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Perché si dice parlare a vanvera? Come spiegarlo ai bambini

di Simona Bianchi - 06.05.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L’espressione “parlare a vanvera” viene usata spesso ma pochi sanno da dove ha avuto origine. Perché si usa e cosa significa

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Cosa significa parlare a vanvera

Parlare a vanvera è un modo di dire comune che significa parlare a casaccio, dire cose senza senso. Secondo il dizionario Treccani deriva dalla voce onomatopeica fanfara, affine a fanfano. Nella locuzione avverbiale "vanvera" viene usato per esprimere un'azione fatta senza riflettere e senza stare attenti a a quanto si dice o si fa. L'espressione sarebbe comparsa per la prima volta nel 1565 in un testo dello storico fiorentino Benedetto Varchi e significa dire cose senza fondamento. Sulla sua provenienza si sono fatte però molte ipotesi. Alcuni studiosi fanno notare che la radice di "vanvera" assomigli a quella di vano. Altri ritengono che la parola derivi dal gioco della bambàra, una locuzione, forse di origine spagnola, con la quale s'intendeva una perdita di tempo. E se a rinforzare questa tesi c'è il fatto che in certe zone della Toscana si dica proprio "parlare a bambera", alcune contraddizioni cronologiche e altri piccoli indizi sembrerebbero smentirla. Gli etimologisti sono più propensi a credere che vanvera sia una variante di fanfera, una parola di origine onomatopeica che riproduce il suono fanf-fanf simile a quello di chi parla farfugliando quindi senza dire niente di sensato.

La vanvera e il legame con Venezia

Una tesi riguardante l'espressione parlare a vanvera collega l'origine di questo modo di dire alla città di Venezia. Nel '600 nella località lagunare le dame usavano indossare un particolare oggetto chiamato appunto "vanvera". Molto in voga all'epoca, era una parte integrante dei sontuosi abiti delle veneziane che venivano usati solitamente in qualsiasi occasione di festa. Si trattava di una sorta di tubicino posto sul sedere delle donne sotto le loro gonne, con un palloncino alla sua estremità che serviva per contenere le possibili flatulenze delle signore che, così, avrebbero evitato la spiacevole figuraccia di emanare cattivi odori magari durante una danza con il loro cavaliere.

Un'altra versione ritiene che la vanvera fosse usata anche di notte in camera da letto. Messa sotto le coperte portava l'aria delle proprie flatulenze fuori dalla finestra con un tubicino in modo che l'ambiente restasse profumato. Il collegamento tra l'oggetto e il modo di dire sarebbe che la vanvera serviva per mandare all'aria, far scomparire gli odori, un po' come quando si parla senza senso, mandando a l'aria parole che non hanno alcun significato.

Dar fiato alle trombe

Tornando alla derivazione di vanvera da fanfera, nel significato che ha poi preso questo termine entrano in gioco le trombe militari. L'origine sarebbe nata proprio dal collegamento col suono di questi strumenti "fan-fan", da qui il modo di dire "dar fiato alle trombe" o "parlare a vanera" sempre per indicare l'atto di dire cose che scompaiono all'aria, che non hanno alcun senso. Di "a vanvera" sono note anche delle varianti regionali, in particolare nel pisano e nel lucchese, con i termini "cianfera" e il già citato "a bámbera". Quest'ultima parola deriva probabilmente dal gioco di origine spagnola della bambàra, una specie di primiera. Nel gioco la bambarria indica un colpo fortunato e vincente. A questo si ricollega il secondo valore semantico dell'espressione, che non significa soltanto "a caso, senza discernimento", ma anche "senza prendere la mira".

Come spiegare “parlare a vanvera” ai bambini

Come visto, l'origine del modo di dire "parlare a vanvera" non è chiara e ci sono molte versioni, alcune delle quali anche abbastanza divertenti. Per spiegare ai piccoli cosa significa e perché si usa questa frase si può partire dal significato vero e proprio che ha oggi, ovvero indicare qualcuno che fa o dice cose a caso. Poi si può passare a raccontare le simpatiche storie di come "a vanvera" si sia diffuso nel linguaggio comune allontanandosi da quella che era probabilmente la sua origine, quindi il caso della derivazione dal suono delle trombe militari e l'antica e strana tradizione veneziana di "eliminare le puzzette".

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