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Perché è importante sensibilizzare sulla mafia bambini e ragazzi

di Ines Delio - 14.05.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La lotta alla criminalità organizzata comincia nelle scuole: ecco perché è  importante sensibilizzare sulla mafia bambini e ragazzi

In questo articolo

Sensibilizzare sulla mafia

Dopo i terribili attentati ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, avvenuti nel 1992, la lotta contro la mafia è diventata una prerogativa per i cittadini, oltre che per lo Stato. Tante sono le associazioni che da anni attuano campagne di sensibilizzazione sulla legalità e nel tempo si è fatta strada sempre di più la consapevolezza che la scuola gioca un ruolo di primo piano nel promuovere la partecipazione, la solidarietà e il rispetto reciproco, e quindi nel formare individui consapevoli e attivi che contribuiscano a realizzare una società più giusta. L'educazione è, infatti, lo strumento chiave per contrastare la criminalità organizzata. Non è quindi difficile comprendere perché sia così importante sensibilizzare sulla mafia bambini e ragazzi. Scopriamo come farlo, anche a seconda dell'età.

A che età parlare di mafia ai bambini e come farlo

A che età si può parlare di mafia ai più piccoli? A questa domanda risponde su NostroFiglio Silvia Gissi, presidente dell'Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli di Milano. "Rispetto alle mafie siamo in ritardo – dice – perché ad esempio le mamme della 'ndrangheta già nella culla cantano ai loro figli ninne nanne sull'essere omertosi e sul diffidare della polizia. Noi invece iniziamo a parlare di mafia in seconda media. Ecco perché si deve affrontare l'argomento fin dall'asilo nido. Certo contrastare la mentalità mafiosa a questa età non lo si fa raccontando le storie di mafia, ma con favole e attività che parlano di regole e di rispetto degli altri".

È importante spiegare che la mafia non si esprime solo in grandi organizzazioni criminali e traffici illeciti, ma l'atteggiamento mafioso può essere in ciascuno di noi, manifestandosi in piccole cose apparentemente di poco conto. "La mafia non riguarda solo le forze dell'ordine, ma interessa tutti – spiega Gissi – Cercare scorciatoie e strade "furbe", mentire, non "fare la spia" sono tutti comportamenti disonesti che formano i cittadini di domani.

Si deve imparare da subito il vivere civile, per maturare un rapporto con le regole che da grandi determinerà se si sarà o meno una persona che butta le cartacce per terra, parcheggia in divieto di sosta o che cerca una raccomandazione per trovare lavoro".

Perché è importante sensibilizzare sulla mafia i giovani

Per opporsi efficacemente al fenomeno mafioso è importante che ci sia il sostegno di tutta la società civile. Per questo motivo, è necessario sviluppare già all'interno delle scuole percorsi formativi che, partendo dalla contestualizzazione e dalla comprensione del fenomeno mafioso, siano in grado di fornire gli strumenti necessari per far luce su una realtà complessa come quella delle mafie in Italia, al fine di gettare le basi per un futuro impegno collettivo che dia vita a reali processi di trasformazione dei territori e delle vite delle persone che li abitano.

Sensibilizzare sulla mafia i bambini della scuola primaria

Come suggerisce in un interessante documento Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, associazione di promozione sociale presieduta da don Luigi Ciotti, per promuovere i valori della solidarietà, della legalità, del coraggio e l'educazione alla cittadinanza e al rispetto delle regole è importante favorire già tra i bambini della scuola primaria l'adozione di comportamenti ispirati a questi principi. Si potrebbe ad esempio proporre un laboratorio didattico, utilizzando progetti editoriali come quello realizzato da Fatatrac/Giunti Progetti Educativi e Libera, "Le parole per stare insieme. Un alfabetiere per crescere", un libro-gioco, composto da 21 schede - una per ogni lettera dell'alfabeto, per affrontare attraverso una parola chiave e una poesia i temi della convivenza civile e della legalità (esempio: A come amico, B come banda, C come coraggio, ecc).

Sensibilizzare sulla mafia i bambini delle scuole secondarie

Sono diversi i progetti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado che hanno come obiettivo quello di sensibilizzare sulla mafia i più giovani, attraverso percorsi formativi in grado di fornire loro i mezzi per una migliore e più approfondita comprensione del fenomeno in Italia e delle sue implicazioni nelle nostre vite, al Sud come al Nord, e al tempo stesso di educare e sensibilizzare sulle forme di resistenza che la società civile ha saputo opporre nel tempo alla mentalità mafiosa.

Tra gli strumenti che insegnanti e studenti possono utilizzare all'interno di percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva ci sono film, libri, inchieste giornalistiche, testimonianze e incontri sul tema della lotta alla mafia con parenti delle vittime o giornalisti, laboratori, podcast e molto altro.

Libri per sensibilizzare sulla mafia

Ecco alcune letture interessanti e utili per spiegare ai bambini e ai ragazzi cos'è la mafia e per sensibilizzarli su questo tema complesso e delicato.

  • "I bambini non vogliono il pizzo", di Anna Sarfatti con illustrazioni di Serena Riglietti - Mondadori
  • "La mafia spiegata ai bambini. L'invasione degli scarafaggi", di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso - Becco Giallo
  • "Papere contro la mafia. Una storia di Giovanni Falcone", di Antonio Ferrara – Interlinea edizioni
  • "Non chiamateli eroi", di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso – Mondadori
  • "Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi", di Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro – DeAgostini
  • "La mia corsa. La mafia narrata ai bambini", di Francesca La Mantia e Matteo Mancini – Gribaudo
  • "Per questo mi chiamo Giovanni", di Luigi Garlando – Rizzoli
  • "Falcone e Borsellino, paladini della giustizia", di Francesco d'Adamo – Einaudi
  • "Cosa nostra spiegata ai ragazzi", di Salvatore Borsellino – Paper First
  • "Paolo Borsellino parla ai ragazzi", di Pietro Grasso – Feltrinelli
  • "Siamo tutti Capaci. Falcone e Borsellino trent'anni dopo", di Rosario Esposito La Rossa - Einaudi Ragazzi

Fonti

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