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Malattie infettive

Poliomelite: che cos'è, che rischi comporta, come si previene

Di Irma Levanti
poliomielite

09 Ottobre 2018 | Aggiornato il 24 Ottobre 2018
Tutto quello che bisogna sapere su una malattia quasi scomparsa, ma non ancora vinta.

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La poliomielite è una grave malattia infettiva che colpisce in particolare le cellule del sistema nervoso. È causata dal poliovirus, di cui esistono tre differenti ceppi - 1, 2 e 3 – anche se probabilmente a livello mondiale l'unico ancora in circolazione è il tipo 1. Colpisce prevalentemente i bambini sotto i i cinque anni d'età.

 

Sintomi
L'infezione può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi lievi, di tipo influenzale (febbre, affaticamento, mal di testa). In alcuni casi, però, comporta l'insorgenza di infezioni cerebrali (meningite) e paralisi che possono anche risultare permanenti (questo succede in circa un caso ogni 200).

Se sono colpiti muscoli importanti per le funzioni vitali, come i muscoli respiratori, può anche rivelarsi mortale. Tra i bambini colpiti da paralisi permanente, il tasso di mortalità è pari al 5-10%.

 

Come si trasmette
La malattia è estremamente contagiosa. Il contagio avviene in genere per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati, o attraverso la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani.

 

Quanto è frequente
Grazie al programma di vaccinazione estensiva elaborato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oggi nel mondo la poliomielite è una malattia decisamente meno diffusa di un tempo, e intere aree – tra le quali la regione europea - sono state dichiarate completamente libere dalla poliomielite.

 

Secondo quanto riferito dall'Oms si è passati da 350 mila casi nel 1988 a 22 casi nel 2017, con una diminuzione di oltre il 99%. La poliomielite è ancora presente in paesi come Afghanistan, Nigeria e Pakistan. La regione europea è stata ufficialmente certificata "polio-free" il 21 giugno 2002: in Italia, l'ultimo caso di malattia è stato registrato nel 1982.

 

Poiché basta un solo bambino colpito per considerare la malattia ancora attiva a livello mondiale, non è ancora il momento di interrompere la vaccinazione.

 

Come si cura
Non esistono cure definitive per la poliomielite, anche se sono disponibili trattamenti per alleviare i sintomi, come farmaci antispasmodici per rilassare la muscolatura e fisioterapia per promuovere la mobilizzazione degli arti colpiti.

 

Perché può essere pericolosa
Perché, per quanto in rari casi, può comportare paralisi permanente e morte.

 

Come si previene
L'unica strategia efficace per la prevenzione è la vaccinazione. In Italia il vaccino anti-polio è uno dei 10 vaccini obbligatori previsti dalla legge.

 

Si tratta di un vaccino inattivato, ottenuto cioè a partire da virus uccisi, e si somministra con un'iniezione intramuscolare. Esiste in forma singola oppure combinata con altri vaccini, nel cosiddetto esavalente (contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae tipo B, epatite B) e nel tetravalente (contro difterite, tetano, pertosse e polio).

 

Il calendario vaccinale prevede:

  • tre dosi nel primo anno (a tre, cinque e 11 mesi, con esavalente);
  • una quarta dose a sei anni (con vaccino singolo o tetravalente);
  • un ulteriore richiamo in adolescenza, in genere con tetravalente.

 

Fonti per questo articolo: Materiale informativo dell'Oms (anche qui); materiale informativo sito web Vaccinarsì (qui e qui).