Nostrofiglio

Malattie infettive

Poliomelite: che cos'è, che rischi comporta, come si previene

Di Irma Levanti
poliomielite

09 Ottobre 2018
Tutto quello che bisogna sapere su una malattia quasi scomparsa, ma non ancora vinta.

Facebook Twitter Google Plus More

La poliomielite è una grave malattia infettiva che colpisce in particolare le cellule del sistema nervoso. È causata dal poliovirus, di cui esistono tre differenti ceppi - 1, 2 e 3 – anche se probabilmente a livello mondiale l'unico ancora in circolazione è il tipo 1. Colpisce prevalentemente i bambini sotto i i cinque anni d'età.

 

Sintomi
L'infezione può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi lievi, di tipo influenzale (febbre, affaticamento, mal di testa). In alcuni casi, però, comporta l'insorgenza di infezioni cerebrali (meningite) e paralisi che possono anche risultare permanenti (questo succede in circa un caso ogni 200).

Se sono colpiti muscoli importanti per le funzioni vitali, come i muscoli respiratori, può anche rivelarsi mortale. Tra i bambini colpiti da paralisi permanente, il tasso di mortalità è pari al 5-10%.

 

Come si trasmette
La malattia è estremamente contagiosa. Il contagio avviene in genere per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati, o attraverso la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani.

 

Quanto è frequente
Grazie al programma di vaccinazione estensiva elaborato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oggi nel mondo la poliomielite è una malattia decisamente meno diffusa di un tempo, e intere aree – tra le quali la regione europea - sono state dichiarate completamente libere dalla poliomielite.

 

Secondo quanto riferito dall'Oms si è passati da 350 mila casi nel 1988 a 22 casi nel 2017, con una diminuzione di oltre il 99%. La poliomielite è ancora presente in paesi come Afghanistan, Nigeria e Pakistan. La regione europea è stata ufficialmente certificata "polio-free" il 21 giugno 2002: in Italia, l'ultimo caso di malattia è stato registrato nel 1982.

 

Poiché basta un solo bambino colpito per considerare la malattia ancora attiva a livello mondiale, non è ancora il momento di interrompere la vaccinazione.

 

Come si cura
Non esistono cure definitive per la poliomielite, anche se sono disponibili trattamenti per alleviare i sintomi, come farmaci antispasmodici per rilassare la muscolatura e fisioterapia per promuovere la mobilizzazione degli arti colpiti.

 

Perché può essere pericolosa
Perché, per quanto in rari casi, può comportare paralisi permanente e morte.

 

Come si previene
L'unica strategia efficace per la prevenzione è la vaccinazione. In Italia il vaccino anti-polio è uno dei 10 vaccini obbligatori previsti dalla legge.

 

Si tratta di un vaccino inattivato, ottenuto cioè a partire da virus uccisi, e si somministra con un'iniezione intramuscolare. Esiste in forma singola oppure combinata con altri vaccini, nel cosiddetto esavalente (contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae tipo B, epatite B) e nel tetravalente (contro difterite, tetano, pertosse e polio).

 

Il calendario vaccinale prevede:

  • tre dosi nel primo anno (a tre, cinque e 11 mesi, con esavalente);
  • una quarta dose a sei anni (con vaccino singolo o tetravalente);
  • un ulteriore richiamo in adolescenza, in genere con tetravalente.

 

Fonti per questo articolo: Materiale informativo dell'Oms (anche qui); materiale informativo sito web Vaccinarsì (qui e qui).