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Parotite nei bambini (orecchioni): sintomi, prevenzione e cura

di Valentina Murelli - 06.10.2020 - Scrivici

orecchioni
Fonte: shutterstock
La parotite è una malattia infettiva virale contagiosa e tendenzialmente innocua, anche se può comportare complicanze anche gravi, specie se contratta da adulti. Nelle prime settimane di gravidanza è associata a un aumento del rischio di aborto spontaneo. Può essere prevenuta con un vaccino.

In questo articolo

Che cos'è la parotite


La parotite è una malattia infettiva causata da un virus appartenente al gruppo dei Paramyxovirus. È conosciuta anche con il nome comune di "orecchioni" perché il suo sintomo caratteristico è proprio il gonfiore della zona posta sotto un orecchio (o entrambi).

A gonfiarsi sono in realtà le ghiandole parotidi, le più grandi tra le ghiandole salivari.

La malattia è tipica dei bambini tra i 5 e i 10 anni, mentre è molto rara in quelli con meno di due anni. L'introduzione del vaccino ha ridotto in modo significativo la frequenza della malattia tra i bambini. Se però le coperture vaccinali si abbassano - come si sta verificando nel nostro paese - la parotite tende a diventare più frequente negli adulti, dove è anche più facile che si manifestino le complicanze.

La malattia si diffonde soprattutto nel tardo inverno e all'inizio della primavera.

I sintomi della malattia

In genere i primi sintomi sono poco specifici e possono essere confusi con quelli di una classica influenza:

  • febbre,
  • mal di testa,
  • dolori alle articolazioni,
  • malessere generale,
  • mancanza di appetito.

Già il giorno dopo (o al massimo pochissimi giorni dopo), però, compare anche il sintomo più tipico, cioè il rigonfiamento della zona posta sotto un orecchio, o entrambi, all'incirca dietro l'angolo della mandibola. Al gonfiore si associa dolore durante la masticazione e la deglutizione.

Dolore e gonfiore sono dovuti all'infiammazione delle ghiandole parotidi, le più grandi tra le ghiandole salivari. Di solito è colpita prima una parotide e dopo un paio di giorni anche l'altra, ma non è raro che venga colpita un solo lato.

In alcune persone, l'infezione da parte del virus della parotite non comporta sintomi, mentre in altre si verificano solo quelli aspecifici e non c'è gonfiore delle parotidi.

Dovresti sentire il medico non appena sospetti che il tuo bambino possa avere gli orecchioni: ti consiglierà cosa fare e come evitare la diffusione dell'infezione ad altri ed escluderà altre infezioni che all'inizio potrebbero avere sintomi simili, come la tonsillite.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica, cioè si basa sui sintomi. In casi dubbi, il medico può richiedere un esame del sangue per confermare o meno la presenza di anticorpi contro il virus (se ci sono, significa che la malattia è in atto). Ancora più raramente, può essere effettuata la ricerca del virus direttamente nella saliva.

Come si trasmette

Come quelli di influenza e raffreddore, anche il virus della parotite si trasmette attraverso goccioline infette di saliva o di muco nasale, dunque principalmente attraverso colpi di tosse e starnuti, oppure per contatto diretto con superfici contaminate. La malattia è contagiosa per alcuni giorni prima e dopo la comparsa dei sintomi.

Se tuo figlio ha gli orecchioni, dovresti cercare di limitare la diffusione della malattia tenendolo a casa da scuola per almeno 5 giorni dopo la comparsa dei sintomi.

L'infezione garantisce immunità permanente: significa che non ci si può ammalare una seconda volta.

Come si cura

Non esiste una terapia specifica per il morbillo, perciò il trattamento riguarda soltanto i sintomi. In particolare, si possono utilizzare paracetamolo oppure ibuprofene per abbassare la febbre e antidolorifici (di nuovo, paracetamolo) per attenuare il dolore causato dall'infiammazione.

L'alimentazione

Una dieta semiliquida e l'applicazione di caldo o di freddo possono essere ulteriormente d'aiuto in questo senso.

Per tutta la durata della malattia, è bene tenere il bambino a riposo e ben idratato.

Le possibili complicanze

Nei bambini, gli orecchioni passano in alcuni giorni senza alcuna conseguenza nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia possono esserci - raramente - delle complicazioni, tra le quali encefalite con conseguenze anche a lungo termine, meningite, pancreatite e danni all'udito: in circa 5 casi ogni 100 mila di malattia si verifica la perdita dell'udito.

Negli adulti le complicazioni sono più frequenti e nei maschi comprendono anche l'orchite, cioè un'infiammazione dei testicoli che può portare ad atrofia testicolare e, in alcuni casi, anche a sterilità. L'orchite interessa circa 5 maschi su 10 colpiti, da adulti, da parotite. L'infiammazione delle ovaie, nelle donne, è possibile ma meno frequente (circa il 5% dei casi).

Rischi in gravidanza


Il contagio nelle prime 12 settimane di gravidanza è associato a un aumento del rischio di aborto spontaneo, che arriva al 25% (una gravidanza su quattro viene persa). Non c'è però un aumento del rischio di malformazioni fetali.

Come si previene

Oltre al rispetto delle buone norme igieniche (fondamentale lavarsi bene e spesso le mani, e ricordare ai propri figli di farlo!) l'arma migliore contro la malattia è la vaccinazione.

In Italia tipicamente il vaccino contro la parotite è combinato con quelli contro morbillo e rosolia (MPR) e viene somministrato ai bambini in due dosi: tra i 12 e i 15 mesi e intorno a 5-6 anni. La vaccinazione può comunque essere effettuata a qualunque età.

Poiché si tratta di un vaccino cosiddetto attenuato - cioè contenente virus vivi, per quanto resi il più possibile innocui - il vaccino è sconsigliato a persone che hanno carenze del sistema immunitario e alle donne in gravidanza.

Un'enorme massa di studi condotti negli ultimi 15 anni ha mostrato che non esiste alcuna correlazione tra la somministrazione di questo vaccino e il rischio di autismo.

Fonti per questo articolo: Sito web VaccinarSì; Sito web Epicentro; Pagina di approfondimento del Servizio Sanitario inglese; Sito WebMD.

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