EDUCAZIONE MUSICALE

Metodo Yamaha per insegnare la musica ai bambini: ecco come funziona

Di Alice Dutto
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23 Aprile 2019
Un approccio musicale che si basa sul divertimento e la creatività. Ecco come si struttura e in che cosa consiste
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«Il sistema didattico Yamaha ha una storia lunghissima. È nato in Giappone nel 1954. Lì si sperimentò la prima classe collettiva composta da bambini in età prescolare. Da allora il metodo si è sviluppato enormemente non solo in Giappone ma in tutto il mondo, in Europa e qui in Italia dove è arrivato nel 1970» spiega Roberta Ferrari, responsabile didattica Yamaha Music Education System.


Un metodo che è sempre aggiornato: «A livello mondiale esiste un team di esperti in didattica musicale per l'infanzia che, insieme a psicologi, pedagogisti e compositori, si dedica allo sviluppo e aggiornamento costante del metodo».

 

Metodo Yamaha per bambini: come funziona

 

«Si tratta di un sistema che pone la pratica prima della teoria; il divertimento alla base della motivazione all’impegno e la qualità di metodo; materiali e formazione degli insegnanti al servizio dei più piccoli».

Il metodo dunque inverte il processo tradizionale di insegnamento della musica, che prevede prima la decodifica e la comprensione del segno scritto e poi l’approccio alla musica “vera”, suonata o cantata.

 


«Noi di Yamaha invece preferiamo partire dall’esperienza, dal “fare”, dal suonare e dal cantare per poi accedere, nell’età giusta, alla comprensione teorica. Esattamente come si impara a parlare: il bambino prima ascolta, poi imita e poi parla. Solo quando andrà a scuola imparerà l’alfabeto, la grammatica, imparerà a leggere e a scrivere, perché in quel momento sarà pronto per farlo».

 

 

L'importanza del divertimento

 

«Nel modo di insegnare di Yamaha si tiene sempre conto dell’importanza che il divertimento ricopre nell’apprendimento. Le nostre lezioni di musica sono piene di giochi molto, molto seri: sono piene di fantasia, di fiabe, di movimento, di creatività! La musica può e deve essere imparata con gioia, con allegria e con piacere!».

 

Questo non significa “con leggerezza” o in modo superficiale: «La qualità dell’insegnamento, dei materiali e la consistenza della formazione degli insegnanti sono nostri fiori all’occhiello».

 

L'obiettivo del metodo Yamaha

 

«Desideriamo “creare persone felici”! Sì, perché siamo assolutamente convinti che la musica, con tutti i benefici che porta con sé, renda le persone migliori e il mondo un posto più bello in cui vivere. Il nostro sogno è quello di portare musica in tutte le scuole, in tutti gli asili, in tutti i nidi e anche in tutti gli uffici!».

Anche per questo da alcuni anni, accanto al circuito privato delle scuole in cui si insegna questo metodo, ci si sta impegnando per portare i corsi Yamaha anche all’interno della scuola pubblica, con il progetto “Musica per tutti” per le scuole primarie e “Musica per tutti Junior” per le scuole dell’infanzia.

«Un'iniziativa che vanta ormai quasi diecimila allievi in tutta Italia e che ha ricevuto l’apprezzamento del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, presieduto dall’ex ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer» sottolinea Roberta Ferrari.

 

Le caratteristiche del metodo Yamaha

 

«Tre sono le nostre peculiarità: innanzitutto l’utilizzo dello strumento a tastiera elettronico, come “mezzo” per realizzare un’educazione musicale completa. La tastiera ha un’intonazione sempre costante e questo ci porta a raggiungere uno sviluppo dell’orecchio incredibile. Inoltre, ha tasti facilmente riconoscibili e “suonabili” anche da manine molto piccole. In più, consente da subito di familiarizzare con gli strumenti dell’orchestra riprodotti in maniera virtuale».

Un’altra caratteristica fondamentale del sistema didattico Yamaha è lo sviluppo della creatività: «Nel giro di pochi anni i bambini arrivano a comporre e suonare la propria musica».
 


La terza caratteristica è l’attenzione alle esigenze specifiche di ogni fascia d’età, all’interno di lezioni collettive: «cerchiamo sempre di creare gruppi omogenei per poter dare il “cibo giusto” per ogni momento della crescita di un bambino».

 

 

A che età iniziare

 

«Il prima possibile! L'educazione musicale, infatti, inizia da molto presto». A seconda delle fasce d'età sono previsti percorsi differenti:

 

  • Dai 18 mesi di vita è possibile portare il proprio bambino al corso “Yamaha Baby Music: le avventure musicali di Toby”. I bambini non utilizzano ancora la tastiera, ma soltanto le loro orecchie, la loro voce, il proprio corpo.

  • A tre anni si approda al “Yamaha Music Wonderland”, un percorso magico, pieno di giochi, fantasia, colori, suoni, in cui bambini avranno il primo approccio con la tastiera.

  • Dai 4 ai 6 anni c'è il “Junior Music Course”, che abbina allo strumento anche lo sviluppo della creatività musicale.

  • Dai 6 agli 8 anni si continua a imparare la musica con lo stesso approccio ludico, ma rigoroso, e dagli otto anni in avanti i bambini possono anche frequentare corsi di canto, batteria, chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra acustica, basso e pianoforte.