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No a tablet e smartphone per calmare i capricci

di Valentina Meschia - 28.07.2015 - Scrivici

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Cercare di calmare i proprio figli con smartphone e tablet potrebbe danneggiare lo sviluppo emotivo del bambino, non permettendo ai piccoli di imparare a controllare le proprie emozioni autoregolandosi. Se dati in età precoce potrebbero causare ritardi nel linguaggio. Le nuove tecnologie possono anche essere causa di obesità infantile e aggressività.

Secondo uno studio effettuato dalla Boston University School of Medicine cercare di calmare i propri figli con tablet e smartphone sarebbe dannoso, potendo danneggiare lo sviluppo emotivo del bambino. Secondo gli psicologi cercare di intrattenere e far distrarre i bambini con questi dispositivi, di cui ormai si fa sempre più uso, interferirebbe con i normali processi di sviluppo del piano emotivo, non permettendo ai piccoli di imparare a controllare le proprie emozioni autoregolandosi. Per il ricercatore e autore dello studio Jenny Radesky, esperto di pediatria comportamentale, l’uso sempre più frequente di questi dispositivi nei bambini, li allontanerebbe dalle interazioni umane e non dà loro il tempo di calmarsi da soli. (Leggi anche: smartphone e tablet dannosi per i bambini)

Tablet e telefonini come baby-sitter

Come nel caso della televisione, allo stesso modo tablet e telefonini possono diventare una sorta di baby-sitter, interferendo sulle capacità di socializzazione, di empatia e di risoluzione dei problemi, che viene appresa durante l’infanzia con l’esplorazione, il confronto, il gioco e l’interazione con coetanei e adulti. Lo studio ha rivelato anche come tali dispositivi possano sostituire attività importanti per lo sviluppo senso-motorio e visuo-motorio, fondamentali per l’apprendimento e l’applicazione di scienza e matematica.

Inoltre ha mostrato come i bambini di età inferiore ai 30 mesi non siano in grado di imparare da TV e video come invece riescono a fare dalle interazioni della vita reale. Le prime osservazioni però suggeriscono come i media interattivi (libri elettronici e applicazioni) siano utili in età prescolare (o più grandi) per imparare a leggere, a memorizzare nuovi vocaboli e a comprendere la lettura, ma come dialogo e giochi di un tempo, restano gli ingredienti d’eccellenza per stimolare la curiosità e l’apprendimento nei bambini. La differenza sta dunque nell’età e nell’utilizzo che se ne fa di questi dispositivi.

Dispositivi touchscreen in età precoce: ritardi nel linguaggio e scarsa conoscenza linguistica

Secondo un’altra ricerca condotta dai medici del Cohen Children Medical Center (New York) i dispositivi touchscreen usati in età precoce provocano ritardi nel linguaggio e scarsa conoscenza linguistica, rendendo difficile il normale processo di apprendimento. Dallo studio è emerso come i bambini utilizzatori di giochi non educativi su dispositivi touchscreen tendono ad avere punteggi bassi nei test di abilità verbale. Inoltre ha mostrato come i genitori abbiano sostituito libri e giochi normali con tablet e smartphone, considerandoli ottime distrazioni.

I dati mostrano come l’età media dei bambini che iniziano a utilizzare questi dispositivi sia circa gli 11 mesi, con un uso medio di 36 minuti al giorno. Le forme di utilizzo più comuni sono: la visione di programmi educativi per bambini (30%); l’utilizzo di applicazioni istruttive (26%); premere pulsanti a caso (28%); giochi non istruttivi (14%). Il 60% dei genitori crede nell’effetto benefico educativo di questi dispositivi sui loro figli, ma lo studio ha invece mostrato punteggi più bassi nei test di sviluppo verbale di bambini esposti a questo tipo di tecnologia. Secondo la dottoressa Ruth Milanaik, prima ricercatrice, la tecnologia non potrà mai rimpiazzare l’interazione genitore-figlio e il modo migliore per incoraggiare l’apprendimento è il dialogo.

L'uso eccessivo può portare a obesità e aumento di aggressività

Un uso eccessivo e non giustificato di tali dispositivi può avere anche un grave impatto sulla salute del bambino. Secondo uno studio dell’Università di Melbourne in Australia, pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics, il 68% dei bambini con meno di 2 anni sta già di fronte ad uno schermo (tv, computer o dispositivo mobile), sviluppando comportamenti sedentari che possono portare ad obesità, ma anche aumento dell’aggressività. Inoltre lo studio evidenzia come non sia un bene che fin da piccolissimi i bambini restino incollati davanti a uno schermo e siano abituati a eseguire gesti ripetitivi con le dita, mostrando poi difficoltà a svolgere giochi banali come puzzle e costruzioni. (Leggi anche: obesità infantile, i fattori di rischio)

Al ristorante la tecnologia limita i rapporti tra le persone

Infine, il team di ricercatori della Boston University School of Medicine per far luce su cosa spinge i genitori a far interagire sempre di più i figli, anche piccolissimi, con dispositivi tecnologici, ha osservato al ristorante il comportamento di 55 famiglie. Lo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics ha mostrato come quasi un terzo dei genitori usava lo smartphone anche durante il pasto, non prestando attenzione a quello che succedeva attorno, figli compresi. I bambini hanno mostrato reazioni diverse: alcuni erano indifferenti, altri invece cercavano di attirare l’attenzione dei genitori e la maggior parte delle volte, per farli stare buoni, davano ai loro pargoli telefonini e tablet.

Lo studio ha mostrato come si dovrebbero mettere dei limiti sull’utilizzo di questi dispositivi, sempre più invadenti, che vanno a minare non solo il rapporto genitore-figli, ma anche tra amici, parenti, colleghi, partner… Questo video mostra in maniera ironica l’utilizzo eccessivo dello smartphone in situazioni dove invece dovrebbe prevalere la socialità.

Aggiornato il 21.08.2015

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