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La psicologa americana Alison Gopnik avverte: essere genitori non è un mestiere ma una cosa naturale

di Federica Baroni - 24.10.2016 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Non esistono modelli educativi buoni o cattivi, non ci sono regole per avere figli perfetti. L'unica formula è che non ci sono formule e per essere bravi genitori bisogna innanzitutto smettere di pensare al ruolo di padre e madre come se fosse un mestiere, ma puntare a crescere bambini sereni, coltivandone le attitudini con spontaneità e senza pretendere di determinarne l'indole e il futuro. A sostenerlo è la psicologa americana Alison Gopnik. 

Oggi essere genitori è considerato quasi un mestiere. Si studiano su libri e manuali le istruzioni per crescere figli perfetti, o almeno quasi. Se ne discute su blog e social.

Ci si confronta (e a volte ci si scontra), con altri genitori, alla ricerca del modello educativo migliore. E poi alla fine, rimane a tutti un gran senso di colpa, la sensazione di non aver agito per il meglio.

Ma forse è arrivato il momento di mettere via i manuali e tutte le aspirazioni e goderci con naturalezza il nostro essere mamme e papà. Basta fare i "falegnami", molto meglio essere "giardinieri" perché: "i bambini non sono tavoli da costruire sperando che i chiodi piantati oggi li rendano solidi domani. Sono piuttosto orchidee, lilium, margherite: fiori diversi da far sbocciare nel miglior ambiente possibile fino a creare un ecosistema" scrive la psicologa Alison Gopnik suo libro "The Gardener and the Carpenter" (il giardiniere e il falegname) appena uscito negli Usa e intervistata da Repubblica.

"Non esistono modelli educativi buoni o cattivi: essere genitori è più naturale del lavoro in cui lo abbiamo trasformato" racconta nell'intervista.

1. Il primo punto da mettere in chiaro è quello appunto che non bisogna fare della genitorialità un lavoro.

E' quindi sbagliato pensare che applicando determinate regole i bambini diventeranno in un certo modo, "se una formula del crescere bene esiste è che non ci sono formule. E l'unico vero errore è continuare a cercarle".

Il segreto di essere un buon genitore è quello di crescere bambini sereni, coltivandone le attitudini con spontaneità, senza pretendere di determinare l'indole e il futuro di un figlio.
"Meglio prendersi dei rischi e abituarsi all'idea che i figli affronteranno fallimenti. Si vivrà con meno ansia la relazione reciproca e si tireranno su persone autonome, capaci di affrontare le insidie della vita. Naturalmente bisogna offrire ai propri figli un ambiente confortevole e stabile. Accompagnarli: ma saperli lasciar andare".

Leggi anche: 10 regole per crescere figli felici e sereni da 0 a 21 anni

Quindi tutto il contrario delle mamme tigri che impostano l'educazione su regole rigide e alte aspettative sui successi dei figli, con tabelle di marcia serrate per essere primi in tutto: a scuola, nei corsi di lingue, negli sport, nella musica.

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2. Questo naturalmente non significa che i figli vadano lasciati da soli

"Prendersene cura con amore e abnegazione è essenziale. Ma all'interno di questa cornice bisogna lasciarli esplorare: per fargli scoprire le loro attitudini".

Fondamentale è l'ambiente in cui crescere un piccolo, l'ideale sarebbe il "villaggio familiare", formato da nonni, zii, cugini con cui il bambino si relaziona. Certo oggi non tutti hanno a disposizione una famiglia di questo tipo, ma si può sostituire con una buona scuola primaria, insegnanti stimolanti. . .

3. Oggi si conosce meglio il mondo del lavoro che quello dei bambini

Secondo la Gopnik uno dei motivi per cui oggi crescere i figli è come un mestiere dipende anche dall'età anagrafica in cui si fanno figli.
"Sicuramente chi ha figli tardi conosce meglio il mondo del lavoro che quello dei bambini: così li affronta come un mestiere, cercando regole per farlo al meglio su manuali che parlano di obiettivi da raggiungere. E in una società che misura tutto attraverso i concetti di consumo e produzione anche i figli diventano azioni di valore o in perdita. Dimenticando che i veri valori sono altri".

"I figli sono parte del nostro essere umani. La relazione con loro è parte fondante della nostra evoluzione: la cura dei bambini ha generato adattamenti come le figure sociali di padri e nonni che altre specie di mammiferi non hanno. Non solo: essere unici e imprevedibili fa parte della nostra strategia di sopravvivenza. Ci ha permesso di superare le avversità".

Stimolate i figli, ma poi lasciate che a scegliere siano loro

Per l'esperta piuttosto che spingere i bambini verso una particolare attitudine, molto meglio dargli stimoli e lasciar scegliere il piccolo. Trasmettere valori e passioni è importante, ma un genitore non può pretendere che i figli seguano le sue indicazioni.

Il rischio di troppe regole educative è quello crescere bambini più vulnerabili e timidi.

Leggi anche: Perché i bambini non devono avere troppi impegni dopo la scuola?

4. Basta sensi di colpa

Ma la cosa peggiore del "parenting" secondo la Gopnik è quella di "aver trasformato la relazione con i figli in una fatica, l'aver soffocato mamme, papà e figli con regole e conseguenti sensi di colpa".


"Spero che i genitori imparino a liberarsi dalla pressione di dover fare le cose giuste.

I bambini imparano a risolvere le situazioni difficili da soli, attraverso l'osservazione e il gioco. Imparano così quella flessibilità senza schemi che li aiuterà ad affrontare ogni insidia. E questo, sulla lunga distanza, ha un grande valore".

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