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I trend della didattica 2020, dall'homeschooling alla scuola "smart"

di Elena Cioppi - 26.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I trend della didattica 2020, cos'è l'homeschooling e come funziona una didattica davvero smart (in presenza e non).

La scuola cambia e si evolve con le generazioni di studenti che si susseguono tra i banchi. Ma è stata la pandemia di Covid-19 a rivoluzionare, decreto dopo decreto (l'ultimo e più emblematico per la scuola è il DPCM del 19 ottobre), la vita scolastica di bambini e ragazzi. Sotto i nostri occhi alcuni dei trend della didattica 2020 si sono configurati come unici metodi d'insegnamento e apprendimento possibili, basti pensare alla didattica a distanza. La DAD, conclusa per tutti gli studenti con il ritorno a scuola il 14 settembre scorso, ha ripreso a singhiozzo per le classi in quarantena e a tempo pieno, dal 26 ottobre 2020, per il 75% degli studenti delle scuole superiori e degli istituti tecnici. Ma non è solo questo l'unico trend che è entrato nella vita delle famiglie: l'homeschooling ovvero l'educazione parentale, è stata la scelta di diversi genitori che hanno optato per continuare il percorso di studio dei figli a casa, in modo sistematico e organizzato. Come cambierà la scuola nel 2021, quando gli strascichi (si spera) dell'emergenza Covid-19 ci imporranno di interfacciarci con nuovi modelli didattici?

In questo articolo

I trend della didattica 2020, dalla DAD all'homeschooling

DAD - Didattica a distanza

Come riportato da un articolo sul Corriere della Sera, dal 26 ottobre 2020 con il nuovo decreto anti-Covid saranno 2 milioni i ragazzi delle superiori di nuovo impegnati con la DAD nell'ambiente domestico e non più tra i banchi, con una percentuale fissata dal Governo sul 75% di lezioni a distanza a sfavore di quelle a tu per tu. La ministra Azzolina ha però ribadito che gli studi dei bambini di scuole materne, primarie e medie rimarranno dove sono: almeno per il momento. Nonostante lo scenario evolva di continuo (di settimana in settimana, a questo punto) è evidente che la didattica a distanza ha avuto e avrà ancora impatto non solo sulla crescita degli studenti, sulle loro abitudini e sulla sfera psicologica e dell'apprendimento ma anche sulla routine dei genitori, a loro volta impegnati sul fronte lavorativo. Un impatto economico, sociale e psicologico senza precedenti, che non si risolve solo nell'analisi di come è andata tra smart working e didattica a distanza ma che impone un pensiero più lungimirante, per capire come possa funzionare questa commistione da ora in poi. E non solo tirare avanti, ma proprio essere efficiente per tutti, studenti e genitori.

Homeschooling

Secondo i dati forniti dal Miur, già nell'anno scolastico 2018-2019 i bambini che facevano homeschooling erano 5.126. Una tendenza che si è consolidata come alternativa alla presenza in aula (o alla DAD) e che il Ministero dell'Istruzione riconosce come altrettanto valida. L'istruzione parentale è una deriva possibile dell'apprendimento ai tempi del Covid-19, che ovviamente intensifica gli sforzi dei genitori con la didattica trasformandola da DAD (a distanza) in una versione a chilometro zero. L'educatore è il genitore che si occupa dell'apprendimento del figlio su più livelli, quotidianamente. E in ottica di preservare la salute, impostare un processo sistematico di didattica, evitare i trasporti per raggiungere l'edificio scolastico, per molti l'homeschooling è diventata un'alternativa non solo valida, ma anche efficiente.

E-learning

Dopo un boom nei primi anni 2000, l'e-learning è tornato in auge anche grazie alla didattica a distanza, che, ovviamente, ne porta avanti i meccanismi fondamentali. La didattica su più livelli si è ritrovata a dover incrociarsi con tecnologia, velocità di banda, piattaforme adeguate: un ragionamento che non è più solo pedagocico ma anche e soprattutto tech. Le nuove frontiere dell'e-learning dovranno garantire a tutti l'accesso all'istruzione. E dovrà soprattutto essere smart, grazie all'utilizzo di piattaforme snelle, facili da capire e usare a tutti i livelli. Un ritorno al passato? Non proprio: possiamo considerarla più l'evoluzione necessaria per stare al passo con un mondo che cambia.

E se il 2021 fosse l'anno della scuola smart?

Il peso dei decreti e dei cambiamenti dell'ultimo minuto, mescolati alla pressione psicologica legata alla situazione non aiuta a vedere le cose in prospettiva. A chiedersi ad esempio come sarà la scuola nel 2021. Non avendo una sfera magica, non possiamo prevedere il futuro e scoprire sin da ora quali strascichi porterà la pandemia. Ma possiamo gettare le basi per trasformare la scuola in un ambiente smart e imporre il trend dello smart-schooling su tutti gli altri. Una sorta di summa di tutti quelli che si sono imposti nel 2020, traendo il meglio da ciascuno: la didattica a distanza non sarebbe più uno spauracchio dei genitori ma un modo efficace di continuare ad apprendere intensificando i rapporti con l'ambiente domestico. Le classi interattive - e non più solo le classi che si connettono, non tra poche difficoltà, in una delle stanze di Zoom - potrebbero diventare il perno per lezioni dinamiche, non solo "subite". E lo stesso programma scolastico, frutto di un retaggio culturale imposto da anni di abitudine, potrebbe finalmente adeguarsi ai tempi che corrono. In modo tale che non sia più la didattica a distanza ad adeguarsi al programma, ma il contrario: questo vorrebbe dire vivere, studiare e crescere in una scuola smart (per davvero).

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