fazioli, ha inserito nel volume anche indicazioni legali e amministrativo-burocratiche per affrontare correttamente ogni passo nella costruzione e gestione di un progetto educativo di scuola parentale e propone un paradigma fondato sulla dimensione partecipata e partecipativa a questo progetto, sintetizzata nel termine co-schooling.

Abbiamo chiesto qualche informazione in più a Cecilia Fazioli, nata a Bologna e mamma di due bambini, nonché pedagogista, counselor e formatrice.

In questo articolo

Scuola parentale, cos'è e perché potrebbe essere una buona alternativa alla scuola statale

"La scuola parentale si distingue da quella che è l'home schooling (scuola che si svolge nel contesto domestico). Consiste invece in un gruppo di adulti che si riuniscono e mettono in piedi un progetto, in una dimensione comunitaria.

E' una scelta che non si fa individualmente, ma prevede un nucleo di persone in grado di identificare e di mettere su carta un progetto educativo con una identità, al quale si possono aggregare altre famiglie. A questo gruppo si possono unire educatori. In molti casi l'iniziativa è però di genitori. E' un fenomeno molto vario e sta crescendo: non tutte le scuole parentali sono uguali, ognuna è profondamente caratterizzata dalle persone che vi partecipano. 

In alcuni gruppi i genitori mettono a disposizione le loro competenze, in altri delegano la parte educativa a una équipe pedagogica, che deve portare avanti in maniera coerente e molto chiara il progetto. Non si può improvvisare. Sicuramente la scuola parentale può essere un'alternativa - molto consapevole - per chi non si sente comodo dentro la scuola statale. Occorre però porre molta attenzione se si decide di mettere in piedi una scuola parentale: il mio libro contiene anche una capitolo a cura di un avvocato che suggerisce una serie di normative chiare da seguire, evitando di sbagliare e di mettere in cattiva luce un fenomeno che in realtà è portato avanti con molta serietà.

Questa modalità di scuola può essere messa in piedi a partire dalla primaria per giungere all'età del compimento dell'obbligo scolastico, anche se, in generale, le scuole parentali sono diffuse soprattutto nell'ambito della materna (3-5 anni) e proseguono nella primaria. Ci sono comunque anche tanti esempi di scuole medie e qualcuno si sta muovendo anche nella direzione delle superiori". 

I valori pedagogici della scuola parentale

"Alla base della scuola parentale c'è una visione olistica che non si concentra soltanto sulla trasmissione classica delle conoscenze. Si dà attenzione al tema della salute, a quello dell'alimentazione, a quello dell'ambiente. Oltre a ciò si pongono in rilievo le relazioni. E' un luogo di cura educativa. Ogni gruppo caratterizza a modo proprio questo appoccio generale.

C'è poi un'educazione esperienziale, che abitua alle connessioni e all'interdisciplinarietà. I piccoli partono dall'esperienza diretta e dall'uso delle mani e del corpo, per arrivare poi agli apprendimenti che riguardano la sfera cognitiva. 

Non c'è un'organizzazione piramidale. Esiste anche la possibilità di vivere lo spazio esterno maggiormente rispetto a quanto si fa nella scuola statale. Il gruppo pedagogico propone per esempio, in accordo con i genitori, alcuni percorsi definiti in città. In tal modo la scuola si interfaccia costantemente con l'esterno e, per questo motivo, può diventare una scuola di vita. Diventa esercizio di cittadinanza attiva e partecipata: i bambini sono collegati con la vita". 

"Co-schooling": cosa si intende con questo termine?

"Co-schooling equivale ad una dimensione di alleanza e cooperativa, e indica la "capacità di fare insieme", che purtroppo non è tipica della nostra epoca. La scuola parentale, che si identifica nel co-schooling, fa riferimento ad uno spazio capace di cambiare il nostro sguardo: è un luogo in cui si può apprendere a dar valore a se stessi e a dar valore all'altro.

Si fanno assemblee, ognuno può avere parola, ci si confronta, perché l'educazione è un bene comune e i bambini sono le future generazioni. Ciò per dare un orizzonte anche più sereno alle nuove generazioni e per formare bambini che diventeranno adulti in grado di avere un pensiero critico e libero". 

Benefici che derivano dalla frequenza di una scuola parentale

  1. "La scuola parentale è un contenitore nel quale possono confluire varie tipologie educative, tra cui, per esempio, la scuola nel bosco, la scuola libertaria, la montessoriana, ecc. Inoltre, ogni persona che lavora nella scuola parentale ha un suo percorso definitio e riesce a caratterizzare e a dare identità al progetto. Inoltre, le famiglie sono determinanti.
  2. Nella scuola parentale ci si sostiene in modo reciproco. La visione olistica, la grande attenzione alla salute e all'ambiente, per esempio, fanno sentire protagonisti di un cambiamento.
  3. E' un luogo che garantisce sicurezza e protezione: si apprende a dar valore a sé e agli altri e si può costruire solidarietà.
  4. Una scuola parentale può costituire anche un buon modo per sentirsi protagonisti della propria genitorialità. Ciò è importante perché ad oggi esiste una genitorialità di delega: si delega alla scuola, allo sport, al medico. Invece la genitorialità è anche apprendere a fare delle scelte.
  5. Nella scuola parentale ritorna protagonista la pedagogia e non soltanto la sicurezza (come avviene soprattutto nelle scuole statali). Inoltre si mettono al centro di tutto i bambini, in modo autentico.
  6. Infine, la presenza di una scuola parentale arricchisce l'offerta educativa di un territorio. E' una opportunità in più per le famiglie".

Il libro “La scuola parentale”

"Io sono una pedagogista, ma negli anni precedenti ho cofondato e cogestito una scuola parentale (che hanno frequentato anche i miei figli). Dunque ho unito la mia esperienza sul campo con le mie competenze professionali e ho scritto il libro. Quest'ultimo non è la testimonianza della mia esperienza, ma è uno strumento pratico per aiutare le persone che si avvicinano a questa scelta.

Non ci sono attualmente testi che si riferiscono alla scuola parentale: io ho semplicemente reso questo libro una guida ad una scelta che richiede consapevolezza e che non si può improvvisare. Ciò ha fatto sì che io abbia insistito molto su cosa significa scegliere una scuola di questo tipo e su cosa vuol dire far parte di un gruppo che porta avanti un progetto educativo nell'ambito di una scuola parentale. Tutto ciò che accade lascia una traccia: bisogna essere attenti, delicati e consapevoli". 

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