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Coronavirus e bambini: che rischi ci sono?

di Valentina Murelli - 24.02.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Gli ultimi dati confermano: il virus sembra colpire più frequentemente e con più complicazioni adulti e, soprattutto, anziani: i bambini sembrano essere meno suscettibili all'infezione o, se contagiati, mostrano sintomi più lievi

Bambini meno suscettibili al coronavirus

Gli ultimi dati disponibili sulle caratteristiche epidemiologiche dell'infezione da nuovo coronavirus, il Covid-19 emerso in Cina alla fine del 2019, sembrano confermare quanto già anticipato nelle scorso settimane e cioè che i bambini sembrano essere la fetta di popolazione che corre meno rischi con il nuovo coronavirus.

Secondo l'analisi di oltre 44600 casi confermati di infezione verificatisi in Cina e pubblicata oggi, 24 febbraio, dalla rivista medica JAMA, la grande maggioranza (87%) di pazienti aveva tra i 30 e i 79 anni: solo l'1% dei casi ha riguardato ragazzi tra i 10 e i 19 anni e solo l'1% dei casi bambini sotto i 10 anni. Nessuno dei 1023 decessi registrati su questi casi analizzati, inolte, si è verificato sotto i 10 anni. 

Anche questi dati sembrano confermare le conclusioni dell'analisi dei primi 425 casi di infezione, pubblicata a fine gennaio sul New England Journal of Medicine, secondo le quali "i bambini sembrano essere meno suscettibili all'infezione o, se contagiati mostrano sintomi più lievi". 

Il perché di questo fenomeno non è ancora del tutto chiaro, e sono state proposte diverse possibili spiegazioni. In una nota pubblicata sul sito dell Società italiana di infettivologia pediatrica, il presidente della società Guido Gattinara sottolinea che è possibile che in Cina le modalità di diffusione iniziale dell'epidemia abbiano ridotto l'esposizione dei bambini al virus e che più in generale ci sia qualcosa di diverso nel modo in cui il loro organismo reagisce al virus.

Del resto Gattinara ricorda che anche nelle epidemie di SARS e MERS, altri coronavirus responsabili di polmoniti emersi rispettivamente nel 2002 in Cina e nel 2012 in Arabia Saudita, i bambini sono stati meno colpiti e hanno presentato sintomi più lievi. 

Coronavirus e bambini, le precauzioni da prendere

In attesa di scoprire le ragioni precise di quanta minore suscettibilità, è comunque molto importante proteggere i bambini dall'infenzione: questo per evitare, come ha affermato il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci - che i bambini stessi "possano rappresentare il serbatoio di infezioni per genitori e nonni". 

Proprio per evitare l'eventuale diffusione del virus sono state prese misure straordinarie, a livello sia locale sia nazionale. In Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna e Liguria è stata disposta la chiusura delle scuole fino a domenica 1 marzo, mentre il Ministero dell'istruzione ha sospeso tutte le uscite didattiche e i viaggi di istruzione, per mete sia italiane sia estere, fino a data da destinarsi. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha invece sospeso per domenica 1 marzo l'ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici in programma ogni prima domenica del mese.

L'Unicef ricorda inoltre che è fondamentale applicare anche ai bambini tutte le misure di prevenzione e igiene consigliate dalle autorità sanitarie, sia nelle zone attualmente interessate dal contagio sia in quelle ancora esenti. Ricordiamole ancora una volta: 

  • lavare spesso e bene le mani;
  • non toccare occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprire bocca e naso quando si starnutisce e si tossisce;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che mostrano sintomi di infezioni respiratorie (tosse, raffreddore...)

Fonte: Ministero della Salute

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