Home Bambino

Empatia nei bambini: il ruolo dei neuroni specchio

di Rosy Maderloni - 18.09.2023 - Scrivici

neuroni-specchio-ed-empatia-nei-bambini
Fonte: Shutterstock
Lo scienziato Giacomo Rizzolatti spiega la relazione tra neuroni specchio ed empatia nei bambini: come favorire ad educare alla vicinanza tra persone.

In questo articolo

Neuroni specchio ed empatia nei bambini

Non siamo fatti per vivere da soli ed essere egoisti. Ciò che diamo per vero nelle piccole e grandi emozioni di ogni giorno, condivise con chi amiamo (e chi mal sopportiamo) affonda in una delle più importanti scoperte scientifiche, avvenuta nel 1992 a Parma grazie a Giacomo Rizzolatti e al suo team di ricercatori. Questo gruppo ha scoperto, infatti, un particolare tipo di neuroni, chiamati neuroni specchio, che si attivano sia quando eseguiamo un'azione, sia quando vediamo la stessa azione compiuta da altri. In questo meccanismo ritroviamo il motore dell'empatia e dell'etica ed è interessante capire in che modo si relazionino neuroni specchio ed empatia nei bambini. Ne parliamo con Giacomo Rizzolatti, il neuroscienziato famoso in tutto il mondo, grazie proprio alla scoperta del meccanismo specchio.

Neuroni specchio, come funzionano?

"Il meccanismo specchio, originariamente da noi scoperto nel sistema motorio di scimmia, riguarda il comportamento di una popolazione di neuroni che si attiva in maniera analoga quando un individuo compie una determinata azione e quando la vede compiere da un altro individuo - premette lo scienziato Giacomo Rizzolatti -. Inizialmente abbiamo pensato che questo meccanismo riguardasse solo il sistema motorio ma abbiamo scoperto successivamente che era presente anche in altre aree del cervello, tra cui quelle che controllano le emozioni. Abbiamo notato, in studi nell'uomo, come l'area del ridere, o l'area del dolore si attivassero nei soggetti in situazioni in cui erano puri spettatori mentre osservavano altre persone che vivevano quella emozione. Ciascuno di noi capta attraverso i suoi sistemi sensoriali informazioni che è in grado di trasferire al proprio sistema motorio come se facesse una 'copia motoria' dell'azione, attivando così gli stessi neuroni coinvolti in chi sta compiendo quel gesto. Di fronte al dolore o alla risata altrui, siamo biologicamente portati ad attivare le stesse aree neuronali. Il meccanismo specchio è anche alla base dell'apprendimento del neonato.

Si può parlare di empatia perché il meccanismo specchio  ci pone in un rapporto con gli altri in un modo diretto. 

Dove si trovano i neuroni specchio. "In moltissime aree e centri del cervello, non solo nel sistema motorio - chiarisce Rizzolatti -. Sono in parte innati, in parte acquisiti. Questi ultimi compaiono grazie all'apprendimento e all'educazione. Si può anche essere carenti di neuroni specchio e allo studio ci sono condizioni come l'autismo per il quale vi sono dati che indicano che ci sia una relazione tra questo disturbo e carenza nell'attività dei neuroni specchio, ma occorre parlare di questi temi con  molta prudenza".

Gioco tra pari e fantasia attivano i neuroni specchio

L'attività dei neuroni specchio inizia alla nascita dell'individuo - chiarisce Rizzolatti. Per questo un bambino impara a capire presto quando il volto della mamma è arrabbiato o sereno, e sa rispondere al suo sorriso. Questo meccanismo è automatico e funziona sempre. I bambini apprendono molto giocando tra loro, sono molto più reattivi nell'imparare una nuova lingua in tenera età invece che da più grandi ad esempio. L'allenamento precoce può essere un fattore di sviluppo anche dell'empatia. Una cosa molto bella, che abbiamo riscontrato, è che i neuroni specchio si attivano anche con la fantasia, immaginando una situazione emotiva". 

Come si sviluppa l’empatia nei bambini tramite l’attività dei neuroni specchio?

"Più cose impara il bambino, più capisce gli altri ed è integrato coi suoi amici e più saprà sviluppare la sua empatia con gli altri - aggiunge il neuroscienziato -. Le relazioni possono fare la differenza: l'effetto maggiore è quello del rapporto tra pari, dei compagni di classe, dunque, e degli amici. I pari possono essere un forte stimolo durante lo sviluppo, più dei genitori, per quanto poi dipenda molto anche dallo specifico rapporto adulto-bambino.

I genitori possono fare una cosa molto importante per far sì che i figli apprendano azioni, emozioni e intenzioni desiderate: comportarsi come vorrebbero che i propri figli si comportassero nelle suddette situazioni. Questo è fondamentale". 


Empatia tra solitudine e schermi tecnologici. "La solitudine è una condizione tragica e purtroppo i bambini e i ragazzi di oggi passano molto più tempo da soli rispetto alle generazioni precedenti. L'infelicità può nascere dal non riuscire più a creare rapporti duraturi e questo è doloroso; la nostra biologia non ci permette di essere felici da soli e di essere egoisti: siamo animali sociali. Lo stare davanti a un monitor e comunicare attraverso display non apporta la stessa attivazione dei neuroni specchio. Molti esperimenti sono stati eseguiti mostrando scene dal vivo e scene via monitor di una stessa azione motoria o emotiva e i soggetti mostravano più partecipazione nell'attività dei neuroni specchio di fronte a ciò che avveniva dal vivo. Lo stesso vale per le emozioni indirette, quelle non vissute in prima persona, ma apprese cognitivamente: in queste non riusciamo a provare lo stesso grado di empatia, che proviamo per fatti, il dolore ad esempio, da noi osservati direttamente; penso alle tragedie che in questo momento stanno riguardando altre zone del mondo".

Indifferenza ed egoismo: colpa di neuroni specchio malfunzionamenti?

"L'indifferenza può verificarsi per ragioni patologiche e può fare parte, ad esempio, dello "spettro autistico", per quanto vada specificato che ci sono forme diversissime di autismo. Allo stesso tempo non possiamo neanche dire che la cattiveria o l'egoismo siano frutto di un malfunzionamento o di una carenza tout court dei neuroni specchio. L'ambiente e l'esperienza di vita possono contribuire all'assunzione di certi atteggiamenti. Può sorprendere, ma vi sono dati che i sadici sono fortemente empatici.

Studi compiuti su ergastolani sadici hanno infatti mostrato come queste persone, proprio per il piacere che provano di fronte alla sofferenza altrui, abbiano una capacità molto alta di comprendere lo stato emotivo dell'altro: questa condizione è stata definita di 'empatia nera' ma, rassicuriamoci, nessuno nasce sadico".

L'intervistato

Giacomo Rizzolatti sarà relatore a "Educhiamoci. Giornate per l'educazione". L'iniziativa è voluta dal Comune di Vittorio Veneto e si rivolge a a studenti, genitori, insegnanti e professionisti dell'educazione e della salute. L'edizione 2023 si terrà dal 16 al 21 ottobre a Vittorio Veneto e il focus di quest'anno è "Ci vuole coraggio". Lunedì 16 ottobre alle ore 20.30 Giacomo Rizzolatti sarà relatore della conferenza In te mi specchio. Le info per partecipare e conoscere la fitta rassegna sono disponibili sul sito Educhiamoci.

Biografia dell'intervistato: Giacomo è stato Presidente dello European Brain Behavior Society e della Società Italiana di Neuroscienze. I suoi principali interessi scientifici riguardano il meccanismo specchio, di cui è, insieme a un gruppo di suoi collaboratori, lo scopritore ed è Professore emerito all'Università degli Studi di Parma.

Crea la tua lista nascita

lasciandoti ispirare dalle nostre proposte o compila la tua lista fai da te

crea adesso

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli