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World schooling, il metodo per viaggiare imparando

di Viola Stellati - 13.09.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Prende sempre più piede il world schooling, un metodo di istruzione che permette ai nostri figli di imparare viaggiando per il mondo

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World schooling

Soprattutto quando i genitori sono dei viaggiatori, è difficile rinunciare alla possibilità di esplorare il mondo insieme ai proprio figli. Per fortuna, c'è una buonissima notizia: da qualche anno a questa parte va sempre più di moda il world schooling che in italiano possiamo tradurre in più modi, tra cui fare scuola nel mondo, oppure il modo diventa una scuola. Scopriamo insieme di cosa si tratta esattamente e come funziona.

Che cos’è il world schooling

Con i termini world schooling si intende un innovativo metodo educativo che permette ai nostri figli certamente di imparare, ma di farlo viaggiando per il mondo. Si tratta di un sistema di insegnamento che è stato inventato più di dieci anni fa dallo scrittore e viaggiatore americano Eli Gerzon, grazie a tutte le conoscenze che aveva acquisito a seguito dei suoi viaggi.

Si tratta quindi di una specie di educazione parentale che si fonda sull'idea di imparare da quello che offre il mondo. Del resto, per imparare davvero, oltre ai libri, serve la pratica e per questo è molto più facile apprendere, anche per i più piccoli, sperimentando le cose in prima persona.

Come funziona

Da queste premesse il world schooling sembra assai interessante, ma prendendo in considerazione la scolarizzazione nel nostro Paese sembra altrettanto difficile da applicare.

La realtà dei fatti è che non esiste un modo universale di fare world schooling. Si va per tentativi ed errori fino a trovare la metodologia più adeguata. Quel che però serve di base è la curiosità da parte dei nostri figli, per il mondo, per la scoperta e per tutto quello che li circonda.

Ed è partendo proprio da questi presupposti che ogni famiglia che pratica il word schooling estrapola il proprio metodo, perfetto sia per i figli che per loro stessi.

Risulta fondamentale, quindi, coinvolgere i più piccoli in ogni aspetto del viaggio, farli leggere ed entrare in contatto con la cultura e la popolazione del paese in cui ci si trova.

Gli insegnanti sono quindi i genitori e il più grande libro da cui attingere è il mondo intero, senza ovviamente dimenticare che si può sfruttare anche la tecnologia.

Il world schooling è legale?

La risposta a questa domanda è un po' complessa, nel senso che il world schooling non è legale ovunque. In Italia lo è, a patto che al termine di ogni ciclo di studi i bambini vengano valutati con un esame di idoneità da svolgere nel nostro Paese e che permette il passaggio alla classe successiva.

Con il world schooling, quindi, i bambini vengono istruiti in modo alternativo. Per fare un esempio pratico, quando si visita un nuovo paese lo si può studiare geograficamente, a livello storico, praticando la lingua locale o magari facendo calcoli di matematica mentre ci si ferma a fare acquisti presso un negozio di souvenir.

In sostanza, vengono mantenute le materie di base perché a cambiare è il modo in cui vengono insegnate e apprese.

Quali sono i vantaggi

La migliore soluzione per fare world schooling è quella di essere genitori in smart working. Oltre a ciò, attualmente c'è ancora grande dibattito su questo particolare metodo di scolarizzazione.

Quel che è certo, però, è che si tratta di un apprendimento esperienziale: un vulcano non si deve necessariamente studiare sui libri mentre si è seduti sui banchi di scuola, e non ci sono nemmeno compiti a casa da fare su questo (o altri) argomento.

Si impara facendo esperienze, e quindi andando a visitare un vulcano vero e proprio. In questo modo, quindi, i bambini apprendono in maniera più naturale.

Ovviamente non ci sono orari, traffico da evitare di prima mattina, voti da aspettare o tantissime e consecutive scadenze da rispettare.

Secondo uno studio pubblicato su Science Direct, i vantaggi del word schooling si possono riassumere in:

  • apprendimento pratico: si impara grazie ad esperienze vissute in prima persona;
  • apprendimento emotivo: emergono diverse abilità sociali ed emotive, come fiducia, gratitudine, tolleranza, solidarietà ed empatia;
  • contatto con la natura: grazie ad essa (e viaggiando) si approfondiscono materie come biologia, geografia, matematica e lingue;
  • sviluppo della curiosità e della logica: nei bambini l'interesse cresce sempre di più per via della continua scoperta perché viaggiando escono dalla loro comfort zone;
  • accettazione e approfondimento di un mondo multiculturale: culture, tradizioni e lingue straniere portano i nostri figli ad avere una mente più aperta, così come a possedere una visione più realista e inclusiva del mondo in cui viviamo.

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