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Scuole chiuse o aperte: a che punto siamo

di Penelope Greco - 26.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'ultimo Decreto scadrà il 6 aprile. Tante zone rimarranno rosse, ma le scuole? Riapriranno o meno dopo Pasqua? Ecco il piano Bianchi

Il 6 aprile scadrà l'ultimo Decreto Draghi, al termine del quale molte regioni rimarranno rosse, ma per la scuola cosa succederà? E' terminata la cabina di regia per mettere a punto il decreto anti covid. Asili nidi, elementari e prima media saranno aperti anche in area rossa dopo Pasqua. E fino al 30 aprile non saranno previste zone gialle ma solo aree arancioni o rosse e saranno confermate le misure oggi in vigore (a eccezione della scuola). Nelle zone arancioni si potrà tornare in presenza a scuola fino alla terza media e solo alle superiori fino al 50%.

In un secondo momento si valuterà la proroga dello stato d'emergenza e di conseguenza le nuove misure. 

In questo articolo

Scuola: riapertura dopo Pasqua

Si sono riuniti oggi alle 14, come ogni venerdì, gli esperti del Cts per confrontarsi sulla situazione Covid nel Paese e sul monitoraggio settimanale dei dati. Con 23.696 contagi e 460 morti registrati ancora ieri dal bollettino nazionale quotidiano, ecco come cambierà la 'mappa dei colori' in Italia. Il Lazio torna in zona arancione mentre la Valle d'Aosta e la Toscana passano al rosso. Otto Regioni e una Provincia saranno in rosso anche dopo Pasqua, almeno fino al 13. Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha chiesto al commissario per la lotta al Covid, Francesco Paolo Figliuolo, la possibilità di testare la sicurezza delle scuole attraverso un tampone rapido cui sottopore gli studenti rientranti a scuola, compresi gli iscritti alla scuola dell'infanzia.

Il test sugli studenti, secondo le indicazioni di Miozzo, dovrebbe essere ripetuto ogni settimana e in caso di positività sarà effettuato un tampone molecolare a tutta la classe. La novità non è collegata al rientro in classe dopo Pasqua, che dipende dal livello di contagio presente nella singola regione (e provincia).

La riapertura dopo le festività riguarderà, rispetto alle attività generali, solo le scuole. Le lezioni in presenza, anche in fascia rossa, sono previste per le scuole materne, le elementari e la prima media. In zona arancione conorende anche fino alla terza media e al 50% la superiori. 

Intanto le regioni si preparano a un altro weekend blindato, tutte in zona rossa o arancione come da decreto (con la Sardegna ex bianca e ora arancione), mentre oggi il monitoraggio settimanale permetterà il passaggio alla fascia arancione del Lazio. In Valle d'Aosta, invece, si ipotizza di anticipare la zona rossa già da sabato, con un Rt balzato a 1,75 (quasi due contagiati per ogni infetto) e 291 positivi su 100 mila abitanti (la soglia massima prima del rosso automatico è di 250). Sono al vaglio misure per limitare gli spostamenti e gli assembramenti nel fine settimana. 

Il Lazio in arancione da martedì, quindi scuole aperte

Da martedì il Lazio entrerà in arancione. L'ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza che l'ha messa in rosso è infatti entrata in vigore lunedì 15 marzo e non la domenica come quelle dei mesi precedenti. Si voleva dare più tempo ai cittadini per prepararsi al cambiamento e anche concedere ai ristoratori un giorno in più di lavoro, per di più in un festivo. Visto che l'ordinanza dura 15 giorni cesserà di avere effetto appunto il 30, quando potranno riaprire le scuole.

Tamponi per tutti

Tamponi per tutti gli studenti il primo giorno di lezioni in presenza da ripetere ogni settimana. Il primo giorno tutti gli studenti, bambini di nidi e materne comprese, dovranno essere sottoposti a tampone rapido. In caso di positività si procederà con il tampone molecolare a tutta la classe. Oltre al monitoraggio costante della possibile diffusione del virus tra gli studenti, l'obiettivo sarà quello di terminare le vaccinazioni dei docenti. Ma da più parti si chiede l'uso del test salivare che però ancora non può essere utilizzato. Uno studio dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, pubblicato dalla International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, mostra l'elevata efficacia dei test salivari: il 98% dei casi di positività sono stati confermati da tampone molecolare eseguito successivamente.

Gli esami settimanali coinvolgeranno anche i bimbi di nidi e materne, mentre il piano vaccinale dovrà coprire tutto il personale scolastico prima delle feste pasquali. Al momento i docenti e il personale scolastico immunizzato, che hanno quindi ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti Covid, sono circa 600 mila su un totale di 1 milione e 200 mila persone.

Cosa non va

Dopo un anno i bambini sono ancora lì, davanti al computer (per chi ce l'ha!) in DAD. Secondo il piano Bianchi quindi, ogni settimana i bambini dovrebbero sottoporsi a tampone rapido all'ingresso (ma al momento non ci sono e certo non sarà possibile averli per il 6 aprile). Ma soprattutto chi li farà? Al momento i Presidi non ne sanno nulla. Mentre gli unici test utilizzabili per identificare il Covid restano i molecolari, gli antigenici e i sierologici: i più affidabili sono i molecolari. Gli altri, invece, sono meno precisi e hanno una minore sensibilità mentre i sierologici addirittura non sono in grado di confermare se è in atto l'infezione. Saranno quindi in grado di riaprire la scuola tra poco più di 10 giorni?

Fonti articolo: Ansa, Repubblica, Governo

Revisionato da Lorenza Laudi

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